Nel giorno del Natale della Svizzera ha avuto inizio anche l’edizione numero 71 del Festival di Locarno. Ed iniziano anche i miei reportage.
Mi rendo conto in anticipo che potrei dilungarmi abbastanza per scrivere le mie opinioni. Dunque, se siete di fretta e/o non vi interessano gli approfondimenti, andate direttamente alla fine di ogni post dove troverete una sintesi sui film.
Un inizio che per fortuna non è stato bagnato dalla pioggia.
Prima dei film in Piazza di questa sera ci sono state le formalità dell’inizio del Festival da sbrigare. In primis, puntuale come ogni anno, il bizzarro discorso di apertura fa parte del presidente del festival Marco Solari. Un discorso che, come il buon vino, anno dopo anno migliora (se così possiamo dire). In seguito due parole da Carlo Chatrian, direttore artistico dl festival. Per poi passare ad un riassunto ad immagini, in breve, dei film in corsa per l’ambito Pardo d’oro del festival. Poi, come è giusto che sia, la giuria che giudicherà questi film è stata presentata. Personalmente spero che facciano un lavoro migliore della giuria della scorsa edizione. In fondo non è che ci voglia chissà che cosa ad essere onesti, ma le giurie di Locarno sorprendo sempre negli anni. Purtroppo.
Ma passiamo al primo film di questa sera.
Quest’anno la retrospettiva del festival è dedicata a Leo McCarey. Questo regista ha portato alla notorietà un duo come Stanlio e Ollio. Dunque, è stato mostrato uno dei suoi lavori più conosciuti: LIBERTY del 1929 con protagonista il famoso duo comico. In questo mediometraggio di 29 minuti le premesse sono semplici (due uomini in fuga, uno scambio di pantaloni, un granchio dispettoso ed un edificio in costruzione) ma le risate sono molte. Fantastico vedere come questa comicità funzioni tutt’oggi. La Piazza ha riso molto.
Ma la particolarità di questa proiezione è stato il fatto che il film, muto, è stato musicato dal vivo da due musicisti ticinesi con una partitura inedita scritta da loro per l’occasione. La musica è vagamente elettronica. È ben suonata. Ma ammetto che un accompagnamento con il pianoforte l’avrei gradito maggiormente.
Dopodiché si è passati al film della serata: Les Beaux Esprits di Vianney Lebasque. Il film si basa su di una storia vera. Un allenatore della squadra nazionale di basket di disabili mentale si trova senza una gran parte della sua squadra. L’uomo decida dunque di assumere delle persone normodotate e farli fingere. La squadra parte per Sidney (luogo dei giochi paralimpici) senza che nessuno se ne accorge. Qui succederà di tutto…
Posso dire che il film è senza dubbio simpatico e piacevole. Bravi gli attori principali. Tuttavia la storia, così come è raccontata non lascia il segno. Il film ha diversi spunti interessanti che sarebbero potuti essere approfonditi ma sceglie di rimanere “superficiale”.
Insomma, un film leggero e simpatico che ha divertito non solo me ma anche, sembrerebbe, una piazza (non pienissima).
Fine del Day 1.
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LIBERTY: Stanlio e Ollio in un mediometraggio esilarante musicato dal vivo da due musicisti, con una partitura inedita scritta da loro ma non tanto convincente.
LE BEAUX ESPRITS: Film ispirato ad una storia vera. La squadra nazionale di disabili mentali di basket con diversi membri che sono normodotati ma fingono di avere un deficit. A Sidney, luogo dei giochi paralimpici del 2000, succederà di tutto. Film divertente e leggero, forse troppo.