E anche il #Day4 del Locarno Film Festival è giunto a termine. Oggi solo 3 film per me.
Questa mattina ho visto una proiezione della sezione indipendente “Semaine de la critique”, caratterizzata esclusivamente da documentari. Negli anni precedenti ho sempre visto dei grandi film in questa selezione.
Il lungometraggio di questa mattina mi ha portato al nord dell’Europa, su un arcipelago tra Norvegia e Polo Nord.
Návštěvníci (The visitors)
Di Veronika Lišková
->Repubblica Ceca, Norvegia, Slovacchia
Zdenka è un’antropologa presso l’università di Oslo. Decide di trasferirsi con sua marito e i suoi tre figli piccoli alle Svalbard, un arcipelago tra Norvegia e Polo Nord, per una ricerca sulla vita in costante cambiamento della piccola cittadina di 2500 abitanti. Il mero interesse accademico lascerà ben presto spazio all’umano desiderio di aiutare le tante persone in difficoltà.
“The visitors” è un buon documentario che inizia con una denuncia per il cambiamento climatico e poi diventa rapidamente strada e diventa un duro “j’accuse” alla politica legata all’immigrazione norvegese e internazionale. Splendide le location; la regista inquadra con un buon occhio le fredde terre deserte del Nord. Bella idea della regista includere dei video filmati dal Zdenka grazie ai quali entriamo nella sua vita personale e famigliare oltre alla ricerca.
Nel complesso “The visitors” è un buon documentario ma si perde in qualche ingenuità di regia (si vede chi filma e il fonico in alcune inquadrature che coinvolgono specchi) ed è spesso fin troppo didascalico.
In seguito ho visto i due film di oggi del Concorso Internazionale.
Skazka (Fairytale)
Di Alexander Sokurov
->Belgio, Russia
In un misterioso purgatorio Hitler, Mussolini, Stalin, Lenin, Napoleone e Churchill si aggirano senza una meta precisa: discutono, tentano di attraversare i cancelli del Paradiso, si complimentano per le proprie uniformi, si insultano. Tra loro, osserva da lontano Gesù, anche lui in attesa di poter salire in cielo.
“Skazka” è un film molto originale con la sua messa in scena a metà tra animazione e live action. Diverse le sequenze memorabili, soprattutto il finale dove una folla “oceanica” si presenta ai personaggi.
Sokurov firma un’opera folle, brillante e originale.
“Skazka” non è un film per tutti ma se lo si approccia con il giusto mood non si può non apprezzarlo.
Dopo la proiezione ho assistito alla discussione pubblica con Sokurov sul suo lungometraggio. È emerso un interessante aneddoto: il titolo di lavoro era “Una risata tra le lacrime”.
Gran film.
Il Pataffio
Di Francesco Lagi
->Italia, Belgio
Il Marconte Berlocchio e la sua novella sposa si stanno indirizzando, insieme ai loro soldati e cortigiani, verso la loro nuova magione. Il castello si dimostra essere un rudere e i loro nuovi sudditi ben poco inclini ad essere governati.
“Il Pataffio”, basato sulla novella di Luigi Malerba, è un film mediocre che non colpisce minimamente lo spettatore. Per tutta la sua (eccessiva) durata si ha l’impressione di assistere alla versione ordinata su Wish del grande film “L’armata Brancaleone” di Mario Monicelli del 1966. Le buffe vicende degli sgangherati personaggi non fanno ridere (occasionalmente fanno sorridere). Alcune “incursioni” di modernità nel medioevo in cui è ambientato “Il Pataffio” sono incomprensibili: un megafono di cui si sentono le distorsioni elettriche?!?
Buone le interpretazioni di Valerio Mastandrea e Giorgio Tirabassi.
“Il Pataffio” non lascia il segno ed annoia.
A domani con il #day5 del Locarno Film Festival!