Salve a tutti. Questo Day 5 non è stato sinonimo di buoni film. Il meglio è arrivato dal passato. Ma andiamo con ordine.
In mattinata al Rex ho visto 5 corti direttamente da fine anni '20. I protagonisti di queste 5 opere sono il Stan Laurel e Oliver Hardy, il mitico duo comico Stanlio e Ollio. La visione è stata accompagnata al piano dal vivo.
Situazioni esilaranti e parecchio sarcastiche. Questi corti sono del 1928, ma la loro comicità rimane attuale.
Ad inizio pomeriggio è stata la volta di un film dal Canada francese in concorso: "Genèse" di Philippe Lesage. Un'opera che racconta tre storie. La prima e la seconda vengono raccontate insieme poiché i due personaggi sono fratello e sorella. Guillaume è un ragazzo che studia in un collegio ed è segretamente innamorato del suo migliore amico. Charlotte attraversa delle relazioni amorose complesse mentre cerca una sua libertà. La terza storia racconta di Félix che, mentre si trova in un campeggio, si innamora di Béatrice.
Lo dico subito: il film è brutto e poco sensato. Nella sua durata di 130 minuti (!) si fa una fatica immensa a capire bene ed a seguire le storie dei due fratelli. Da una parte perché i personaggi sono strutturati male. Non solo i protagonisti ma anche i personaggi di contorno (penso per esempio al professore che insulta i suoi allievi allegramente senza motivo). Dall'altra per colpa di uno stile di regia estenuante, la visione del lungometraggio è complessa. Non dimentichiamoci poi della storia mal scritta.
Prima di tutto abbiamo delle scene tirate all'infinito anche se non si sente il bisogno e ripetizioni che allungano solo il brodo: quattro lunghissimi momenti in cui si vedono i ragazzini ballare sono indispensabili?
Ma la cosa più grave è sicuramente la struttura. Per 1h e 50 min assistiamo alle storie dei due fratelli, improvvisamente il film molla questi personaggi quando lo spettatore sente il bisogno di vedere una fine delle loro storie. Per gli ultimi 20 minuti vediamo la storia di Félix, completamente slegata dal resto. L'opera si conclude in una maniera talmente idiota che vengo preso alla sprovvista e perdo il momento per urlare "buuu".
In poche parole un film brutto di cui nessuno sentiva il bisogno.
In seguito ho visto "Ray & Liz" di Richard Billingham dal Regno Unito,sempre in concorso internazionale. L'opera prima di questo regista è tratta da alcune fotografia della sua gioventù; nasce così un racconto della sua giovinezza vissuta con una strana e difficile famiglia.
In generale, ogni singola inquadratura ricorda una fotografia (il formato in cui è proiettato il film aiuta molto questa percezione) ed ognuna di queste potrebbe essere presa singolarmente.
I primi 55 minuti del film mettono in scena una realtà piuttosto cruda. Dopo questo tempo ho scelto di lasciare la sala per un paio di motivi. Il motivo principale sicuramente l'aria condizionata molto bassa o non funzionante nella sala. Il caldo era troppo. Poi si è cominciata a fare strada una certa stanchezza. In ultimo, la delusione del film precedente (e l'arrabbiatura) mi ha impedito di "inoltrarmi" nel film. Quindi ho abbandona il campo.
In serata sono stato in Piazza Grande ma, il rischio di pioggia, mi ha convinto a tornarmene a casa. Il film di Spike Lee in programma questa sera lo recupero.
A domani con il Day 6 di #Locarno71
Cheers!