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PAGINA RADIOAMATORIALE
PAGINA RADIOAMATORIALE
STORIA DELLA RADIO
a cura di Domenico Scaringi
Preparatevi a un vero e proprio viaggio nella storia dell'ingegno umano.
Prima che Guglielmo Marconi facesse risuonare il suo primo segnale oltre le colline di Pontecchio, la scienza dell'Ottocento stava gettando le fondamenta teoriche e fisiche di ciò che oggi chiamiamo "onde radio". La nascita della radio non è arrivata dal nulla; è il frutto di un mosaico geniale composto da grandissimi fisici ed esperimenti rivoluzionari.
James Clerk Maxwell e la Visione Matematica: Negli anni '60 dell'Ottocento, il fisico scozzese Maxwell formulò le sue celebri equazioni. Intuì che l'elettricità e il magnetismo non erano due forze distinte, ma manifestazioni di un unico campo: il campo elettromagnetico. Maxwell teorizzò che le variazioni di questo campo potessero propagarsi nello spazio sotto forma di onde alla velocità della luce. Era una previsione puramente matematica, elegante ma ancora priva di una dimostrazione pratica.
Heinrich Hertz e la Scintilla della Dimostrazione: Fu il fisico tedesco Hertz, verso la fine degli anni '80 dell'Ottocento, a dimostrare sperimentalmente l'esistenza di queste onde. Utilizzando un rocchetto di Ruhmkorff per produrre una scarica elettrica (una scintilla) tra due sfere metalliche, notò che a breve distanza un anello di rame interrotto (un risonatore) generava a sua volta una minuscola scintilla invisibile. Hertz aveva appena dimostrato la trasmissione e la ricezione delle onde elettromagnetiche (che per decenni furono chiamate proprio onde hertziane). Tuttavia, quando gli fu chiesto quale potesse essere l'utilità pratica della sua scoperta, Hertz rispose sconsolato che si trattava solo di un interessante esperimento di laboratorio senza alcun valore applicativo.
I Contributi di Branly, Popov e Tesla: Negli stessi anni, altri scienziati stavano sviluppando mattoni fondamentali. Il francese Édouard Branly inventò il coherer (il coesore), un tubetto riempito di limatura metallica che diventava conduttore quando colpito da un'onda elettromagnetica, rendendo possibile la rilevazione dei segnali radio. In Russia, Aleksandr Popov utilizzò il coherer collegato a un filo teso in alto per registrare i fulmini, creando di fatto la prima antenna. In America, Nikola Tesla esplorava l'alta frequenza e la trasmissione di energia senza fili, brevettando circuiti sintonizzati.
Nonostante tutte queste scoperte straordinarie, mancava ancora l'intuizione chiave: trasformare questi fenomeni di laboratorio in un sistema di comunicazione pratico, commerciale e senza confini. È qui che entra in gioco l'ingegno italiano.
Guglielmo Marconi nacque a Bologna il 25 aprile 1874. Figlio di Giuseppe Marconi, un benestante proprietario terriero italiano, e di Annie Jameson, una donna di origini irlandesi legate alla famosa famiglia di distillatori di whisky, Guglielmo crebbe in un ambiente stimolante, bilingue e curioso.
Fin da giovanissimo non mostrò grande inclinazione per gli studi scolastici tradizionali, ma fu travolto da un'autentica passione per la fisica e l'elettricità. La sua formazione fu prevalentemente privata, arricchita dalle lezioni di professori universitari e dalle sue instancabili letture della rivista L'Elettricità.
Nel 1894, a soli vent'anni, Marconi lesse un articolo commemorativo sulla morte di Heinrich Hertz. In quel momento scoccò la scintilla: se le onde hertziane potevano viaggiare nell'aria superando gli ostacoli, perché non utilizzarle per trasportare i segnali dell'alfabeto Morse senza bisogno dei fili del telegrafo tradizionale?
Marconi trasformò la soffitta della residenza estiva di famiglia, Villa Griffone a Pontecchio (vicino a Bologna), nel suo laboratorio personale. Lavorando di notte con straordinaria pazienza, assemblò i componenti dell'epoca perfezionandoli profondamente:
Migliorò la sensibilità del coherer di Branly.
