Il caldo continua a farla da padrone anche in questo Day 3 di #Locarno70ma i cinefili duri e puri che seguono la manifestazione non mollano e, nonostante il sudore la faccia da padrone e le facce stravolte siano tante le sale sono piene. Dite che sono piene perché la gente vuole l'aria condizionata gratis? Direi di no visto che alla proiezione delle 14 a L'ALTRA SALA, la sala era piena, l'aria condizionata c'era, ma il caldo era assurdo.
Ma parliamo di film che quella è la cosa importante no? Se state leggendo vi interessa questo. No? O magari siete capitati su questa pagina per caso (se è così, lasciate un like che non fa mai male. Non ve ne pentirete. Tante belle news e ricchi premi. Premi? Dove? Non so...Si fa per dire ;) ).
Primo film della giornata, il film che inaugura una delle sezioni del festival più amate: "la settimana della critica". A testimonianza di ciò la lunga colonna che era pronta ad entrare in sala già prima da fin prima di mezz'ora dell'inizio del film al KURSAAL.
Ma parliamo del film, il documentario argentino LAS CINEPHILAS di Maria Alvarez. Lavoro che segue un gruppo di anziane signore in Spagna, Uruguay ed Argentina. Cosa hanno in comune? Una passione per il cinema. Le diverse signore citano diversi titoli di film parecchio conosciuti della storia del cinema e trovano nell'andare in sala un modo di vivere. Molto di loro vanno tutti i giorni nella cineteca e vedere tutti i tipi di film. La signora che dice candidamente: "Basta però Fellini che ha stufato.." farà storcere il naso ai critici snob magari ma la sincerità immensa che "gioca" con i nomi dei miti della storia del cinema stupisce. Poi c'è la cinefila accanita che frequenta i festival e mostra la preparazione prima dell'inizio del festival a cui andrà. Legge tutte le trame, si prepara il suo programma, studia la mappa della città per localizzare le sale.
Molto forte la frase di una di queste signore che dice che, grazie a questo documentario, si sente pronta a morire perché in fin dei conti vivrà per sempre sullo schermo (questa signora comunque un personaggio che si riserva le battute migliori del film, esilaranti :D ).
Grande lavoro della regista che in solitaria segue queste signore. Ottenere la loro fiducia non deve essere stato semplice.
Ma basta vedere come in una delle (poche) interviste dirette in camera una signora descrive come vorrebbe l'inizio di questo documentario.
Per queste donne il cinema è qualcosa di più di un passatempo da "sabato sera" ma diventa parte integrante del loro ultimo arco di vita.
Gran bel documentario. Lo consiglio vivamente. Se siete a Locarno lo rifanno in replica domani alle 18.30 a L'ALTRA SALA.
Nel primo pomeriggio ho visto un film in competizione cineasti del presente (concorso dedicato alle opere prime e seconde di giovani registi). Una produzione americana dal titolo BEACH RATS della regista Eliza Hittman.
Il film racconta la vicenda di Frankie, un adolescente che vive alla periferia di New York e che vive una situazione difficile a casa. Così sta passando l'estate in giro a far niente. Il film lo segue nella difficile scoperta della sua sessualità tra incontri in chat con uomini più grandi di lui ed un'accenno di relazione con una sua coetanea.
Diciamolo, il film rischiava di sapere di già visto. Oramai di film che raccontano la scoperta della propria sessualità sono stati realizzati molto ed il rischio nel cadere nella banalità c'era. Ma la giovane regista (che firma anche la sceneggiatura) riesce ad evitare l'effetto del "già visto" e raccontarci la storia del suo protagonista in maniera diretta con situazioni visive anche parecchio interessanti (vedi la sequenza della discoteca sulla barca quando il giovane sta per svenire).
La regista dirige bene i suoi giovani attori ed il ragazzo che interpreta il protagonista sul quale si poggia tutto il film se la cava e risulta convincente.
Da segnalare che il film ha vinto il premio come miglior regia all'ultimo (molto conosciuto in America per l'ambito del cinema indipendente) Sundance film festival.
Ammetto che ho apprezzato molto il finale. Uno di quei finali che lascia pensare lo spettatore.
Un buon film che racconta in maniera veritiera uno spaccato di realtà (anche se difetti di sceneggiatura si possono trovare, non è un film perfetto).
E poi arriviamo alla visione di un altro film americano. Questa volta nel Concorso Internazionale. Trattasi di LUCKY di John Carrol Lynch, attore "caratterista" (quegli attori che partecipano in molti film ma con ruoli di contorno), per la prima volta dietro la macchina da presa. Il risultato? Per me: colpo di fulmine. Gran bel film. Più ci penso, più non trovo niente che non funzioni o che cambierei.
Il film segue la storia del novantenne Lucky in una cittadina americana vicino al deserto che si ritrova a dover fare i conti con la vita. Non vi voglio dire di più. Magari poi la racconto anche male.
Il protagonista è interpretato da Harry Dean Stanton che si dimostra un mostro di bravura (il pardo per la miglior interpretazione maschile se la scriteriata giuria non dovesse assegnare il pardo d'oro al film è già suo di diritto). Tutti gli altri personaggi hanno il giusto spazio e la giusta attenzione per il loro ruolo nel film (da menzionare, ovviamente, David Lynch anche tra gli attori. Sempre un grande).
Giusto bilanciamento tra risate e riflessione.
Bellissimo film.
Se siete a Locarno sarebbe un crimine perderlo secondo me :)
Del film della Piazza vi ho già parlato. Quindi mi ritroverete domani per il DAY 4 di #Locarno70.
Stay tuned! :)
Primo film della Piazza davvero brutto. Storie così stupire con dialoghi così involontariamente ridicoli dovrebbero essere vietate. Basare un intero film di un'ora e mezza su solo tre attori di cui solo uno si può definire tale e che in questo film recita anche male (la francese Berenice Bejo) non è il massimo. Zero idee cinematografiche a livello di regia. Qualità da fiction televisiva di basso livello.
Poi se penso che lo sforzo produttivo che c'è stato dietro per portare atermine il film è stato non indifferente (portare una troupe a 3000 metri di altezza. Le cose a cui pensare sono tante. Si, il film è ambientato tra le montagne delle Dolomiti.
Fuggito dalla Piazza prima della fine del film. Ammetto che c'era il desiderio di vedere il finale ma l'odio per i personaggi di cui non mi interessava minimamente ha prevalso.
Primo passo estremamente negativo nella programmazione serale in Piazza (speriamo sia l'unico).
Ah..volete sapere il titolo magari?😳😂
DREI ZINNEN (THREE PEAKS) co produzione 🇮🇹 🇩🇪
Decisamente 👎👎