MOND
Di Kurdwin Ayub
(Austria)
Sarah, ex professionista di MMA, trova lavoro presso una ricca famiglia in Giordania come personal trainer di tre sorelle. La ragazza nota subito che qualcosa non va, le tre sorelle non sono così interessate alle arti marziali e sembrano nascondere un segreto.
Davvero un buon film che parla della vita delle donne in Arabia così come dello spirito di sorellanza femminile. La regista confeziona una storia intrigante con tocchi horror dove non c’è spazio per la noia. Solide le interpretazioni.
Nel complesso un film che mi ha parecchio sorpreso.
CENT MILLE MILLIARDS
Di Virgil Vernier
(Francia)
Afine, escort attivo a Montecarlo, passa le feste natalizie vangando per la città e in compagnia dei suoi clienti.
Film noioso che ha necessitato una lavorazione di sei anni. Il ritratto di persone sole nel corso delle feste è già stato trattato da altri film in modo più convincente. Il rapporto che si sviluppa tra il protagonista è una bambina è interessante ma mal sviluppato.
Un finale con una sequenza realizzata al computer che rappresenta una utopia che tutti cercando conclude un’opera che ha grande ambizioni ma il cui unico pregio è quello della sua breve durata.
TRANSAMAZONIA
Di Pia Marais
(Francia, Germania, Svizzera, Taiwan, Brasile)
Rebecca vive con il padre in una missione nel mezzo della foresta pluviale della Guyana. La giovane è vista dalla popolazione locale come una santa in grado di guarire le persone perché quando era piccola è stata l’unica sopravvissuta ad un tragico incidente aereo. La missione vive in pace con gli indigeni. Ma questa pace viene turbata da un’azienda che taglia innumerevoli alberi della riserva degli indigeni. Allo stesso momento Rebecca comincia a dubitare di suo padre.
Buon film, ben scritto e interpretato. La riflessione della regista sul ruolo della fede e dell’amore nella vita delle persone colpisce. Forse avrebbe giovato di un taglio di una decina di minuti.