Anche oggi il caldo la fa da padrone al festival. Le zone d’ombra all’esterno sono ciò che i festivalieri riempiono nelle pause tra un film e l’altro. Nelle sale invece, visto che l’aria condizionata non è mai abbastanza. E nelle varie file per entrare nelle sale ventolano ventagli come non ci fosse un domani. Il ventaglio pardato è sicuramente l’oggetto di culto di questa edizione.
Ma passiamo ai film di oggi.
Ho cominciato alle 11 con il primo film della sezione “Semaine de la critique”. Questa sezione è da diversi anni la più amata dal pubblico del festival. A prova di ciò negli anni passati i sold out costanti per ogni film. Per questa ragione le proiezioni sono state spostate in una sala più grande. Ogni ho visto: "L’Apollon de Gaza" di Nicolas Wadimoff. Il documentario racconta attraverso diverse testimonianze il ritrovamento di una statua raffigurante il Dio Apollo (dio delle arti, della bellezza e della divinazione) a Gaza. Dove è stata trovata? Come mai è scomparsa?
Ne risulta un film interessante, un racconto di una vicenda bizzarra che porta alla luce le varie contraddizioni della società mediorientale.
Nel pomeriggio ho visto i due film del concorso internazionale. Due lungometraggi che hanno al centro una protagonista femminile.
Il primo film viene dall'America: "Diane" di Kent Jones. Il lungometraggio, più che una storia, racconta un tratto di vita (l'ultimo) di una donna che non pensa mai a se stessa e si ritrova estremamente sola. Tra un figlio drogato, una cugina in fin di vita in ospedale, ed altro, la sua vita passa in un soffio.
Il risultato è un'opera molto intensa. Una riflessione sulla solitudine sorretta nella sua durata (forse troppo lunga) dall'egregia attrice protagonista: Mary Kay Place.
Tutto sommato un buon film.
(Curiosità: Il film annovera tra i produttori esecutivi uno "sconosciuto" come Martin Scorsese.)
Il secondo film viene dalla Turchia: "Sibel" di Çağla Zencirci e Guillaume Giovanetti. L'opera racconta di Sibel (una straordinaria Damla Sönmez), una ragazza muta dall'adolescenza che comunica con il padre, la sorella ed il villaggio tra le montagne della Turchia attraverso un linguaggio fischiato. La giovane gestisce la casa, lavora nei campi e, munita di fucile va a caccia di un lupo che sembra aver preso dimora nei boschi attorno il villaggio. Durante una delle sue ricerche si imbatte in un fuggitivo ricercato dalla polizia. Dopo un burrascoso incontro, ci sarà un rapporto che fa crescere Sibel e che darà adito a numerose malelingue nel villaggio.
Lo stile del film è interessante. Una azzeccata camera a mano segue la protagonista in diverse sequenze. In vari momenti si nota che i due registi hanno visto molti film dei fratelli Dardenne. Le scene che compongono la storia sono ben fatte ed alcune lasciano il segno, su tutte Lo struggente momento del pianto silenzioso della protagonista.
Gli attori principali sono convincenti. La ragazza che interpreta la protagonista può già aver ipotecato il premio per la miglior interpretazione femminile del concorso.
In generale un gran bel film. Il concorso ha bisogno di opere più simili a queste.
Tutto il Fevi sembra aver apprezzato molto il film visto il lungo applauso all'inizio dei titoli di coda. Per adesso Sibel è il mio favorito per la vittoria del Pardo d'oro (so che è presto per dirlo ma vedremo..).
In serata ero in Piazza Grande, pronto ad incontrare Meg Ryan (premiata con il Leopard Club Award) e a vedere il film della serata ma la pioggia mi ha convinto ad abbandonare il campo in anticipo.
A domani con il Day 4.
Rimanete sintonizzati su queste pagine!
L'Apollon De Gaza: Un documentario che racconta le circostanze e le conseguenze dal ritrovamento di una statua di Apollo a Gaza. Un film ben fatto e interessante.
Diane: La solitudine di una donna che si dedica troppo alle persone che la circondano. Il film è una sorta di "descrizione" dell'ultimo arco di vita di questa signora. L'opera è sorretta dalla brava attrice protagonista Mary Kay Place.
Un buon film.
Sibel: Una ragazza, muta dall'adolescenza ed in grado di comunicare solo attraverso un linguaggio fatto di fischi, incontra, mentre è alla ricerca di un lupo nei boschi attorno il suo villaggio in Turchia, un fuggitivo. La giovane potrà crescere grazie a questo incontro ed affermarsi.
Un gran bel film, una grande interpretazione della giovane attrice protagonista.
Il mio favorito (per adesso) alla vittoria del Pardo d'oro.