Piegò le lamiere metalliche e aumentò la frequenza delle scariche dei suoi trasmettitori a scintilla.
La vera rivoluzione metodologica di Marconi avvenne quando intuì l'importanza dell'antenna e della connessione a terra. Collegando un'estremità del circuito trasmettitore a una piastra metallica sollevata da terra (l'antenna verticale) e l'altra estremità a una piastra interrata nel suolo, la portata delle sue trasmissioni aumentò in modo drammatico. Le onde non viaggiavano più solo per pochi metri all'interno di una stanza, ma potevano coprire chilometri.
L'esperimento decisivo avvenne nell'estate del 1895. Marconi fece posizionare dal fratello Alfonso e dal fattore Mignani il ricevitore al di là della collina dei Celestini, dietro Villa Griffone, a circa 1,5 chilometri di distanza. Marconi azionò il tasto telegrafico in soffitta. Dal ricevitore oltre la collina arrivò il segnale, e Mignani sparò un colpo di fucile in aria per confermare l'avvenuta ricezione.
Le onde elettromagnetiche avevano superato l'ostacolo naturale della collina: la telegrafia senza fili era ufficialmente nata.
Riconoscendo la portata enorme della sua invenzione, Marconi propose la sua tecnologia al Ministero delle Poste e Telegrafi italiano. Purtroppo, le autorità dell'epoca non ne compresero il potenziale, liquidando la proposta con la celebre (e miope) annotazione "Alla Rete" (ovvero, da inviare al manicomio o da archiviare).
Senza perdersi d'animo, la madre di Marconi decise di accompagnare il giovane Guglielmo a Londra nel febbraio del 1896. L'Inghilterra, patria della madre e prima potenza marittima del mondo, aveva un disperato bisogno di un sistema per comunicare con le navi in navigazione.
In Inghilterra, Marconi trovò l'appoggio di William Preece, capo ingegnere del General Post Office. Il 2 giugno 1896, Marconi depositò a Londra il primo brevetto al mondo per un sistema di telegrafia senza fili (il Brevetto n. 12039).
Seguirono dimostrazioni pubbliche che lasciarono a bocca aperta il mondo scientifico e la stampa:
Trasmissioni sulla piana di Salisbury.
Trasmissioni attraverso il Canale di Bristol.
Nel 1897 fondò la sua prima società, la Wireless Telegraph and Signal Company Ltd (successivamente nota come Marconi's Wireless Telegraph Company).
Marconi dimostrò subito un'eccezionale mentalità imprenditoriale. Non si limitò a costruire apparati, ma creò una rete globale di stazioni costiere e fornì apparati radio alle navi mercantili e militari, addestrando direttamente i marcatori/marconisti.
Verso la fine dell'Ottocento, molti autorevoli fisici dell'epoca sostenevano fermamente che la telegrafia senza fili non avrebbe mai potuto superare le lunghe distanze a causa della curvatura della Terra. Si pensava che le onde radio procedessero esclusivamente in linea retta, perdendosi nello spazio.
Marconi era convinto del contrario. Credendo fortemente che le onde potessero "seguire" la curvatura terrestre (senza ancora sapere dell'esistenza dell'ionosfera, lo strato riflettente dell'atmosfera che avrebbe poi spiegato scientificamente il fenomeno), organizzò l'esperimento più audace della storia delle comunicazioni.
Marconi fece costruire una gigantesca e potente stazione trasmittente a Poldhu, sulla costa della Cornovaglia (Inghilterra). Per la ricezione si recò a St. John's (San Giovanni) di Terranova, in Canada, a quasi 3.500 chilometri di distanza attraverso l'Oceano Atlantico.
Nonostante le condizioni atmosferiche avverse e una terribile tempesta che distrusse le enormi antenne in legno a Terranova, Marconi e i suoi assistenti non si arresero. Utilizzarono un aquilone di tipo "Levitor" per sollevare il filo dell'antenna in alto nel cielo sferzato dal vento.
Il 12 dicembre 1901, alle ore 12:30 circa, Marconi accostò l'auricolare al ricevitore e udì distintamente tre brevi impulsi nel codice Morse: la lettera "S" (dot-dot-dot, · · ·). Il segnale inviato dalla Cornovaglia aveva attraversato l'Oceano Atlantico. L'incredibile barriera della distanza era stata abbattuta per sempre.
