Questo Day 7 di #Locarno72 è iniziato con un film della sezione “panorama suisse”, il documentario vincitore del premio del pubblico alle giornate cinematografiche del cinema svizzero a Soletta lo scorso anno: GATEWAYS TO NEW YORK - OTHMAR H. AMMAN AND HIS BRIDGES di Martin Witz. Un titolo lunghissimo per un film interessante che racconta la vita dell’architetto svizzero emigrato a New York nel 1904, i ponti che ha progettato e realizzato. La narrazione è scandita da una voce narrante maschile che legge le lettere che Amman aveva scritto a sua moglie rimasta in Svizzera e da una voce narrante femminile che fa da collante tra le sue vicende e le vicende di una New York in veloce che crescita. Il documentario è molto interessante e colpisce anche grazie ad un abile lavoro di montaggio con filmati d’archivio.
Quasi sicuramente trasmetteranno il film sulla Rsi in quanto è la produttrice.
Un buono inizio di giornata.
La giornata è proseguita con la selezione giornaliera dei cortometraggi nella sezione “Pardi di domani”. Ogni giorno sono proposti 4-5 corti dei due concorsi (nazionale e internazionale).
Nessuno dei 5 corti mi ha convinto: tra chi pecca su presunzione, chi si dimentica che una trama è perlomeno “utile” per tenere l’attenzione dello spettatore e chi aveva una idea interessante ma la sua opera non rispecchia minimamente quello che voleva dire.
Forse il quinto cortometraggio è quello che funziona di più. FRISSONS D’AMOUR è un’opera tenera tramite la quale il regista ha racconta sua nonna e il suo uso della tecnologia. Un’idea intrigante ma che non regge bene i 20 minuti durata. Fosse durata 5 minuti di meno sarebbe stato un gran bel corto.
Nella selezione di oggi c’era anche l’unico corto ticinese in concorso. Trattasi di L’AZZURRO DEL CIELO di Enea Zucchetti. Lo dico subito: è un corto brutto e ridonante. Sulla “scia” dei dimenticabili corti presenti negli scorsi anni firmati da Tommaso Donati, questo corto illustra un paesaggio urbano deserto e un individuo solitario che vaga per gli edifici abbandonati. Dieci minuti di noia.
È un vero peccato che ogni anno il Ticino sia presente nella sezione “Pardi di domani” con opere dimenticabili e per nulla convincenti. Ci sono tanti giovani registi in Ticino che producono opere interessanti e intriganti, perché non viene data loro attenzione?
Per sapere di più su questi corti vi lascio l’articolo dal sito dal Festival che ne parla: https://www.locarnofestival.ch/…/2…/day-7/pdd-13-agosto.html
Mi sono poi spostato al Fevi per vedere il secondo film in concorso internazionale della giornata, lo svizzero O FIM DO MUNDO del regista svizzero portoghese Basil da Cunha. Il lungometraggio racconta il ritorno a casa di un giovane dopo 8 anni passati in riformatorio. Reboleira, quartiere in via di demolizione di Lisbona, è casa sua: le persone che vi vivono, tra gioie (battesimi) e dolori (tanta violenza) sono “unite”. Il ragazzo tornerà a delinquere in poco tempo.
O FIM DO MUNDO è un’opera interessante che rappresenta una realtà senza speranza. I personaggi che vivono nel quartiere raccontato dal film vivono alla giornata tra rifiuti, spaccio di droga e degrado. Da Cunha mette in scena la sua storia in paesaggi dove il colore rosso è sempre presente; un’interessante scelta registica che dona all’opera una buona atmosfera. I personaggi principali vengono seguiti da vicino, camera a spalla, nella loro spostamenti. Il protagonista commette gesti impensabili e il regista mette in scena la violenza, senza giudicarlo.
In generale non annoia. Tuttavia un taglio di 20 minuti avrebbe contribuito al ritmo del film.
A più tardi con il racconto della serata in Piazza amici di Luke’s world!
Il day 7 di #Locarno72 è appena giunto a termine ed eccomi qua per raccontarvi della serata in Piazza Grande.
Il settimo giorno del festival è sinonimo da diversi anni della serata dedicata alla sezione "Open Doors". Questa sezione del festival porta alla ribalta ogni tre anni film da regioni la cui cinematografia sta nascendo o ha difficoltà a diffondersi. Da quest'anno il focus si è spostato sul cinema dal sud dell'Asia, in particolare: Vietnam, Thailandia, Mongolia, Cambogia, Laos, Malesia.
Durante l'introduzione di questa serata, è stato dunque il momento di far conoscere anche alla Piazza questa selezione di film e di premiare un progetto per un film con dei fondi. Trovo lodevole ciò che "Open doors" ogni anni fa.
È stato poi introdotto il film della serata, CAMILLE, dal regista Boris Lojkine, dall'attrice principale Nina Meurisse e dai produttori.
Il lungometraggio racconta la vera storia di Camille Lepage, giovane fotografa francese che ha perso la vita nella Repubblica Centrafricana durante la guerra civile tra il 2013 e il 2014. Camille non si ferma davanti a nessun pericolo, lei vuole far conoscere al mondo il problema di questo popolo con le sue fotografie.
CAMILLE è un buon biopic, ben realizzato e giustamente "intercalato" con le fotografie scattate dalla vera Camille. Nina Meurisse da vita in maniera convincente ad una ragazza in cerca di uno scopo nella vita, che si sente inadatta alla vita dei giovani della sua età in Francia e si sente veramente a casa seguendo un gruppo di guerriglieri, in mano la sua fidata macchina fotografica.
Il film però non è perfetto. Secondo me presenta quello che Camille ha vissuto in Africa in maniera troppo pulita, troppo da film. Mi sarei aspettato una messa in scena più coraggiosa e più "sporca" per raccontare questa tragica vicenda. Tralasciando le numerose imperfezioni, CAMILLE potrà avere un buon successo nelle sale.
A domani con il Day 8 di #Locarno72 amici di Luke's world!
P.s: siamo quasi alla fine, è quasi l'ora del toto pardo d'oro...