Ed anche il Day 6 di #Locarno70 giunge a termine. La stanchezza del festivaliero comincia a farsi sentire ma i veri appassionati tengono duro e non mollano la presa :)
In questa edizione il punto che sembra ripetersi maggiormente è il sold out di quasi tutte le sale e lunghe, lunghe file per vedere i film che cominciano a formarsi anche un'ora prima dell'inizio della proiezione (per esempio i film della settimana della critica. Se non arrivi con almeno 45 minuti di anticipo ti scordi ti poter entrare in sala.
Sembra che questa #Locarno70 sia vittima del proprio successo e stia crescendo fin troppo per le sale a disposizione. Ho spesso l'impressione che la situazione stia per sfuggire di mano. La kermesse locarnese vuole crescere sempre di più ma mancano le infrastrutture ed un'organizzazione leggermente più seria
((soprattutto in Piazza. Vogliamo parlare dei controlli alle entrate fatti spesso da persone maleducate ed il divieto assoluto di spostare la propria sedia nel tentativo di vedere lo schermo se la persona davanti a te è alta. Per esempio, questa sera in Piazza un'anziana signora con le stampelle era seduta dietro di me ed aveva spostato la sedia all'esterno della linea gialla che delimita dove sono posizionate le sedie e le vie di passaggio. Apriti cielo. Dopo un minuto è stata brutalmente ripresa ed è stata obbligata a rimettere la sedia al suo posto.
Sono d'accordo che devono esserci le regole ma qui mi pare che si tocchi l'esagerazione...)) che so essere tipica di tutti i festival però (ho letto spesso di lunghe code sia a Cannes che Venezia. Sembra che la migliore organizzazione sia al festival di Berlino...ma lo dico per sentito dire..).
Ma passiamo ai film.
Dopo aver tentato di vedere i corti del concorso nazionale di oggi (niente da fare LA SALA era piena non sono riuscito ad entrare), ho avuto occasione di assistere alla discussione con il produttore che verrà premiato quest'anno: Michel Merkt (il produttore di LA MIA VITA DA ZUCCHINA e di tanti altri film internazionali per capirci). Parecchio interessante. Peccato che c'era pochissima gente. Mah..
Poi ho avuto occasione di vedere l'unico film svizzero in concorso GOLIATH di Dominik Locher. Il film segue una giovane coppia in un piccolo paesino di periferia in Svizzera Tedesca. Lei scopre di essere incinta. Poco tempo dopo, la coppia viene aggredita. Questo lascia un segno indelebile sul protagonista che, terrorizzato dal fatto di non essere abbastanza forte ed uomo da proteggere la famiglia che avrà, comincia ad andare in palestra e prendere steroidi per diventare sempre più forte. Tuttavia questo porterà a conseguenze drammatiche.
Devo dire che l'ho trovato un buon film. Forse perché non mi aspettavo molto prima della visione. Mi ha convinto in quanto mette in scena una storia estremamente reale e forte che porta lo spettatore a "soffrire" con il protagonista vittima dei suoi scatti d'ira e, pur non riconoscendolo apertamente, terrorizzato di non essere pronto a quello che lo aspetta.
Regia sicura. Non si sente nulla di troppo. La durata contenuta di 80 minuti contribuisce a convincere lo spettatore, così come lasciare perdere l'idea del finale da "e vissero felici e contenti".
Peccato per qualche forzatura nella trama e personaggi accenti che meritavano più spazio nella storia.
Ed arriviamo alla Piazza. Un solo film questa sera in programma, il francese CHIEN di Samuel Benchetrit con Vanessa Paradis in un piccolo ruolo e presente in piazza.
Ma prima di parlare del film fatemi dire due parole sul premio alla carriera al regista Todd Haynes. Allora, ammetto che non sono ancora riuscito a vedere nulla di suo. Conto di recuperare I'M NOT THERE sulla vita di Bob Dylan e durante questo festival spero di riuscire a vedere il suo ultimo lavoro passato a Cannes WONDERSTRUCK (che in italiano si intitolerà LA STANZA DELLE MERAVIGLIE)..ma il rischio Sold Out è sempre dietro l'angolo purtroppo :( . Ma dagli spezzoni dei suoi film che ho visto ho l'impressione che sia un bravo regista. Quindi direi premiarlo qui a Locarno da dove ha cominciato la sua carriera nel 1991 con il suo primo film POISON sia una scelta azzeccata. Ma vedere Olivier Assayas che lo premia dicendo che uno dei suoi registi preferiti ho avuto difficoltà a vederlo ammetto. Si vedeva che era stata organizzata questa cosa pur di non invitare più sul palco un rappresentate dello sponsor del premio (questa volta MANOR).
E torniamo a CHIEN. Caspita che film fuori di testa! Il regista racconta la storia di un uomo che gradualmente diventa un cane. Ma non aspettatevi alcun effetto speciale. È sempre l'attore che recita il ruolo e vediamo gli altri che lo trattano come un animale.
Si, la trama è proprio questa più o meno,non scherzo. Si vede che in molti punti tenta (non riuscendoci) ad imitare i film di Aki Kaurismaki dove l'assurdità strappa diversi sorrisi. Ma il regista qui va decisamente troppo oltre. Diverse le scene obiettivamente difficili da vedere. Questo film NON era un film per la Piazza. Era DECISAMENTE un film per il Concorso. La metafora e dil messaggio del film sui rapporti interpersonali e portata sullo schermo in maniera violenta in maniera spesso gratuita.
Da notare un notevole esodo di pubblico durante la proiezione. Intere file che si svuotavano...
Questo è un film forte che se veramente volevano mettere in Piazza dovevano mettere la frase che da qualche anno mettono per i film "forti": il film contiene scene che possono urtare la sensibilità dello spettatore.
Attendo con curiosità la reazione dei critici perché mi pare che il pubblico lo abbia decisamente odiato. Diversi i fischi sentiti alla fine (cosa che non si sentiva da diverso tempo in Piazza al termine di un film).
Cosa ne penso io? Mi ha lasciato perplesso ammetto. Forse perché non mi aspettavo un film del genere in Piazza. Comunque va apprezzato per il messaggio che vuole far passare. Il resto è nulla di interessante trovo.
A domani con il Day 7 di #Locarno70
Stay Tuned! :)