La telegrafia senza fili dimostrò ben presto di non essere soltanto un'innovazione commerciale, ma un insostituibile strumento di salvataggio per la vita umana in mare.
Il disastro del Republic (1909): Il transatlantico Republic entrò in collisione con la nave Florida al largo della costa americana. Grazie all'SOS lanciato dal marconista Jack Binns con la stazione di bordo Marconi, i soccorsi arrivarono in tempo salvando quasi tutte le persone a bordo.
Il Premio Nobel per la Fisica (1909): Nello stesso anno, Guglielmo Marconi ricevette il massimo riconoscimento scientifico mondiale, il Premio Nobel per la Fisica, condiviso con il fisico tedesco Karl Ferdinand Braun, in riconoscimento del loro contributo allo sviluppo della telegrafia senza fili.
La Tragedia del Titanic (1912): Quando il Titanic urtò un iceberg nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912, i due operatori radio Marconi a bordo (Jack Phillips e Harold Bride) lanciarono ininterrottamente i segnali di soccorso CQD e SOS. Il transatlantico Carpathia capta il segnale e si dirige a tutta velocità sul posto, riuscendo a trarre in salvo oltre 700 superstiti. In seguito al disastro, i superstiti fecero una colletta per regalare una targa d'oro a Marconi, ed Herbert Samuel, Direttore delle Poste britanniche, dichiarò: "Coloro che sono stati salvati, sono stati salvati da un solo uomo, dal signor Marconi e dalla sua meravigliosa invenzione".
Negli anni '20, Marconi non si adagiò sui successi ottenuti. Notò che le grandissime stazioni a onde lunghe richiedevano potenze enormi e strutture colossali. Iniziò quindi a sperimentare le onde corte e ultracorte su frequenze più elevate, scoprendo che durante la notte (e in parte durante il giorno) queste onde rimbalzavano tra l'ionosfera e la superficie terrestre, permettendo comunicazioni mondiali con potenze di gran lunga inferiori.
Sulla sua celebre nave-laboratorio, il panfilo Elettra, Marconi navigò in tutti i mari del mondo, conducendo esperimenti scientifici. Dal circuito dell'Elettra, il 26 marzo 1930, Marconi inviò a distanza un segnale radio da Genova che accese per via etere l'illuminazione del Municipio di Sydney, in Australia.
Parallelamente agli esperimenti di Marconi, la tecnologia radiofonica stava evolvendo. Grazie all'invenzione del triodo (la valvola termoionica) da parte di Lee de Forest nel 1906, non si trasmettevano più soltanto i veloci "click" dell'alfabeto Morse. Diventò possibile modulare l'onda radio per trasportare direttamente la voce umana e la musica.
Negli anni '20 nacquero le prime emittenti radiotelevisive pubbliche e private in tutto il mondo: la BBC in Gran Bretagna (di cui Marconi fu uno dei soci fondatori) e l'URI (poi EIAR e successivamente RAI) in Italia. La radio si trasformò da mezzo di soccorso e telegrafico a primo vero mezzo di comunicazione di massa della storia umana, entrando nelle case di milioni di famiglie e rivoluzionando la cultura, la politica e l'informazione.
Negli ultimi anni della sua vita, Marconi continuò a lavorare instancabilmente. Si dedicò allo studio delle microonde, intuendo concetti che avrebbero portato direttamente allo sviluppo del Radar, della radiolocalizzazione e delle moderne comunicazioni satellitari e cellulari.
Nominato Presidente della Reale Accademia d'Italia e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Marconi si spense a Roma il 20 luglio 1937 a causa di un attacco cardiaco.
In segno di rispetto ed estremo omaggio a un uomo che aveva unito l'umanità, il giorno dei suoi funerali le stazioni radiofoniche di tutto il mondo interruppero contemporaneamente le loro trasmissioni: il mondo intero osservò due minuti di silenzio assoluto nell'etere, ripiombando per un istante in quel silenzio globale che Guglielmo Marconi, con il suo genio, aveva vinto per sempre.
James Clerk Maxwell
Édouard Branly
Alexander Stepanovich Popov
Nikola Tesla
Guglielmo Marconi