Io penso che...

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Si può dire in versi

di Adriana Lacriola


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Profumo di natura


di Ilaria Abbattista

Questa estate con la mia famiglia sono andata in vacanza al Lago di Garda. Era molto pulito, si sentiva un buon odore di natura, era bellissimo vedere il lago sia da vicino che da lontano, c’erano tante persone e questo mi ha reso felice! Ma mi sono chiesta come mai per respirare un po’ di natura e di bellezza si debba andare via da Molfetta. Secondo me la nostra città potrebbe essere più pulita. Quando passeggio osservo che le strade sono sporche di fazzolettini sporchi, escrementi di animali e vorrei che non ci fossero perché è tutto molto brutto e a volte non si riesce a camminare. Oppure quando passeggio per il lungo mare e vedo il mare sporco e pieno di rifiuti mi domando perché i ragazzi, e non solo, lasciano bottiglie di birra e altri rifiuti. Perché ci comportiamo in modo così diverso?

Questa foto è stata scattata sul marciapiede del lungomare di Molfetta. E' un atteggiamento assolutamente sbagliato perché i proprietari degli animali non devono lasciare gli escrementi dei loro animali a terra. Invece l’atteggiamento giusto dovrebbe essere che i proprietari raccolgano gli escrementi e li buttino negli appositi cestini.




Questa foto è stata scattata in via Sallustio, una via vicino al lungomare di Molfetta. E’ un comportamento sbagliato perché i cittadini non devono lasciare per strada i propri rifiuti. Invece l’atteggiamento corretto è che i cittadini lascino i propri rifiuti nei mastelli, negli orari e nei giorni indicati dalla A.S.M., per non inquinare e per evitare che gli animali rompano i sacchetti spargendo i rifiuti per terra.


Costruire e curare:l'orto da recuperare


di Diego De Gennaro

Proprio nella scuola G. Cozzoli, quattro anni fa, i bambini dell’attuale 5aD insieme ai docenti e ai genitori costruirono un orto. Col passare degli anni non se ne è più parlato e la gente lo ha dimenticato: ci passa davanti e non lo nota neppure.

Ma come mai quando si creano delle belle realtà poi si perdono? E’ spiacevole dimenticare perché ciò che si dimentica sembra che non sia mai esistito: e con l’orto si rischia di perdere anche il lavoro fatto dalle maestre con i bambini e i genitori. Vi ricordo che quell’orto è un orto officinale. Le erbe officinali, come la salvia, il rosmarino, la maggiorana, l’alloro sono erbe dalle grandi proprietà curative, per esempio la menta che fa passare il mal di testa. All’insegnante Patrizia Roselli ho chiesto:

-“Cosa ne pensa del fatto che l’orto presente nella nostra scuola è stato dimenticato e nessuno lo cura più?”

La maestra ha risposto: “È vero che lo hanno dimenticato, forse perché si sono abituati alla presenza dell’orto.”

“Come potremmo portare avanti l’orto officinale?” – ho chiesto ad un mio compagno che ritiene che si debba ritornare a coltivarlo arricchendolo con più piante.


La mensa scolastica:pranzare insieme fa bene.

Tempo pieno: sì o no?


di Adriana Lacriola

Alcune scuole di Molfetta offrono il tempo prolungato detto anche tempo pieno. La Scuola Primaria "Giulio Cozzoli" è una di queste scuole che offre, per chi ha scelto il tempo prolungato, l'uscita alle ore 16.00 con il pranzo presso una sala mensa situata nella scuola. Io sono un’alunna di questa scuola e posso dire che l'esperienza del tempo prolungato è bellissima perché vivi il momento del pranzo insieme agli amici, cosa che non capita tutti i giorni, per chi invece ha scelto il tempo normale e con le maestre con le quali si crea un affiatamento maggiore. C'è una differenza tra il tempo normale e quello pieno.

Il tempo normale offre l'uscita da scuola alle ore 13.30 ad eccezione del venerdì in cui si esce alle ore 13.00; al tempo normale tutti i giorni danno i compiti sia scritti che orali(dalla terza elementare).

Vi tranquillizzo: al tempo pieno non assegnano i compiti (giusto una lettura), ma il venerdì li assegnano per il lunedì. Il tempo pieno non è per tutti perché è necessario avere la capacità di rimanere tanto tempo a scuola.

Passiamo alla qualità del cibo.

Il cibo della mensa non è "cattivo" perché poi dipende anche dai gusti dei bambini. In genere si mangiano pietanze che piacciono a tutti, vengono alternati il dolce, i crakers e il succo. Il servizio è affidato a collaboratrici molto gentili. Ci sono inoltre 5 menù settimanali che si alternano di settimana in settimana affinché noi possiamo mangiare tutto ciò che ci offrono.

Il tempo pieno è un’esperienza significativa perché impari a non disprezzare il cibo che ci offrono, ricordando che ci sono bambini che si sognerebbero ciò che noi mangiamo, e impari anche a condividere!!

A questo proposito abbiamo pensato di intervistare le maestre Enza Gadaleta e Angela Salvemini, insegnanti del tempo pieno della classe quinta A.

Alla maestra Angela

D: Perché hai scelto il tempo pieno?

R: Ho scelto il tempo pieno perché volevo fare questa nuova esperienza didattico-educativa e proprio perché mi piace mettermi alla prova di fronte alle novità.

D: Per quanti cicli lo hai sperimentato?

R: Per 2 cicli.

D: Ti è piaciuta questa esperienza?

R: Si, perché il tempo scuola è più disteso e gli alunni lavorano molto.

Invece questa è l’intervista alla maestra Enza:

D: Perché hai scelto il tempo pieno?

R: Ho scelto il tempo pieno perché credo nell’organizzazione scolastica con un tempo più lungo e ritengo molto valido il momento mensa.

D: Per quanti cicli lo hai sperimentato?

R: Per 2 cicli.

D: Ti è piaciuta questa esperienza?

R: Mi è piaciuta questa esperienza e la ritengo molto valida.


IMPARARE GIOCANDO

Una proposta per la scuola

E’ possibile aprire la scuola al mondo dei video giochi?




di Giovanni Ottomanelli

Il gaming consiste nel saper giocare ai videogiochi, pubblicare dei video di videogiochi, commentare nei video e, in alcuni casi, saper far ridere lo spettatore. Può sembrare strano ma possiamo considerare il gaming un lavoro.

In fondo, secondo molti, tutti possono farlo, basta comprare un buon computer, fare un video di videogame e pubblicarlo in rete, ma il lavoro del gamer è ben diverso. Se una persona decide di dedicarsi a questa attività ha la responsabilità di pubblicare uno o più video al giorno, di montare il materiale e tagliare le parti inutili. Tutto questo può sembrare facile, in realtà, svolta ogni giorno è molto difficile: bisogna essere concentrati completamente su quello che si fa perché per un solo errore si può diventare lo zimbello della rete.

Di fatto è un’attività di narrazione e di comunicazione, attraverso strumenti nuovi: bisogna, infatti, scegliere videogiochi interessanti, saper raccontare e commentare in modo coinvolgente, rispettando i tempi di attenzione degli spettatori, saper incuriosire ed essere però competenti. Secondo me si dovrebbe insegnare come materia di studio fin dalla scuola primaria e dalla scuola di primo grado, perché liberando un po’ la mente dallo stress quotidiano, attraverso il gioco, gli studenti imparerebbero nuove abilità e competenze e questo sarebbe consentito a tutti, anche a quei bambini e ragazzi le cui famiglie non si possono permettere delle console o dei computer.

Sarebbe una buona iniziativa delle scuole per motivare gli studenti e insegnare giocando.