Ed un'altra giornata a Locarno finisce, dunque eccomi qua con il resoconto del day 6 di #Locarno69.
Passiamo direttamente ai film oggi che c'è tanto tanto da dire (lo so, lo so...vi starete dicendo "scrive ancora tanto?" Si beh..Oggi vi tocca😂) quindi se volete sapere in breve la mia opinione sui film di oggi..andate in fondo come al solito. Ma vi consiglierei, anche se lunga, di leggere la mia opinione sul primo film. (poi fate come volete ovviamente, già bello che leggete e se leggete qualcosa 😃😂)
Dunque...andiamo a cominciare.
Fevi. Ore 13.10. Mi avvicino verso l'entrata e vedo che c'è gia gente in fila ad aspettare che aprano e lasciano entrare in sala. Mi dico "ma sono pazzi? Il film comincia alle 14". Poi penso un attimo e realizzo che la maggior parte di loro hanno sentito/letto l'opinione che girava negli ultimi giorni tra i critici. Prima dell'inizio del festival (mi pare un paio di giorni prima), ho letto questo articolo http://www.indiewire.com/…/locarno-film-festival-preview-g…/. Il sito in questione è conosciuto penso da tutti i cinofili come il più affidabile per le critiche cinematografiche (sopratutto del cinema indipendente). Dunque mi sono detto "se lo dicono loro...deve essere vero." (primo errore, idota). Il festival inizia ed ho occasione di vedere 4 su 5 dei film citati. Inizio THE GIRL WITH ALL THE GIFT. Buon film. Dopo SLAVA (GLORY in inglese), gran bel film. Poi INTERCHANGE, buon poliziesco (con difetti) ma comunque qualcosa di nuovo. Quindi comincio a pensare tutto contento "ma guarda che i miei gusti concidono con il critico di indiewire..Quindi probabile che qualcosa di cinema ne capisco veramente" (secondo, grave errore da parte mia). Ma poi vedo HERMIA & HELENA che, come penso abbiate letto, ho trovato estremamente stupido e pretenzioso. Ma non mi preoccupo troppo e continuo ad avere fiducia in quello che ha scritto infierire (terzo ed ultimo gravissimo errore).
Nei giorni precedenti alla prima mondiale dell'opera sono cominciati i rumors riguardanti il fatto che O ORNITÒLOGO (ecco il titolo del film in questione) è favorito per il pardo d'oro.
Quindi, alle 13.45, quando entro in sala mi aspetto il meglio da questo film e la curiosità è a mille.
(INTERMEZZO: il regista del film João Pedro Rodrigues, era già stato in concorso qualche anno fa con il film A ULTIMA VÈZ QUE VI MACAU, diretto con il compagno João Rui Guerra da Mata. L'avevo visto, non mi aveva colpito particolarmente. Ma in occasione di una seconda visione ho avuto modo di rivalutarlo leggermente).
Inizia il film.
