Anche il #Day2 di #Locarno75 è giunto al termine. Il tempo vola davvero quando ci si diverte.
La giornata è iniziata con una proiezione della sezione PANORAMA SUISSE; sezione parallela del Festival che presenta alcuni film svizzeri che hanno avuto un buon successo nei festival nel corso dell’anno. Il lungometraggio di questa mattina ha esordito l’anno scorso alla Mostra del cinema di Venezia.
HUGO IN ARGENTINA
Di Stefano Knuchel
Questo documentario diretto dal Ticinese Stefano Knuchel racconta gli anni passati in Argentina del fumettista Hugo Pratt.
Una voce narrante (Giancarlo Giannini) e la viva voce di Pratt (intervistato dal suo biografo) guidano lo spettatore negli anni in Argentina. Emerge un’artista sicuro di se stesso, amante delle belle donne e della libertà. Un disegnatore di fumetti che aveva una chiara idea di quello che voleva fare e che nessuno poteva “domare” (neanche l’amore).
“Hugo in Argentina” è un buon documentario. Il lavoro fatto con filmati d’archivio è impressionante e denota la grande passione del regista per il suo soggetto.
Bella la messa in scena.
Un documentario che merita sicuro una visione. Anche se non si conosce così bene la storia di Hugo Pratt (come è stato il mio caso).
In seguito è stata la volta del primo film del CONCORSO INTERNAZIONALE”, dall’India.
ARIYIPPU (Declaration)
Di Mahesh Narayanan
->India
Hareesh e Reshmi sono una giovane coppia che vuole cambiare in meglio la propria vita. Si sono trasferiti dalla provincia in una cittadina centrale dell’India con il sogno di poi fare il grande passo ed emigrare all’estero. Hanno fatto domanda per un visto, hanno speso molti soldi ma non hanno previsto il COVID e i lockdown che questo ha causato un tutto il mondo. I due sono dunque bloccati in India e iniziano a lavorare in una fabbrica di guanti in lattice.
Tutto sembra procedere tranquillamente. Un giorno un video dai contenuti “provocanti” che riguarda Reshmi (e anche Hareesh) diventa virale sui social. Le conseguenze di questo filmino saranno devastanti.
DECLARATION è un buon film. È convincente nella sua messa in scena e regala alcune sequenze dove la “suspence” è palpabile. La sceneggiatura è ben scritta e i silenzi tra i personaggi comunicano molto allo spettatore.
Interessante anche la scelta di ambientare il film durante un lockdown.
I due attori principali offrono una prova convincente. Soprattutto l’interprete di Reshmi: suoi sguardi silenziosi restituiscono il dolore e l’umiliazione che una deve sopportare in seguito alla divulgazione del video e a gossip malevoli. Anche il personaggio di Hareesh convince. In una società dove domina la corruzione e l’onore è la cosa più importante, l’uomo non riesce a fidarsi della moglie e il dubbio che l’abbia tradito lo divora.
Aggiungerei anche il macchinario che produce i guanti tra i personaggi principali. La fredda tecnologia che continua senza fermarsi e segna il ritmo del film. Quando dovrà essere interrotta sul finale, molte cose saranno cambiate.
Insomma, DECLARATION è un bel film che inaugura al meglio il “concorso internazionale” di quest’anno.
STONE TURTLE
Di Ming Jin Woo
->Malesia, Indonesia
Zahara, una giovane senza nazione di appartenenza, vive con sua nipote Nika su un’isola. Le due, insieme ad altre donne, vivono in modo semplice, senza tutti gli agi della civiltà. Nika ha 10 anni e dovrebbe iniziare la scuola. Tuttavia disguidi burocratici non le permettono di seguire gli studi. Zahara vuole il meglio per la bambina e prova più volte ad iscriverla ad un istituto scolastico. Dopo l’ennesimo rifugia, le due tornano in barca a remi sulla loro isola. Ad attenderle un uomo, uno studioso di tartarughe, che domanda l’aiuto di Zahara per trovare alcune zone dove nidificano le testuggini. Nel corso del giro, emergono dei rancori e il confine tra la realtà è il sovrannaturale diventa sempre più sottile.
STONE TURTLE ha una sua idea chiara di quello che vuole raccontare. Tra mistero, violenza e vendetta (nonché un’incursione nella animazione 2d), l’opera di Ming Jin Woo costruisce un’atmosfera coinvolgente, suggestiva e inquietante. Il tutto è diretto con mano sicura dal giovane regista.
