LE PROCÈS DU CHIEN
Di Laetitia Dosch
(Svizzera, Francia)
Avril è un’avvocata che difende le cause perse. Proprio quando si ripromette di vincere almeno un caso, Dariuch si precipita sul suo ufficio a la implora di difendere il suo cane, accusato di aver morso una donna. La legge prevede che dopo che un cane morde tre volte una persona venga soppresso. Avril cede alle richieste di Dariuch e prende a carico il caso. Quello che sembra un semplice caso ordinario diventa un processo al cane, trattato come un umano.
Buona commedia che riesce a divertire per le situazioni assurde che mette in scena. La sceneggiatura, seppur non fantastica perché inserisce degli elementi che non sviluppa, è ben scritta. Il cane protagonista conquista il pubblico con il suo sguardo. Tanto che all’ultimo festival di Cannes dove il film è stato proiettato, il cane Cosmo ha vinto la palma d’oro per la migliore interpretazione canina.
La breve durata del film è adatta al racconto della vicenda.
Nel complesso questo lungometraggio è una buona commedia. Spero che raggiungerà le sale.