Almeno dieci minuti (se non di più) di riprese di uccelli che volano e il protagonista, interpretato dall'incredibilmente incapace attore Paul Hamy, che li osserva con il binocolo. Insomma...che volete..il titolo anche se è in portoghese, penso che si capisca.. Tizio che cerca e guarda gli uccelli. Si insiste parecchio sulle riprese di questi uccelli (che sono una metafora, pubblico ignorante.. Si sono ignorante. Lo posso dire. Ma se mi fai vedere delle immagini così mi guardo un documentario di NATIONAL GEOGRAPHIC che è anche realizzato meglio). Ah...Ma deve esserci una trama (a quanto dicono in un film) quindi via che il protagonista in finisce tra le rapide del fiume con la sua canoa e si capovolge (bisogna pur giustificare un inizio, no?). Cambio scena, seguiamo due ragazze cinesi perse nei boschi (personaggi migliori del film in assoluto, torno dopo a spiegarne il motivo). Gli spettatori più scaltri capiscono subito che sono una coppia. In ogni caso trovano il protagonista svenuto ai bordi del fiume (dopo aver pregato perché riuscissero a trovare la via di uscita dal bosco..perché si dicono brave ragazze cristiane). Dopo aver salvato il protagonista (prima gli fanno una foto, come tutti i cinesi, giusto anche questo no?), tale Fernando (che riceve messaggi sul telefonino dal suo compagno che gli ricorda di prendere le medicine, per cosa? Non si sa. E il film finisce senza spiegarlo. Tutto molto sensato vero?). Veniamo a sapere, che queste ragazze erano sul cammino di Santiago de Compostela ma si sono perse. Le ragazze pregano Fernando di accompagnarle perché hanno paura del diavolo e del bosco. Lui sembra accettare di mala voglia. Vanno a dormire. Al risveglio Fernando si ritrova in mutande, legato e sotto il potere di queste ragazze cinesi (che continua a confondere, ma tutti i cinesi sono uguali, coerente anche questo no?). Il protagonista riesce a scappare mentre le due ragazze (che progettano di evirarlo) amoreggiano allegramente nella tenda.
E qui comincia il delirio.
Scene senza senso si susseguono una dopo l'altra. Quando pensi che una scena peggio di così non ci può essere, ecco che arriva quella dopo che ti contraddice. La maggior parte del film da quel momento fa tanto ridere (e non penso proprio che sia stato nelle intenzioni del regista mentre girava il film, far ridere). Ma non si può non ridere ad alta voce davanti a situazioni assurde e ridicole.
Ma passiamo oltre, alla questione delle scene metaforiche. Tutto il film (e dico tutto) e un susseguirsi di scene metaforiche riguardanti la religione cristiana soprattutto:
- incontra un ragazzo muto nel suo vagare, dopo un attimo si spogliano e fanno il bagno nel fiume, poi amoreggiano, Fernando scopre che il ragazzo muto si chiama Jesus, subito dopo litigano e il protagonista uccide Jesus con una coltellata zona costole.
- Incappa in un gruppo di uomini vestiti in maniera ridicola che si aggirano nel bosco bevendo vino (che non si sa da dove venga esattamente, non deve essere un posto sperduto?ma anche questo non conta, ovvio no?) che vanno in giro urlando siamo i migliori e fanno il sacrificio di un cinghiale.
- Poi troviamo Fernando che mangia una mela da un albero.
- Poi una colomba lo segue misteriosamente.
Insomma...Ho perso il conto e non voglio neanche riportare tutto. Cioè, il regista reputa il pubblico scemo? (ci mancava solo la scritta a lettere cubitali ATTENZIONE, METAFORA IN CORSO. Ah no..Le lettere cubitali sono già usate dal titolo rosso sangue all'inizio.) Anche il più idiota ci arriva a quello che fa riferimento.
Qua comincia l'arrabbiatura da parte mia.
Non vi cito poi tutte le altre scene simil metafore che girano attorno al bosco, da sempre luogo misterioso.
Ma sentivate la mancanza di qualcosa d'altro? Non preoccupatevi che le amazzoni che cavalcano a seno nudo in questa foresta e che sparano con un fucile ad un capriolo, che poi è Fernando, che poi è un capriolo (ATTENZIONE,METAFORA IN CORSO).
Insomma...Le due ore di film si sentono tantissimo. Ad un certo punto ho cominciato a disprezzare il protagonista (per come è stato scritto e per come è interpretato in maniera monocorde e SEMPRE sottotono, quasi meccanico) e speravo che le ragazze cinesi tornassero e che lo toglievano di mezzo.
Ma poi si arriva al finale. Che dire? Sono rimasto ALLIBITO dal livello raggiunto di ridicolo.
