l Day 4 di #Locarno72 sta per giungere a termine. Ma prima, ovviamente, è la volta di C’ERA UNA VOLTA.. A HOLLYWOOD di Tarantino. Speriamo che Giove pluvio non faccia i capricci.. Ma non portiamo male🤞. Dedichiamoci ai film di oggi.
La mia giornata è iniziata con la proiezione di un film della sezione “Semaine de la critique”, che da sempre è sinonimo di buon cinema documentario. Il film di oggi è stato ANOTHER REALITY di Noël Dernesch e Olli Waldhauer.
Un buongiorno buon documentario che segue ragazzi di seconda generazione turca, araba in Germania. Ragazzi con un passato problematico con la giustizia che raccontano le loro esperienze e spiegano i nuovi business che gestiscono: chi gestisce un chiosco, chi si è inventato una carriera musicale, chi gestisce una mini concessionaria d’auto,... Il film tratta così un argomento di attualità di questi giovani visti come stranieri nel loro paese di origine, visti come stranieri in Germania nonostante nati e cresciuti a Berlino e dintorni. Questi ragazzi raccontano di come sono disposti a fare di tutto per la famiglia e del loro timore di ricevere una pallottola.
Il documentario è ben costruito, interessante, a tratti umoristico. Peccato che i registi scelgano di seguire troppi personaggi e si fatica ad entrare veramente in empatia con la singola persona sullo schermo.
Per il resto, un buon film.
La giornata è proseguita con il primo film della giornata del concorso internazionale, il giapponese YOKOGAO (A Girl Missing) di Koji Fukada. L’opera narra la storia di Ichiko, una donna che lavora come infermiera a domicilio presso una famiglia. Un giorno la più piccola delle due sorelle viene rapita. La ragazza verrà per fortuna presto ritrovata ma il colpevole del rapimento è qualcuno della cerchia famigliare di Ichiko. Ciò avrà conseguenze devastanti sulla sua vita.
Messo in scena su due linee temporali, la trama è intrigante. Il regista basa il suo film sulla convincente attrice protagonista che contribuisce a mantenere alto l’interesse per le quasi 2 ore di durata del lungometraggio. YOKOGAO (in italiano significa profilo laterale) colpisce per le dinamiche sociali e famigliari messe in scena in maniera estremamente realistica.
Insomma, un buon film per il concorso internazionale di #Locarn
Felice e contento di avere imbroccato la giornata con due buoni film ho scelto di rimanere anche per il secondo film della giornata del concorso internazionale, il tedesco DAS FREIWILLIGE JAHR di Ulrich Köhler e Henner Winckler.
Il film narra la storia di un padre e una figlia. Il padre vuole che la figlia parta per un anno di volontariato in Costa Rica ma lei non sembra convinta di lasciare il suo fidanzato.
Il lungometraggio non riesce nel suo intento di raccontare il rapporto padre e figlia, l’incertezza sulla propria vita tipica dei diciottenni nella società di oggi: riesce a ridurre il tutto all’insulso. La sceneggiatura non convince. Troppo minutaggio è speso a seguire i personaggi che guidano. Il personaggio della figlia non guadagna certamente L’empatia dello spettatore in quanto mal pensato.
Il grande difetto del film è quello di catapultare lo spettatore in una dinamica (il padre che deve portare la figlia all’aeroporto), senza dare il tempo al pubblico di affezionarsi ai personaggi.
Ho lasciato la sala dopo 60 minuti.
Un film veramente troppo insulso per una competizione di un festival come Locarno.
l film della serata, il film più atteso del festival, è stato visto da un sacco di gente in Piazza Grande. Nonostante la pioggia battente per 20 minuti circa o più, poca le gente che ha lasciato Piazza Grande. Ma di che film parlo? Di ONCE UPON A TIME...IN HOLLYWOOD di Quentin Tarantino. Ma andiamo con ordine.
La pioggia ha comunicato a cadere proprio nel momento della premiazione alla montatrice francese Claire Atherton. Un nome non così noto al gran pubblico, più tra i cinefili duri e puri. La pioggia ha provocato un momento di trambusto tra il pubblico di Piazza Grande e ben poche persone hanno veramente prestato attenzione a ciò che la premiata aveva da dire. Peccato. Forse una tale premiazione non andava fatta di sabato, prima di un film così atteso. Ma soprattutto, peccato per la pioggia che ha cominciato a cadere proprio in quel momento. Anche la consueta introduzione dei film della serata è stata ridotta ai minimi termini. La presentatrice di Piazza Grande, Giada Marsadri, ha accennato qualcosa su come la versione del film che stavamo per vedere era diversa da quella presentata a Cannes, ma nella fretta la cosa non è stata approfondita. Un pubblico un po' spazientito e tendente ai fischi ha costretto la chiusura anticipata dell'introduzione di rito al film. Prima dell'inizio del lungometraggio c'è stato un videomessaggio di Quentin Tarantino in persona. Nel messaggio ha ricordato 20 anni fa quando era presente a Locarno per presentare Pulp Fiction (così come era presente una giovane Sandra Bullock). Un messaggio che ho trovato un po' inutile. Lo dico chiaramente: secondo me Tarantino andava portato in Piazza Grande. Un obiettivo non impossibile che avrebbe costituito un punto importante di questa edizione numero 72, visto anche il tema della retrospettiva di quest'anno dedicato al cinema black. Una grande occasione mancata.
Ma passiamo al fim.
C'ERA UNA VOLTA A HOLLYWOOD segue le peripezie di una star di una serie tv (Leonardo di Caprio) e del suo stunt man (Brad Pitt). Questi due personaggi sono inseriti nella Hollywood del 1969, poco prima dei tremendi assassinii della "famiglia" Manson che coinvolsero anche Sharon Tate, moglie di Roman Polanski, incinta.
Mi fermo qui per quanto riguarda la trama. Seguo quanto Tarantino ha specificatamente chiesto al pubblico di Cannes: evitare qualunque accenno più approfondito alla trama. E, dopo aver visto il film, non posso che essere più d'accordo con la richiesta di Tarantino. C'ERA UNA VOLTA A HOLLYWOOD è una "fiaba" che va scoperta di persona. Ammirevole ovviamente le scelte registi che di Tarantino. Buone interpretazioni di Di Caprio e Pitt ma il personaggio che rimane impresso, nonostante non così presente, è la Sharon Tate di Margon Robbie che splende di una bellezza e di una luce propria unic. Inoltre, guardando il lungometraggio, ogni amante del cinema può divertirsi a scoprire le numerose citazioni dalla storia del cinema (alcune più evidenti, altre meno. Dovrei vedere il film una seconda volta per rinascere tutte per quanto mi riguarda) e vedere grandi attori, anche se in piccoli ruoli come: Kurt Russel, Al Pacino e tanti altri.
Ho apprezzato molto questa ultima opera di Tarantino. Sono rimasto sorpreso nello scoprire una Tarantino che sa toccare altre corde oltre alle sue abituali. Penso che il film dividerà il pubblico: chi lo apprezzerà, chi meno. Personalmente sono soddisfatto: 161 minuti di film che non mi sono per nulla pesati.
Vi lascio il trailer. Il film uscirà nelle sale ticinesi e italiane a metà settembre.
https://www.youtube.com/watch?v=TLmHNBmzz84
A domani con il Day 5 di #Locarno72 amici di Luke's world!