Sotto una forte pioggia che mi ha fatto lasciare le Piazza (e bagnato anche non poco) vi parlo dei film che ho visto nel Day 6 di #Locarno71.
Ho cominciato con un film al Palacinema della sezione Cineasti del Presente: "Tegnap" di Bálint Kenyeres. Il film racconta la bizzarra vicenda di Victor Ganz, un capo di un'azienda di ingegneria mentre si trova in Marocco per controllare un loro impianto. Tra incontri bizzarri e la ricerca di un vecchio amore, l'uomo si perderà nei meandri nel deserto.
Questa opera prima di questo regista si dimostra essere un film di una pesantezza assurda. In 2 ore l'atmosfera rarefatta ed intellettuale della storia stanca non poco. Fin dalla citazione iniziale, si può capire che il regista ci voglia offrire una sua versione di Moby Dick. Tuttavia, quella che poteva essere una premessa interessante, si perde in situazioni assurde e reazioni dei personaggi fin troppo "morte". A tutto ciò aggiungiamo uno stile di regia "artistico" e delle inquadrature lunghissime.
Insomma, un film molto molto noioso.
Ad inizio pomeriggio è stata la volta dell'unico film svizzero in concorso internazionale: "GLAUBENBERG" di Thomas Imbach. Il lungometraggio racconta di Lena, una ragazza di 16 anni segretamente innamorata del fratello. Questo sentimento proibito diventa presto un ossessione e, in un susseguirsi di momenti tra realtà e sogno, la ragazza confesserà il suo sentimento.
Nel complesso il film non è bruttissimo, ma il guaio è che non è neanche bellissimo. Alla fine del film si rimane "così". Il film rimane neutro. Bravi gli attori. Regia pulita e diretta. I guai li troviamo a livello di sceneggiatura. La vicenda si dipana attraverso delle situazioni spesso (molto spesso) involontariamente comiche. Sul finale il film si ricorda che è tratto da un mito, allora ci troviamo di fronte una scena mistica. Bene, intenzioni lodevoli. Il risultato è ridicolo.
Insomma, un film realizzato in maniera diligente e delle buone interpretazioni. Trenta minuti dopo la fine si dimentica già tutto. Notevole l'applauso facile alla fine visto la nazionalità del film. Ultima frase ironica, ovvio.
In seguito è stata la volta di un altro film in concorso internazionale: "M" di Yolande Zauberman. Ambientato a Bnei Brak, capitale mondiale per gli ebrei ortodossi, il documentario è incentrato sulla storia di Menahem Lang, un uomo cresciuto in quei luoghi. Quando era giovanissimo è stato violentato da alcuni alti esponenti di questa società. Dopo un silenzio che è durato fino a 20 anni, l'uomo si trasferisce a Tel Aviv. Il film lo segue nel suo ritorno a Bnei Brak.
Il film è molto interessante e piuttosto diretto nei dialoghi. I 105 minuti di durata scorrono veloci. Le persone che ci vengono presentate ci rimangono impresse. Il loro passato ha influenzato (ed influenza tutt'ora) la loro vita.
Un gran bel documentario!
In serata sono stato in Piazza. Ho visto la prima ora del film svizzero LE VENT TOURNE di Bettina Oberli. L'inizio di un acquazzone mi ha spinto a tornarmene a casa. Quanto ho visto del film si lasciava guardare. L'impressione generale che stavo avendo però non era entusiasta.
Insomma, in generale tra i film che ho visto della Piazza di questa edizione sto ancora aspettando il colpo di fulmine.
A domani con il Day 7. Caspita il tempo vola e siamo già nella seconda metà del festival.
Stay Tuned!