Bentornati amici di Luke's world al mio consueto resoconto dal Festival del film di Locarno. Il mio #day5 del Locarno Film Festival è stato caratterizzato da due proiezioni.
Ho visto una selezione dei cortometraggi nella sezione competitiva "Pardi di domani". Quest'anno, oltre al consueto concorso svizzero e concorso internazionale, si è aggiunto il concorso dei corti d'autore: opere firmate da registi già affermati, con almeno un lungometraggio all'attivo.
Sono stati 4 i cortometraggi visti. Purtroppo non sono uscito dalla sala in conclusione così soddisfatto.
1)DEAD FLASH di Bertrand Mandico (FRANCIA-Concorso corti d'autore)
Un cortometraggio piuttosto lungo - 37 minuti - di una presuntuosità pazzesca. Girato in pellicola, presenta immagini patinate e personaggi femminili, maschili, androgini e scimmieschi in un susseguirsi caotico. Non c'è alcuna trama. Il regista, dall'alto del suo piedistallo, vuole spingere lo spettatore a riflettere sul senso della vita con i dialoghi (presenti solo nella seconda metà).
Davvero davvero brutto.
2)DIHYA di Lucia Martinez Garcia (SVIZZERA-Concorso nazionale)
Un documentario di 10 minuti che si focalizza su una donna trans, sulle sue esperienze con i social media e gli uomini. Parole dure raccontano le esperienze di questa giovane. La regista sceglie di rimanere con la camera molto vicina a lei. Questo aggiunge intensità alla testimonianza. Tuttavia il tutto risulta troppo superficiale e raccontato troppo in fretta per lasciare il segno.
3)MASK di Nava Rezvani (IRAN-Concorso internazionale)
Una giovane donna, per soddisfare i desideri del suo ragazzo, si sottopone a un intervento di chirurgia estetica alle labbra. Tuttavia l'uomo non si dimostra soddisfatto.
Una trama semplice che serve come base per parlare di una ragazza che vuole affermare la propria libertà e la propria bellezza, facendo anche uso di un rossetto.
Un buon piccolo corto.
4)THE SUNSET SPECIAL di Nicolas Gebbe (GERMANIA-Concorso internazionale)
Un'animazione che ricorda i primi videogiochi degli anni '90 racconta la vacanza di un personaggio. Più vicino alla video arte, THE SUNSET SPECIAL diverte per la sua assurdità. Purtroppo si perde in frequenti distorsioni visive che portano solo un gran mal di testa.
In seguito ho visto un lungometraggio in corsa per il Pardo d'Oro nel concorso internazionale. Una coproduzione tra Indonesia e Singapore: "Seperti Dendam, Rindu Harus Dibayar Tuntas" (Vengeance Is Mine, All Others Pay Cash) di Edwin.
"Seperti Dendam, Rindu Harus Dibayar Tuntas" (VENGEANCE IS MINE, ALL OTHERS PAY CASH)
Di Edwin (Indonesia)
A cavallo tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90 conosciamo Ajo Kawir, un giovane meccanico che cerca la lotta in ogni situazione. La ragione? Ha dei problemi di impotenza. Un giorno si trova a combattere con Iteung, una bella e combattiva ragazza. Ajo si innamora perdutamente di lei.
Nonostante la bizzarra premessa, VENGEANCE IS MINE, ALL OTHERS PAY CASH riesce a coinvolgere lo spettatore grazie a un buon ritmo e una storia intrigante. Le quasi due ore di durata passano veloci. Il film è un'interessante omaggio ai film di combattimento asiatici con un convincente tocco di ironia e un pizzico di esoterismo. Il regista dirige la sua storia con sicurezza e le idee chiare. Si passa da una scena che può ricordare la frenesia degli inseguimenti di Fast & Furious a combattimenti di kung fu che ricordano altri film orientali di genere fino al dramma.
Un buon film.
A domani con il #day6 di #Locarno74 amici di Luke's world!