Insomma...avete capito penso. Ho detestato con tutto me stesso questo film per tutta la sua durata. La sceneggiatura fa acqua da tutte le parti (che sia un omaggio al sempre presente fiume del film?). Menzione speciale per una sequenza poco dopo l'inizio del film di foto del viaggio delle due cinesi (insomma, sono cinesi, devono fare foto😂).
Ecco, questo mi ha dato enormemente fastidio del film. In questo periodo dove si evoca il diritto (completamente d'accordo) alla diversità, la sceneggiatura infila stereotipi su tutto e su tutti (sui cinesi soprattutto come avrete capito per esempio). Poi non capisco perché la religione cristiana deve essere presa di mira così (si, si, il senso e il tema del film l'ho capito non preoccupatevi, ma quello che il regista voleva trasmettere non funziona assolutamente!).
In conclusione, ho già scritto troppo riguardo a questo film orribile ed inutile che mi ha fatto parecchio arrabbiare, cosa mai successa prima per un film (guardate comunque, non ho dubbi che molto probabilmente vincerà il pardo d'oro conoscendo i gusti delle giurie del festival di Locarno, quindi sono già depresso al riguardo😭😭😭).
Ma volevo spendere un'ultima parola sul pubblico del #concorsointernazionale al fevi. Mi domando, dove è finito il vecchio pubblico esigente di una volta? Che esprimeva il suo disaccordo quando un film non gli piaceva? L'unico che ha avuto il coraggio (coraggio in quanto, finita la proiezione, ho avuto modo di parlare con diversi altri spettatori a cui non è piaciuto per niente il film ma che non hanno fatto una piega quando sono iniziati i titoli di coda) di alzarsi e di urlare BUUUUUUUUHHHHHHHHHH con tutto il fiato che mi era possibile sono stato io. Vi domanderete "perché urlo così se un film non mi piace?"..Perché so che la giuria è presente in sala a vedere i film insieme al pubblico ed ho la (vana) speranza che i miei urli si sentano e vengano presi in considerazione.
Ma passiamo al prossimo film in concorso (diciamo che dopo il film precedente qualunque cosa mi avessero fatto vedere per me sarebbe stato un capolavoro della storia del cinema😂), film germanico, co prodotto dalla SRF (la televisione svizzero tedesca) dal titolo MARIJA, opera d'esordio nel lungometraggio del regista nato a Lucerna, Michael Koch.
Che dire al riguardo? Tipico film da festival che soffre un po' del fatto di essere un'opera prima. La storia di Marija (interpretata da Margarita Breitkreiz), una donna di origine ucraina che tenta di mettere da parte dei soldi in Germania per seguire il suo sogno di aprire un salone da parrucchiera. La sceneggiatura è un po' ingenua e prevedibile, ma fa il suo lavoro, ovvero c'è un inizio, uno sviluppo ed una fine. Solo che gli aspetto che sarebbe stato interessanti vedere maggiormente approfonditi rimangono sullo sfondo delle vicende di Marija che fa tutto per i soldi, pur mantenendo una sua integrità.
La camera è sempre a mano e segue spesso da vicino la protagonista mentre cammina (io pensavo all'inizio "che il regista abbia voluto imitare i fratelli Dardenne con il loro seguire i loro protagonisti con la camera vicinissima?"), queste scene si ripetono spesso; ma trovano il loro vero significato nella sequenza finale.
Peccato he l'attrice protagonista non fosse proprio bravissima, fa il suo lavoro ma poteva certamente dare di più.
Se no, simpatico film "da festival" ma che non penso possa uscire dal circuito dei festival.
Ed arriviamo così alla film in Piazza. Il tanto atteso e "temuto" film LE CIEL ATTENDRA.
21.30. Salgono sul palco il direttore artistico e Giadra Marsadri (a cui vanno le mie scuse se mai leggerà i miei resoti, dato che ho sempre sbagliato il suo cognome in precedenza) e ho subito pensato "vi prego, non cominciamo con le polemiche". Ma purtroppo il direttore artistico sceglie (secondo me sbagliando completamente) di mettere le mani avanti per evitare qualsiasi polemica e giustifica la presenza di questo film nel programma della piazza. Per me è stato uno sbaglio, sarebbe stato più intelligente lasciar parlare la delegazione del film e il film (adesso che l'ho visto posso affermarlo) stesso che fare l'inutile premessa.
