Siamo entrati da pochi minuti nell’ultima giornata di questa edizione del Locarno Film FestivalLocarno Film Festival. C’è un po’ di tristezza perché ogni anno il Festival sembra passare velocissimo. Ma comunque ho ancora due giornate da raccontarvi!
Questo #day10 di #Locarno76 è stato caratterizzato da due proiezioni.
Nel pomeriggio ho visto l’ultimo film in corsa per il premio principale del Festival.
NÄHTAMATU VÕITLUS
(THE INVISIBLE FIGHT)
Di Rainer Sarnet
(Estonia, Lettonia, Grecia, Finlandia)
Anni ’70. Un ragazzo sfuggito al massacro del suo battaglione da parte di 3 maestri di kung-fu rimane folgorato da questa arte marziale. Tempo dopo, tornato nella sua città natale, cerca qualcuno che possa guidarlo a diventare esperto in questo stile di lotta. Troverà quello che cerca in un monastero ortodosso…
“The invisibile fight” è un’esilarante film di serie b che gioca con un genere cinematografico in voga anni fa. Unendo kung-fu, wuxia, canti gregoriani, sacerdoti ortodossi, religione, Rainer Sarnet mette in scena un’opera folle ma che funziona alla grande. Convincenti gli interpreti principali.
Il film avrebbe giovato di un taglio di almeno 15 minuti (115 minuti sono un po’ troppi) e talvolta il tono sfocia nel ridicolo.
Ciononostante “The Invisible fight” rimane un grandioso film di genere. Mi complimento con il comitato di selezione per avere avuto il coraggio di inserire della sezione principale del Festival. Spero che l’anno prossimo il “concorso internazionale” si apri ancora di più a film di ogni genere.
La sera è stata poi la volta della Piazza Grande. Stasera era piuttosto affollata. E le 21.30 sono giunte rapidamente. Sul palco è salito prima il co regista del film della serata per introdurlo. Dopodiché è stata la volta del Pardo D’onore di questa edizione Harmony Korine, regista americano. A premiarlo è salito sul palco l’amico Gaspar Noè, conosciuto regista francese.
Il fatto che Korine abbia un film pronto ma non lo presenta a Locarno ma a Venezia fra qualche settimana mi ha lasciato piuttosto perplesso.
Comunque, in seguito le luci si sono poi spente e il Pardo è tornato a ruggire sullo schermo e a reclamare il suo posto in Piazza Grande.
THEATER CAMP
Di Molly Gordon, Nick Lieberman
(Stati Uniti)
Nello stato di New York sorge AdirondACTS, un campo estivo per giovani appassionati di musical che aspirano a lavorare nel settore. Il campo è stato fondato da Joan, donna leggendaria per i campeggiatori. Un giorno in seguito a un incidente Joan cade in coma. A prendere le redini di AdirondACTS per l’estate è quindi suo figlio Troy, un’incapace influecer appassionato di cripto valute. La sua direzione si dimostra subito insufficiente ed è sommerso dai problemi finanziari del campo. Nel frattempo Amos e Rebecca-Diane, due grandi amici, professori al campo, procedono con l’allestimento di un musical originale insieme ai ragazzi. Una scelta sbagliata di Troy costringerà i giovani campeggiatori e i loro professori a mettere in scena un capolavoro per salvare AdirondACTS.
“Theater Camp” arriva dal Sundance Film Festival dove ha riscosso grande successo. Il film è una commedia indipendente americana che riesce a conquistare gli spettatori con la giusta dose di ironia, tra politicamente corretto e politicamente scorretto. La storia è messa in scena con lo stile del mockumentary. La sceneggiatura è ben scritta e i personaggi sono ben tratteggiati. Si nota che i due registi conoscono l’ambiente e ci mettono il cuore nel raccontare la loro storia.
Bravi gli interpreti principali. Molto buoni i giovani che interpretano i campeggiatori. Bella e coinvolgente la colonna sonora.
Forse sono un po’ di parte perché ho sempre apprezzato le commedie indipendenti americane che ho visto, ma “Theater Camp” è un’opera prima coinvolgente e divertente.
Questi sono i film adatti alla splendida cornice di Piazza Grande!
P.s: Il film uscirà nelle sale della Svizzera italiana il 21 settembre.
E con questo concludo!
Domani sapremo tutti i vincitori di questa
edizione. Il favorito per la vittoria del Pardo D’oro sembra essere “Do Not Expect Too Much From the End of the World” di Radu Jude. Ma le giurie di Locarno sono conosciute per non sempre rispettare i pronostici.
Favoriti per il premio del pubblico sono il viaggio in antartica di Luc Jacquet e la “fiaba” sociale di Ken Loach. Tuttavia io spero nel colpo di scena e nella vittoria di “Theater Camp”!
Domani è l’ultimo giorno di festival ma ho ancora proiezioni in programma. Quindi, amici di Luke’s world, continuate a seguirmi!
Appuntamento a domani con il #day11 di #Locarno76!