Mentre i titoli di coda sul #day8 di #Locarno74 stanno scorrendo, eccomi a raccontarvi i film visti in questa giornata del Festival.
Il mio primo lungometraggio visto è della sezione "concorso internazionale":"Espíritu sagrado" (The Sacred Spirit) dalla Spagna.
Espíritu sagrado (THE SACRED SPIRIT)
Di Chema García Ibarra (SPAGNA)
José Manuel gestisce un piccolo bar in una piccola cittadina spagnola. Si prende cura di sua madre malata di Parkinson. Una delle figlie di sua sorella è scomparsa e tutta la Spagna la sta cercando. José Manuel è molto interessato agli UFO, è convinto che esista qualcosa di più grande nell'universo. L'uomo fa parte di una piccola setta che crede fermamente nell'esistenza di altro nell'universo oltre agli umani e nell'esoterismo. Un giorno il capo della setta muore e José Manuel si trova unico depositario di un segreto che potrebbe salvare il mondo.
THE SACRED SPIRIT è un'interessante opera prima che convince per una trama all'apparenza banale ma che nasconde molto altro. Gli attori (tutti per la prima volta sullo schermo) recitano per sottrazione: la loro espressione è costantemente "apatica". È evidente che il giovane regista abbia preso ispirazione dai film di Aki Kaurismäki. Ma THE SACRED SPIRIT non è una commedia (nonostante è stata presentata come tale). Nella seconda parte del film si fa strada l'orrore, un crimine terribile. L'opera del regista spagnola trova il suo punto di forza proprio quando l'oscurità di questi "insignificanti" personaggi viene alla luce. Segnalo una scena in un Luna Park con in sottofondo una cover di "Zombie" dei Cranberries: riesce in modo efficace ad inquietare lo spettatore. THE SACRED SPIRIT non è certamente un capolavoro, pecca di alcune debolezze di un'opera prima (su tutti la durata, 10 minuti in meno avrebbero giovato al ritmo del film). Ciononostante si dimostra un'opera molto interessante e fa conoscere un regista che avrà sicuramente molto da dire in futuro.
La giornata è proseguita con un lungometraggio della sezione "Cineasti del presente", concorso dedicato ai registi alla loro prima o seconda opera cinematografica. Un film dal Ghana: "Amansa tiafi"(PUBLIC TOILET AFRICA) di Kofi Ofosu-Yeboah
"Amansa tiafi" (PUBLIC TOILET AFRICA)
Di Kofi Ofosu-Yeboah
Ama è una giovane e bella ragazza il cui passato è segnato da traumi legati a un vecchio uomo bianco. Un giorno decide di prendersi la sua rivincita derubando un fotografo bianco che la sfruttava per delle fotografie. Nella fuga coinvolge un suo ex. Durante il viaggio in un auto rossa i due novelli "Bonny e Clyde" si imbattono in situazioni bizzarre.
PUBLIC TOILET AFRICA ha un grande difetto secondo me: non sa se vuole essere un film di fiction o un documentario. La parte di finzione si dimostra pasticciata e confusionaria. Mentre la dimensione più documentaristica dell'opera è ben più interessante. Scoprire i dintorni di Accra è affascinante e assistere a un tribunale improvvisato in un villaggio con giudice con parrucchino bianco è un ottimo spunto di riflessione per riflettere sulla giustizia in generale.
Purtroppo PUBLIC TOILET AFRICA insiste con la parte di fiction e oltre ai due protagonisti include due personaggi costantemente ubriachi e un politico in campagna elettorale. Tuttavia non si riesce ad entrare in empatia con nessuno di loro. Un montaggio incerto e una regia acerba non aiutano certo il film.
PUBLIC TOILET AFRICA non è un film terribile, non ha la spocchia di voler essere un film d'autore (per saperne di più di cosa intendo date un occhio alla mia recensione di I GIGANTI). Tuttavia l'opera non è così facile da seguire e riesce a scoraggiare molti spettatori.
Infine è stata la volta della Piazza. Un'altra serata stellata ha accompagnato il film della serata. Prima di premiare la scenografa Sonia Peng con il premio "Cinema Ticino" ed accogliere la delegazione del film c'è stato un omaggio a Marco Borradori, scomparso oggi. Uno dei pochi politici ticinesi ancora in grado di dialogare con gli altri partiti. Una bella persona. Il Festival ha fatto bene ad omaggiarlo. Peccato che metà della Piazza fosse straniera e non sembrava capire quello che è successo.
Comunque, parliamo del film della serata: IDA RED di John Swab (USA). Ad accompagnare il lungometraggio, oltre al regista, c'erano due attori importanti (soprattutto la prima): Melissa Leo (vincitrice dell'oscar) e Frank Grillo (conosciuto per i suoi film d'azione).
IDA RED
Di John Swab
Ida Walker è la matriarca di una famiglia di criminali. Si trova in carcere per una rapina andata male. La donna è malata e le resta poco da vivere. All'esterno, suo figlio Wyatt si occupa dell'"azienda" di famiglia" insieme allo zio. Wyatt cerca disperatamente di far uscire la madre prima che muoia. Sua sorella è sposata con un poliziotto e non vuole molto avere a che fare con lui. Un giorno, una rapina effettuata da Wyatt e suo zio non funziona nel modo giusto e iniziano i guai.
IDA RED è un noir vecchio stile che riesce ad intrattenere lo spettatore. Poliziotti, criminali, conflitti famigliari. Ha tutti gli elementi di un poliziesco. Il regista dirige con mano sicura i suoi personaggi. Melissa Leo regala un'altra buona performance attoriale. Peccato che sia poco sfruttata. Riescono a convincere Josh Hartnett nel ruolo di Wyatt e Frank Grillo nel ruolo dello zio. Peccato che la sceneggiatura di IDA RED sia piuttosto banale e presenti alcune forzature irrealistiche. Cionostante riesce a mantenere alta l'attenzione dello spettatore.
IDA RED è un buon film di genere che molto probabilmente uscirà in sala (o in streaming) anche alle nostre latitudini.
A domani con il #Day9 di #locarno74 amici di Luke's world!