Eccomi qui. Il mio Day 8 di #Locarno71 è stato piuttosto leggero. In 10 giorni intensi di festival, la stanchezza arriva. Dunque questa è stata la mia giornata di "riposo".
Ma bando ai convenevoli e passiamo ai film.
Oggi niente Fevi, e il che è anche raro per me.
Questa mattina, al Palacinema, ho visto "Hatzlila" di Yona Rozenkier (in concorso nella sezione Cineasti del Presente"). Israele. Il film narra di tre fratelli, tre caratteri diversi, che si ritrovano per dare sepoltura a loro padre. Due giorni dopo il più giovane dovrà partire per la guerra in Libano e chiede ai fratelli consiglio. Uno, il maggiore che si è preso cura della madre dopo la morte del padre e l'altro, che dopo molti contrasti con il padre aveva abbandonato la sua famiglia trasferendosi a Tel Aviv. Il dramma non tarderà ad arrivare. La vicenda si svolgerà con il sottofondo delle bombe che regolarmente colpiscono nelle vicinanze.
Inizio dicendo che è un gran bel film. Lo stile di regia convince. I tre attori principali sono anche fratelli nella realtà e ciò si nota sullo schermo. La vicenda, ispirata a veri avvenimenti, è molto interessante. I temi dell'essere un vero uomo agli occhi degli altri e del rifiuto di andare in guerra sono esplorati in maniera convincente.
Insomma, un gran bel film.
Per me è inspiegabile la sezione in cui si trova. Un'opera così matura, pur essendo un esordio per il regista (uno dei tre fratelli del film), avrebbe senza dubbio ben figurato nel concorso internazionale.
👍👍👍👍👍
Ad inizio pomeriggio è stata la volta di "Ceux qui travaillent" di Antoine Russbach (sempre nella sezione Cineasti Del Presente). Questa coproduzione Svizzera/Belgio narra la vicenda di Frank, un uomo di mezza età che vive per il suo lavoro. Le sue giornate le passa quasi al 80% in ufficio e il suo rapporto con i suoi 5 figli ne risente. In particolare, la più piccola dei 5 cerca la figura paterna. Dopo aver commesso un crimine, l'uomo viene costretto a licenziarsi. Ciò lo manda in crisi.
Il film ha degli spunti più che interessanti riguardanti il mondo del lavoro di oggi e sul consumismo, ma una messa in scena fragile ed insicura di base rende il tutto incerto. Se, a ciò si aggiunge delle inutili lunghezze, si ottiene un lungometraggio pieno di buone intenzioni ma spesso noioso. Peccato perché l'interpretazione di Olivier Gourmet (Frank nel film) è veramente convincente ed è la cosa che aiuta lo spettatore, nonostante i vari difetti, a guardare il film.
E vista la mia giornata di riposo, ho saltato la Piazza Grande nonostante il film sembrava anche interessante. Lo recupererò.
La pioggia che sta scendendo ora rende la mia scelta non così terribile.
A domani con il Day 9!
Rimanete su questa pagina.
Cheers