La storia sorprende più volte lo spettatore e, sotto il sovrannaturale, si legge una critica piuttosto feroce al sistema di accoglienza dei rifugiati e al ruolo della donna nella società di oggi, troppo spesso vittima di violenza.
STONE TURTLE funziona soprattutto grazie all’intensa interpretazione di Zahara da parte di Asmara Abigail. Grazie a lei alcune scene riescono a non scadere nel ridicolo involontario.
Concludendo, STONE TURTLE è un “oggetto” misterioso che riesce a colpire lo spettatore e a non lasciarlo indifferente. Personalmente, seppur non sono completamente sicuro di aver capito bene tutto il film, ho apprezzato molto questa storia dalla Malesia. Aggiungo in ultimo che la protagonista è già una seria pretendente al Pardo per la migliore interpretazione femminile.
Il concorso internazionale di questa edizione numero 75 è dunque iniziato nei migliore dei modi. Speriamo che il livello rimanga questo per gli altri film.
È stata poi la volta della Piazza Grande. Una Piazza non così piena come il #day1 ma comunque vi erano tanti appassionati di cinema (e non) questa sera.
È stata la serata della celebrazione per l’edizione numero 75 del Festival. Per questa occasione sono saliti sul palco i precedenti direttori artistici e i precedenti direttori operativi. Ognuno degli ex direttori ha rivelato il suo momento del cuore legato al Festival. È stato un bel momento dove è emerso l’amore per questo Festival che da 75 anni si svolge a Locarno.
In seguito è salito sul palco Matt Dillon, Lifetime Achievement Award di questa edizione. Mi è sembrata una persona semplice, meno “costruito” del “divo” della sera precedente. Al momento della consegna del premio era visibilmente emozionato. La piazza gli ha regalato un lungo e sentito applauso.
È stata infine la volta della delegazione che accompagnava il film della serata. Tra questi, Udo Kier, attore tedesco con una lunga carriera alle spalle. Se il regista era molto emozionato di presentare il suo lungometraggio in Piazza Grande dopo aver iniziato la sua carriera anni fa proprio qui a Locarno tra i “Pardi di Domani”, l’attore tedesco era visibilmente brillo e si è dilungato fin troppo.
Si sono poi spente le luci ed è si è illuminato il mega schermo di Piazza Grande.
Prima del film è stata la volta della seconda “Postcards from the future”. Questo breve cortometraggio è stato diretto dalla più sopravvalutata delle registe svizzere, Andrea Staka. La cartolina che ci presenta è una patinata messa in scena del ruolo della donna tra passato e presente.
Ho visto pubblicità in televisione dirette meglio e sicuramente più emozionanti.
MY NEIGHBOR ADOLF
Di Leon Prudovsky
1960, Sudamerica. Marek Polski è un solitario signore che vive in una casetta fuori città e passa il tempo curando le sue rose di colore nero, un ricordo della sua famiglia. Polski e la sua famiglia sono stati internati in uno dei (folli) campi di concentramento partoriti dalla mente contorta di Adolf Hitler. L’uomo è l’unico sopravvissuto.
Un giorno si trasferisce un uomo misterioso nell’unica casa vicino alla sua. Polski si convince che il suo dirimpettaio è nientemeno che Adolf Hitler in persona, sotto mentite spoglie. L’uomo prova a denunciare il fatto alle autorità ma nessuno gli crede. Per questo decide di trovare le prove che dimostrino che il suo vicino è veramente il Führer.
“My neighbor Adolf” è una commedia dolce amara molta carina e piacevole. I novanta minuti di durata passano via velocemente mentre anche noi spettatori proviamo a capire se il vicino di Polski potrebbe veramente essere Hitler.
Il film del regista Prudovsky sorprendere anche positivamente in quanto usa lo stratagemma narrativo soprattutto per parlare di un uomo ancora preda dei fantasmi del suo passato.
Molto convincenti i due attori principali così come la bella chimica tra di loro.
“My neighbor Adolf” è una buona commedia, molto dolce. La Piazza ha accolto il film con un lungo applauso. Che sia già un primo candidato per il premio del pubblico?
A domani amici di Luke’s world!
Stay tuned!