Torna la nostra rubrica dedicata ai lottatori gipponesi alle prese con le promotion indipendenti americane. Lo scorso weekend, più precisamente il 30 ottobre, ha avuto luogo Roseland 4 - Wake the Dead della Prestige Wrestling, un evento ricco di incontri interessanti e che ha visto diversi nomi del panorama nipponico in azione.
La prima in card è stata Sumie Sakai che ha affrontato Amira in uno scontro veloce durato poco più di 5 minuti. La ex campionessa della Ring of Honor ha giocato bene le sue carte ma alla fine non è riuscita a prevalere sull'avversaria. Dopo 25 anni di carriera la Sakai sta lavorando più come collegamento tra Giappone e America più che come lottatrice. Un paio di anni fa aveva pensato anche all'opzione ritiro ma la pandemia e il legame con il wrestling hanno bloccato momentaneamente l'idea.
Tra i suoi "clienti" ci sono nomi di spicco come Emi Sakura, Mei Suruga e Jungle Kyona che, negli ultimi mesi, stanno lavorando parecchio nella scena indipendente statunitense. Visti i numerosi contatti e le buone capacità potrebbe essere davvero la scelta giusta per Sumie Sakai: rimanere nell'ambiente ma allontanarsi pian piano dal ring anche per tutelare il fisico visti i numerosi anni di carriera alle spalle.
Anche il match successivo in card ha visto un giapponese sul ring, SB KENTo che, direttamente dalla Dragon Gate, ha affrontato Kevin Blackwood, uno di quei nomi che si sta ritagliando dello spazio nel mondo delle indie. KENTo, al suo debutto in Prestige, è riuscito a dimostrare gran parte delle sue capacità mettendo in mostra la tecnica e l'agilità che contraddistingue lo stile della Dragon Gate e dalla sua stable, gli Z-Brats.
Giustamente, anche per creare ancora più intesa con il pubblico, il match è andato a favore di Blackwood ma non mi stupirei di vedere nei prossimi mesi un altro passaggio di SB KENTo in America e in Prestige. L'atleta di Nagoya, nonostante la giovane età, sta lavorando parecchio bene girando dverse promotion e facendosi un nome in giro per il mondo. Quest'anno ha già lottato in DPW, AAA, AEW, GCW, MLW e NOAH, cosa molto interessante i visti i tre anni precedenti in cui si è concentrato a lavorare solo in Dragon Gate. Potrebbe essere l'inizio di un'esperienza più vasta che potrebbe regalare grandi soddisfazioni sia a lui come lottatore che a noi come spettatori.
Continua anche il percorso di ritorno al wrestling di Jungle Kyona che, dopo due anni di stop, ha deciso di tornare a lottare non in Giappone ma in America grazie proprio ai contatti di Sumie Sakai di cui abbiamo parlato all'inizio dell'articolo.
Dopo un paio di mesi di attività sul ring e alcune contese interessanti contro Masha Slamovich, Janai Kai e Maya Yukihi, questa volta la ex Tokyo Cyber Squad si è scontrata con la due volte campionessa Impact Knockout Deonna Purrazzo. Le due, nonostante il passaggio in Stardom di Deonna tra il 2017 e il 2018, si sono affrontate solo tre volte e mai in match singoli.
ll first time ever di Roseland 4 non è sicuramente una pietra miliare della loro carriera ma dimostra qualche confidenza in più da parte di Kyona che si sta rimettendo in forma e che sta riprendendo dimestichezza con i tempi e con l'interazione. Un buon incontro che è servito sicuramente alla Prestige, visti i due nomi in gioco, per vendere più biglietti ma che, a conti fatti, lascia poco allo spettatore.
Ci saranno ripercussioni sul prossimo futuro delle due lottatrici? Non credo, anche se non sarebbe male vedere Kyona approdare anche ad Impact e provare anche la strada televisiva. Tutto dipende da quanto ha intenzione di stare negli States ma, per come sta impostando il suo booking, potrebbe essere una permanenza piuttosto lunga e che potrebbe portare anche a qualche costruzione di faida o amicizia.
Arrivando al main event, invece, abbiamo avuto l'onore di vedere due veterani del ring affrontarsi per il titolo principale della promotion. Alex Shelley ha difeso il Prestige Title contro un agguerrito YAMATO.
Anche in questo caso, nonostante i 20 anni di carriera di Shelley e i 16 di YAMATO, era la prima volta che i due si affrontavano e sono riusciti a portare in scena un main event con i fiocchi regalando grandi emozioni al pubblico in arena e a casa. YAMATO, original Dragon Gate fin dal 2006, non era mai uscito dal Giappone salvo un paio di apparizioni squash nei primi anni di carriera in Ring of Honor, ma è riuscito comunque a integrarsi bene con lo stile americano aiutato anche da un ottimo Alex Shelley.
L'esperienza ha giocato un ruolo fondamentale in questo match in cui i due contendenti si sono dati battaglia per una ventina di minuti raccontando una buona storia e cercando di usare l'ingegno e le distrazioni altrui. Uno scontro che probabilmente finirà nel dimenticatoio ma che vi consiglio di recuperare sul servizio streaming IWTV.
Roseland 4 - Wake the Dead si è rivelato un evento ricco di intrattenimento e con diverse sorprese interessanti. Tre ore di ottimo wrestling che volano e che, ancora una volta, ci regalano la possibilità di avere un collegamento tra America e Giappone.
Per questa rubrica è tutto, grazie per essere arrivati fin qui.
Alla prossima!
Autore: Michele