La giornata di oggi a #Locarno2020 è stata caratterizzata da due proiezioni.
Ho iniziato con una proiezione della sezione "Un viaggio nella storia del festival": "E Nachtlang Füürland" di Clemens Klopfenstein e Remo Legnazzi (1981). Questa la sinossi del film dal sito del festival:
"Durante le manifestazioni giovanili del gennaio 1981 a Berna, il conduttore radiofonico Max, sessantottino disilluso, incontra la giovane Chrige e trascorre con lei una notte lungo le strade ghiacciate della città: tra un bar e l’altro, fantastica di lasciare tutto e partire per la Terra del Fuoco. Attraverso le frustrazioni professionali e relazionali del suo protagonista, il film di Klopfenstein e Legnazzi, presentato a Locarno nel 1981, condensa con febbrile libertà formale la lettura di una stagione politica: una testimonianza del proprio tempo divisa tra incertezze e irrisolti desideri di fuga, all’insegna di un utopico nuovo inizio."
I film che costituiscono la storia del cinema potrebbero essere divisi in due categorie: quelli invecchiano bene e sono belli da vedere o da rivedere nel 2020, e quelli che invecchiano male annoiando o irritando lo spettatore del nuovo millennio. "E Nachtlang Füürland" fa parte della seconda categoria.
Il film avanza stanco.Il protagonista è un conduttore radiofonico solo bravo a criticare che vaga nella notte del primo gennaio tra un bar e l'altro, discutendo con la sua ragazza, con sconosciuti (valida la conversazione con la casalinga ubriaca che si dice stufa di essere poco considerata). Il personaggio principale è caratterizzato in modo piuttosto irritante. Ciò funziona in molti film ma non in questo caso. Quando lo spettatore, finalmente, inizia ad identificarsi con il personaggio, il film finisce. Inoltre l'ironia dell'opera è troppo sottileInsomma, nonostante la convincente interpretazione degli attori principali, qualche scena valida ed un finale interessante, "E Nachtlang Füürland" rimane un lungometraggio che, visto quasi 40 anni dopo la sua uscita nelle sale mostra tutte le sue debolezze.
Non un brutto film ma evitabile.
Più dettagli qui sotto.
https://www.locarnofestival.ch/.../11_8.../e_nachtlang.html
In seguito ho assistito all'ottava secret screening proposta dalla direttrice artistica del festival Lili Hinstin. Si tratta di un prima europea. Il film si intitola "Marghe and Her Mother" ed è diretto da Mohsen Makhmalbaf.
Questa la sinossi dal sito del festival:
"Claudia, madre single di 22 anni, viene sfrattata perché non riesce a pagare l’affitto. Costretta a lasciare la figlia di sei anni in compagnia di un’anziana signora, parte alla ricerca di un lavoro e del vero amore mai trovato." (le ragioni della scelta da parte della direttrice artistica al link: https://www.locarnofestival.ch/.../Marghe-and-Her-Mother... ).
Nonostante il nome del regista possa far pensare ad un film ambientato molto lontano da noi, la vicenda narrata è tutta italiana. Il regista iraniano ha scelto di ambientare questa sua ultima opera in Italia.
Lo dico subito: è un'opera terribile. Dopo i primi 20 minuti del film pensavo " Ok, fino adesso è stata una parodia. Ora inizia il vero film". Invece, purtroppo, non è stato così. Caratterizzato da un livello recitativo ai minimi termini (molto simile a quelle parodie che propongono show tv comici), da un intreccio povero e da battute francamente risibili, "Marghe and Her Mother" trova un briciolo di validità nel personaggio della piccola Margherita. Il personaggio è tratteggiato buffamente e la bambina che la interpreta è molto simpatica e convincente. Tutto il resto è francamente da dimenticare. I riferimenti alla religione e il timore del peccato sono uno spunto che poteva essere interessante ma nel film non funziona. Innumerevoli le scene involontariamente ridicole.
"Marghe and Her Mother" è un film che si potrebbe riassumere con l'espressione inglese "cringe", imbarazzante. Un'opera che spero di dimenticare presto.