Comunque mi hanno colpito le parole della delegazione presente per il film, ovvero: la regista Marie-Castille Mention-Schaar, l'attrice Clotilde Courau e le due giovani protagoniste Noémie Merlano e Naomi Amarre. Parole importanti riguardanti l'importanza del rapporto genitori-figli, l'adolescenza, l'amore e il pericolo dei social media per i teenager.
Come penso sia ormai nato il film è stato etichettato fin dall'inizio come il film sull'ISIS. Invece si dimostra essere qualcosa di diverso è molto, molto coinvolgente a livello emotivo.
TRAMA CON PICCOLO SPOILER, NIENTE DI GRAVE, MA SE NON VOLETE SAPERE NULLA DELLA TRAMA PASSATE OLTRE.
La vicenda raccontata in parallelo di Sonia (reclutata dalla jihad islamica), in aeroporto, prossima a partire per la Syria e di Melanie, giovane ragazza francese come tante altre, che viene adescata attraverso Facebook ed "indottrinata" attraverso video presenti su YouTube e che riesce a partire per la Syria.
RIPRENDETE DA QUI
Il film infatti è incentrato più che altro sul dolore immenso dei genitori che assistono all'allentamento tipico dell'adolescenza ma che in questo caso, sfocia nel dramma delle ragazze convinte attraverso "trucchi" a partire per la Syria o indotte a progettare un attentato in Francia.
Inutile dire la drammaticità della vicenda che tocca ed emoziona come, ammetto, non mi aspettavo. Tutti gli attori davvero bravi, in particolari le due giovani ragazze che rischiavano, nei loro ruoli, di strafare a livello recitativo...invece risultano molto molto convincenti.
Non posso non citare dunque la regista. Questa signora sceglie una via di racconto e la mantiene salda fino alla fine, senza strafare o cadere nella lacrima facile (l'intelligente montaggio finale alternato tra passato e presente, per esempio, aiuto moltissimo).
Inoltre si nota come la regista abbia svolto delle ricerche approfondite riguardo al tema delle ragazze adescate grazie ai social network. Molto azzeccata la scelta di inserire dei personaggi reali (intuisco, in quanto la lista di attori che ho cercato ovunque non riporta tutti i personaggi) che hanno veramente sofferto queste perdite e la figura della donna islamica che aiuta queste ragazze a tornare con i piedi per terra e le spiega cosa viene detto VERAMENTE nel corano. Cose completamente diverse da quello che i jihadisti islamici vogliono far credere.
Insomma...Gran bel film. L'intera piazza (piena) sembra evo apprezzato molto in quanto l'applauso alla fine è durato a lungo.
Da vedere e da far vedere a teenager.
(Premio del pubblico in vista...!🎉)
Ora mi tocca scusarmi 🙏 perché oggi ho scritto davvero tanto. ma i film visti meritavano le parole scritte.
Prima di passare al resoconto in breve EVITATE in tutti i modi O ORNITÒLOGO e non credete a chi dice che è bello (ai critici un po' snob sarà piaciuto veramente tanto, non ho dubbi, infatti mi attendo lodi per il film domani sui giornali...Ma credete ad uno del pubblico...fate altro, non merita due ore della vostra vita 'sta roba).
Riepilogo in breve dei film di oggi:
O ORNITÒLOGO 😡😡😡😡😡😡😤🤐👎👎👎👎👎👎
MARIJA 👍😢💵💸
LE CIEL ATTENDRA 👍👍👍👍👍👍👍👍
A domani con il resoconto del day 7 (di già? quasi non ci credo...) di #Locarno69
See you