(da "Il Resto del Carlino", 16 settembre 1999, prima pagina cronaca di Forlì)
"In Piazza Saffi a Forlì, nei pressi della fermata dell'autobus, è stata installata la nuova pensilina. E' di ferro inerte il giorno, ma non la notte. Da mezzanotte all'alba, ogni 60 secondi la pensilina apre le sue fauci…". Potrebbe essere l'incipit di un racconto di Carlo Lucarelli, uno dei giovani giallisti più apprezzati; invece non è che l'inizio di una prova d'esame all'Università. Non c'è dubbio: la pensilina di Piazza Saffi si conferma il tormentone estivo se varca persino le porte dell'ateneo. L'altro ieri una settantina di studenti del corso di laurea di Scienze Politiche si sono visti affibbiare il singolare testo alla prova di statistica, esame obbligatorio del secondo anno. Come un mostro uscito dalle pagine di Stephen King, la pensilina inghiotte i piccioni e gli allievi devono calcolare la probabilità che questo evento si verifichi. Ma non è finita. In città scompaiono anche delle persone e qui la traccia dell'esame si fa nera come un romanzo di James Ellroy; ma i ragazzi, ancora
Il docente che ha preparato il testo: "Non c'era nessun intento polemico, solo il desiderio di alleggerire la tensione in modo scherzoso. Domani gli allievi conosceranno il verdetto
una volta, devono cimentarsi con i calcoli prima di affrontare un finale che non sarebbe dispiaciuto a Edgar Allan Poe: un'altra pensilina sorge all'improvviso a Forlimpopoli, dove gli scooter scompaiono nel nulla…
A questo punto sorge spontanea la domanda: dopo tante polemiche la struttura a pochi passi da San Mercuriale è entrata nell'immaginario collettivo dei forlivesi? "Non c'è alcun intento polemico, solo la tradizione di sdrammatizzare i compiti scritti" spiega Lucio Picci, ricercatore a Scienze Politiche, docente del corso di statistica, ideatore dei problemi sottoposti agli studenti. "Pensi che quando ho scritto la traccia non l'avevo neppure vista la pensilina, ne avevo solo sentito parlare - assicura il professore,
che è di origine forlivese ma da anni abita a Bologna. Il fatto è che a statistica una volta si ponevano problemi connessi alle probabilità di prendersi la tale o talaltra malattia, insomma oltre alla tensione dell'esame ai ragazzi si inculcava ancora più paura. Invece da qualche anno introduciamo degli elementi scherzosi, per alleggerire il peso della prova. In passato abbiamo preso spunto dalla vita di spiaggia sotto all'ombrellone. In ogni caso cerchiamo sempre di essere rispettosi".
Se la pensilina si è rivelata un incubo o un ostacolo modesto, gli studenti che hanno dato il quinto appello di statistica lo sapranno già domani mattina, quando saranno noti i risultati dell'esame. Non è previsto l'orale e nessuno cadrà in tentazione, tra un problema e l'altro, di dire quello che pensa della pensilina"
Fabio Gavelli
Nella foto Montanari la pensilina in costruzione