Valéry Fjodorovič Bykovskij nacque il 2 agosto 1934 a Pavlovskij Posad, nella regione di Mosca.
Quando entrò nel corpo dei cosmonauti, non era destinato a volare subito. Il destino gli mise davanti una curiosa occasione: sostituire un compagno infortunato. Nell’estate del 1960, il giovane Gherman Titov e l’altrettanto giovane Valentin Varlamov erano tra i favoriti per i primi voli Vostok. Ma un tuffo maldestro in un lago cambiò le carte in tavola: Varlamov si infortunò gravemente al collo e fu costretto a lasciare il programma. Bykovskij, che fino ad allora aveva assistito da spettatore agli allenamenti principali, entrò così nel gruppo ristretto dei candidati a volare nello spazio. Un colpo di fortuna… o forse il primo premio alla sua proverbiale pazienza.
Il suo momento arrivò il 14 giugno 1963, con Vostok 5. Una missione importante, ma quasi subito oscurata dal clamore per il volo di Valentina Tereshkova, la prima donna nello spazio, decollata due giorni dopo su Vostok 6. L’attenzione mediatica e politica si spostò quasi tutta su di lei, lasciando Bykovskij e il suo primato (ancora imbattuto) di permanenza in orbita su un veicolo monoposto in secondo piano.
Valéry Bykovskij durante la missione Vostok 5
Negli anni successivi, Bykovskij rischiò di scrivere una pagina ancora più audace della cosmonautica sovietica: era tra i candidati del progetto Soyuz circumlunare. Se tutto fosse andato come previsto, avrebbe potuto essere uno dei primi esseri umani a volare intorno alla Luna, anticipando persino gli americani. Ma il programma subì ritardi e ridimensionamenti, e quella occasione sfumò.
Valéry Bykovskij e Sigmund Jahn al rientro della loro missione con la Sojuz 31
Il ritorno nello spazio arrivò solo dopo otto anni, con Soyuz 22 (1976), una missione scientifica con obiettivi fotografici e geodetici, e poi ancora nel 1978 con la storica Soyuz 31 verso la stazione orbitale Salyut 6, in compagnia del tedesco orientale Sigmund Jähn, primo cittadino della Germania Est nello spazio. Ancora una volta, Bykovskij fu testimone privilegiato di momenti storici… ma spesso senza essere al centro dei riflettori.
Paziente, affidabile, sempre pronto a partire quando il programma lo richiedeva, Bykovskij rimane una figura meno celebrata rispetto ad altri cosmonauti della sua epoca. Eppure, dietro quella discrezione, si cela una carriera costellata di “quasi primati” e missioni significative, che raccontano un’epoca in cui andare nello spazio era ancora un’avventura riservata a pochissimi… e in cui il tempismo, a volte, era questione di un tuffo sbagliato in un lago.
Valéry Bykovskij si è spento il 27 marzo 2019 a Žukovskij, nella regione di Mosca.