Il Day 5 di #Locarno72 è stato caratterizzato da un caldo afoso e da tante persone nelle sale. Ancora negli occhi l'epopea di Tarantino della sera precedente, la mia giornata è iniziata con il film svizzero della sezione "Semaine de la critique", SHALOM ALLAH di David Vogel. L'interessante documentario segue la vita di 4 persone che hanno scelto di convertirsi alla religione musulmana: un ragazzo con un passato caratterizzato da piccoli crimini che in un soggiorno in Senegal ha "trovato" la fede musulmana; una famiglia, funestata dal suicidio del primo marito dalla madre, ha trovato conforto nella religione musulmana e una nuova vita più tranquilla; una ragazza che si è recentemente convertita alla religione islamica, cambiato nome, e che gestisce un canale youtube intitolato "Hijab Nerd". Il regista unisce questi personaggi raccontando, con momenti del suo passato nella famiglia di religione ebraica, la ragione per cui ha sentito il bisogno di conoscere meglio e capire il perché una persona possa decidere di abbandonare qualsiasi altra fede e "giurare" fedeltà a Allah e Maometto.
Il tema del lungometraggio, di estrema attualità, è molto interessante. I personaggi che il regista ha scelto di seguire hanno qualcosa da raccontare (cosa non evidente in tutti i documentari), tuttavia David Vogel dedica loro non abbastanza tempo e si ritaglia uno spazio fin troppo ampio nell'opera. I momenti con lui protagonista sono sicuramente i meno convincenti. Inoltre, il film poteva essere sicuramente accorciato di almeno una decina di minuti tagliando di una decina di secondi i numerosi momenti di preghiera.
Ciononostante, SHALOM ALLAH rimane un documentario utile come fonte di discussione sul tema: tutte le persone di fede musulmana sono terroriste? Perché nella società di oggi deve essere sempre tutto o bianco o nero? Esserci una divisione netta tra buoni e cattivi? È possibile considerare la presenza di sfumature?
La giornata è proseguita con la prima proiezione del concorso internazionale di oggi, l'islandese "Bergmál" di Rúnar Rúnarsson. Il film è composto da mini scene di pochi minuti indipendenti l'uno dall'altro che hanno luogo tra la vigilia di Natale e Capodanno. In 79 minuti assistiamo così a piccoli momenti di vita, di umanità della popolazione islandese nel periodo in cui si suppone la felicità debba regnare.
Così raccontato potrebbe sembrare una noia assurda. In realtà è tutt'altro; "Bergmál" è un piccolo film (79 minuti) che con delicatezza parla di esseri umani senza annoiare lo spettatore. Il regista sceglie di mettere in sequenza attimi di vita completamente diversi. Per esempio, passiamo dalla recita natalizia di alcuni bambini ad uno show di ragazze in bikini, da dipendenti di un supermercato che gettano via il cibo scaduto a fine turno a persone in fila alla mensa per poveri a famiglia contente che celebrano il natale, da persone in palestra alla messa di natale, da persone che discutono in maniera accesa di politica a fuochi di artificio per festeggiare l'arrivo del nuovo anno. E via dicendo.
Questo lungometraggio arrivato dall'Islanda ha conquistato il Fevi: è stato accolto con un lungo applauso a fine proiezione.
Personalmente, lo ritengo un piccolo, grande film. Se siete a Locarno in questi giorni, provate a recuperarlo.
È stata poi la volta del secondo film in concorso internazionale di oggi: TECHNOBOSS di João Nicolau. Il film portoghese si propone di raccontare la vita di un anziano uomo prossimo ad andare in pensione. Il protagonista lavora in una ditta che installa impianti di sicurezza nei negozi, negli alberghi. Un giorno incontra una donna del suo passato.
Così in breve, le premesse per un buon film c'erano. Invece il regista sceglie una messa in scena zeppa di presunzione ed affonda così la sua opera. La recitazione degli attori è ridotta ai minimi; i personaggi non risultano così per nulla convincenti. Numerose sequenze risultano spesso involontariamente ridicole: inserire un coro a cappella di uomini, un personaggio che scompare come un fantasma (con un ridicolo effetto speciale), ... .
Un certo "fastidio" nel guardare questo lungometraggio non è tardato ad arrivare, ho lasciato la sala dopo un'ora; dopo tante altre persone che sono fuggite prima di me dalla sala.
Insomma, un'opera da evitare secondo me.
Mi dispiace che un film simile, adatto solo ai palati dei cinefili snob, sia finito nella selezione del concorso internazionale. Spero tanto che il festival non scelga di percorrere questa via.
Nella giornata di oggi mi sono ritrovato inoltre a riflettere sul perché da diversi anni la selezione del concorso non varia maggiormente la sua offerta spaziando tra i vari generi cinematografici. Non dico che ho visto bei film nel corso degli anni, anzi. Tuttavia mi piacerebbe vedere una commedia, un thriller, un giallo,... in concorso. Questa sarebbe una bella novità ed una ventata di aria fresca per il festival.
Questa sera per me niente Piazza Grande.
A domani con il Day 6 di #Locarno72 amici di Luke's world. Continuate a seguirmi!