Scusa, ma ti voglio salvare
Leo è un adolescente come tanti, gioca a calcetto, ascolta musica a tutto volume e a scuola è tutt’altro che uno studente modello. Innamorato pazzo di Beatrice non ha però il coraggio di rivelarglielo. Quando riesce ad avvicinarsi alla ragazza, scopre che lei sta vivendo un grande dolore. E per questo Leo si troverà a crescere e fare delle scelte…[sinossi]
Quando Giacomo Campiotti, cinquantaseienne varesino, mosse i primi passi dietro la macchina da presa, si era a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, la crisi della produzione cinematografica italiana era vicina a toccare il proprio apice e non si intravvedeva molta luce alla fine del tunnel. Il cinema di Campiotti, minimale ma in grado di muoversi con una certa eleganza alla ricerca di una emozione in gran parte scevra di retorica e di fastidiose sovrastrutture, sorprese il pubblico e la critica sia nell’esordio Corsa di primavera (1989) che nel successivo Come due coccodrilli (1994): si spesero all’epoca aggettivi e paragoni che a distanza di venti anni appaiono quantomai inadeguati ed esagerati. Già, perché Campiotti, vista la malaparata con l’assai meno riuscito e ambizioso Il tempo dell’amore si è rifugiato in televisione, dove ha lavorato con una certa continuità su progetti mai completamente compiuti.
Eppure, in qualche modo, Bianca come il latte, rossa come il sangue, il film con il quale il regista torna al cinema dopo un interregno sul piccolo schermo protrattosi per quasi un decennio, si riallaccia da un punto di vista tematico con la sua ultima sortita dietro la macchina da presa, quel Mai + come prima che nel 2005 raccontava la necessità di crescere di un gruppo di adolescenti attraverso il confronto con se stessi e con la morte.