La pioggia torna anche questa sera a rovinare la festa in Piazza Grande. Ma da domani dovrebbe splendere sempre il sole.
Anche questo #day5 è stato caratterizzato da tre film per me.
La prima opera vista appartiene alla sezione "cineasti del presente".
ARNOLD IS A GOOD STUDENT
Di Sorayios Prapapan
->Thailandia, Singapore, Francia, Paesi Bassi, Filippine
È l’inizio dell’anno scolastico. Arnold è uno studente all’ultimo anno del liceo che viene premiato come studente modello in quanto ha passato 15 mesi in America, ha vinto le olimpiadi della matematica ed ha portato onore alla scuola. Ma questo è l’anno delle scelte per il giovane protagonista, deve capire cosa vuole fare del suo futuro. Nel frattempo monta intorno a lui la protesta degli studenti contro le autorità per la propria libertà e per fermare metodi di insegnamento punitivi ed antiquati. Un giorno Arnold incontra Bee, un uomo che lo convince a partecipare ad esami statali per alcuni posti di lavoro per suggerire ad altri studenti…
“Arnold is a good student” è una buona opera prima che offre un interessante punto di vista sulla gioventù. Prapagon mette in scena la vita in una scuola con disarmante e coinvolgente semplicità. Eppure ci si affeziona subito ai ragazzi al centro dell’opera. Dal trio di ragazze che sembrano frivole ma poi sviluppano una forte coscienza sociale al giovane un po’ goffo che viene spinto dalla madre per ottenere i voti migliori ed andare alle migliori università. “Arnold is a good student” porta sullo schermo dei ragazzi veri.
Il protagonista non vede il suo futuro in Thailandia. Vuole frequentare l’università all’estero ed è disposto a imbrogliare in sede di esame pur di racimolare i soldi necessari.
Il finale porta un breve pianto silenzioso in un aeroporto vuoto dove Arnold si rende conto di quello che ha fatto.
Buona la regia seppur si notano alcune difficoltà tecniche (scavalcamenti di campo).
“Arnold is a good student” è un buon film e una buona opera prima.
https://www.youtube.com/watch?v=5ftX2T7oSio
Ho poi visto i due film del "concorso internazionale" di oggi, due delusioni.
STELLA EST AMOUREUSE
Di Sylvie Verheyde
-> Francia
Anni ottanta. Parigi. Stella è una ragazza che deve affrontare la maturità e decidere cosa fare da grande. Tuttavia la scoperta dell’amore la spingerà a passare più tempo in discoteca che sui libri per studiare.
“Stella est amoureuse” è un film che non aggiunge nulla al difficile passaggio all’età adulta di un’adolescente inquieta. Inoltre il personaggio principale è scritto davvero male. Stella risulta terribilmente antipatica ed è impossibile allo spettatore rimanere coinvolto dalle sue pene d’amore. La sua passione per il ballo risulta in sequenze inutili ed interminabili in discoteca.
“Stella est amoureuse” non ha nessuna particolare idea originale ed è troppo lungo (110 minuti). Ci si dimentica subito della storia della protagonista perché simile a centinaia di altri film sullo stessa tema.
HUMAN FLOWER OF FLESH
Di Helena Wittmann
-> Germania, Francia
Una donna e il suo equipaggio composto da 4 uomini viaggiano per il mediterraneo in barca a vela sulle tracce della Legione straniera francese.
Sessanta minuti. Questo è il lasso di tempo che ho resistito. “Human flower of flesh” è un’opera confusionaria, lenta ed ermetica, completamente disinteressata allo spettatore. Il film ricorda le diapositive delle vacanze che gli amici ti obbligavano a guardare. In questo c’è un tentativo artistico ma si perde in un mare di noia.
Le diapositive del tuo amico, se era un vero amico, le guardavi anche volentieri per gentilezza; “Human flower of flesh” puoi invece abbandonarlo senza problemi.
Mi sono infine unito all’esodo costante dei (tanti) altri spettatori in uscita dal Fevi.
Anche stasera niente Piazza per me.
A domani con #day6 di #Locarno75 amici di Luke's world!