SUYOOCHEON (By the stream)
Di Hong Sangsoo
(Corea del Sud)
Jeonim, un’insegnante di una università di Seul, chiede aiuto a suo zio per la messa in scena di un breve sketch per una fiera di teatro dell’Università con le sue studentesse. Lo zio accetta la richiesta della nipote perché diversi anni prima aveva fatto una cosa simile e aveva fatto una bella esperienza. Le cose sembrano proseguire tranquille e sembra nascere del tenero tra lo zio e la capa della protagonista. Ma emergono le conseguenze di uno scandalo che coinvolge un ex professore e delle studentesse. Anche la reputazione dello zio viene messa in discussione.
Film che mette in scena una trama semplice e che si prende i suoi tempi. Ogni movimento di camera è studiato e ha il suo senso. La sceneggiatura è scritta molto bene e culmina in un momento veramente incantevole dove lo zio della protagonista esorta le allieve che partecipano allo sketch a raccontare cosa vogliono diventare da grandi con una poesia.
Probabilmente il lungometraggio non è per tutti dato il suo ritmo lento ma a me è piaciuto.
RITA
Di Paz Vega
(Spagna)
Estate del 1984. Rita, una bambina di sette anni, e il fratello Lolo di cinque anni hanno appena iniziato le vacanze. La piccola protagonista sogna di andare al mare mentre il fratello sogna una bicicletta. L’atmosfera in casa non è tranquilla. Il loro papà è sempre arrabbiato con la loro mamma. Rita assiste al degradarsi del rapporto dei genitori.
Una vicenda semplice ma purtroppo sempre attuale è al centro di questo lungometraggio, opera prima dell’attrice spagnola Paz Vega. Il finale è facilmente intuibile fin dalle prime immagini. Ma alcuni sviluppi della storia concernenti il rapporto del fratellino della protagonista con il padre (padrone) sono molto interessanti.
Ottima la bambina che interpreta la protagonista. Buona la scelta della regista di presentare la vicenda attraverso gli occhi della piccola protagonista, posizionando la telecamera alla sua altezza.
Tuttavia, il film fatica un po’ a riempire adeguatamente i suoi 94 minuti di durata. Oltre a ciò, la figura del padre è ben poco approfondita. Capisco che la vicenda è vista attraverso gli occhi di Rita ma penso che il personaggio paterno avrebbe potuto essere sviluppato meglio. Ad ogni modo il film è un’opera necessaria che mette in scena una storia di violenza domestica che si conclude in tragedia. Ciò è purtroppo diventata la normalità nella società di oggi come si può notare dalle notizie di cronaca.