Verismo musicale in Sicilia - VERGA E SELLERIO: L'INNOCENZA PERDUTA E LA ROVINA
C'era una volta
tanti anni fa, in un piccolo e lontano paesino della Sicilia - più precisamente a Vizzini - un giovane studente universitario il quale
all' improvviso, abbandonati gli studi di legge decide di dedicarsi a quella che crede
essere la sua vera passione: il giornalismo,
fino a quando inizia a conoscere e frequentare in quel di Milano,
quei "cattivi ragazzi" degli SCAPIGLIATI (non scapestrati ma belli "spettinati"
nel look e nei comportamenti, i quali rifiutano canoni borghesi e inutili conformismi
e fu così, che questo giovane uomo oramai trentenne diventa - SENZA FORSE NEMMENO VOLERLO -
il maestro indiscusso del Verismo italiano.
Il suo nome? Giovanni Carmelo Verga Di Fontanabianca, di lontane ascendenze Aragonesi…
Vi chiederete che connessione passi tra Verga e " Malamuri", uno dei brani siciliani moderni
secondo me più coinvolgenti del panorama musicale siculo e di cui voglio scrivere..
Vi do la mia personale lettura: Il buon Giovanni, scrittore verista ma estremamente sensibile come pochi,
pubblica nel lontano 1880 un'opera considerata capisaldo del verismo, dal titolo " Cavalleria rusticana";
la trama? gelosia, tradimento, duello, amore malsano che porta al tragico epilogo e culmina con la morte.
Anno Domini 2017 : alla fine dell'episodio " Un nido di vipere " di Andrea Camilleri (scrittore siculo doc e storico
amico di Elvira Sellerio, madre di Olivia) compare " a tradimento" - facendo sballare l'intero web e gli
ammiratori di Montalbano - il brano " Malamuri " composto e cantato proprio da Olivia;
la trama? amore malato, tormento, distruzione fatale con conseguenze devastanti.
Ma attenzione perchè ridurre il tutto ad una similitudine tra "Cavalleria rusticana e "Malamuri"
non è corretto e sarebbe riduttivo, infatti le assonanze non risiedono tanto nella rappresentazione
dell'amore come forza distruttiva e fatale radicata nella Sicilia arcaica e passionale - come da clichè -
Il buon Giovanni utilizza un linguaggio che ricalca il dialetto
per dare voce ai suoi personaggi in modo reale e crudo, Olivia Sellerio scrive e canta in un siciliano
che evoca atmosfere di orgoglio e tragedia proprie del Verismo che e' non a caso, la lingua dell'anima.
E mentre Verga rifiuta la "bella scrittura" accademica per sporcarsi le mani infilandole dentro il dolore reale
tanto che ce lo fa sentire e provare mentre leggiamo, la Sellerio rifiuta il "bel canto" per donare alle parole
siciliane un vigore, una arcaicità e una durezza che graffiano dentro, senza nessuna pieta'.
L'uso di parole ormai in disuso (brogna per citarne solo una) unito alla melodia e alla voce, fa diventare
questo brano quasi onirico senza illudere su finali felici o su una improbabile redenzione
e senza trovare scampo o vie di fuga: questo malamuri e' solo tormento, segnato da un destino inevitabile:
"non ti nni fui... non ti nni scappi"!! dal quale non puoi fuggire, non puoi scappare.
Vorrei condividere con voi una traduzione di questo testo che personalmente adoro anche per le assonanze
con il nostro mare.. (onde , conchiglie, schiuma di mare che sanno di sirene come... la sirena Maruzza Musumeci, sempre di Camilleri),
ma mentre mi accingo ad una traduzione mi accorgo che non voglio farla in modo letterale
(rintracciabile senza fatica sul web), ma voglio spiegare, entrare con voi dentro le parole,
dentro questo malamuri e allora la mia non sarà una traduzione testuale, ma una trama di storia
dove leggendo, poter quasi ascoltare mentalmente la melodia vagando nei meandri di un amore
che lusinga,ti preda e poi soffoca fino alle estreme conclusioni.
" MALAMURI"
L'amore corrotto ti rivolta sottosopra e ti blocca le ali
inizialmente sembra dolce e ti accarezza ("alliscia li penni") ma in realtà intrappola e ferisce
impedendo ogni via di fuga ( la metafora di uccello che viene ghermito con inganno è dovuta al fatto che
un'antica credenza popolare diceva come per catturare un uccello,
bisognasse riuscire a gettare del sale sulla sua coda per impedirgli di riprendere il volo)
fiamma intensa di fuoco, ti fa scendere giù come se fossi colata lavica
( e comu sciara ti ni cali,una lenta cvaduta negli inferi, bollenti come l'Etna in eruzione)
E tu che fosti la mia vita, la mia anima (ciatu...respiro,afflato)
sangue del mio sangue, luce dei miei occhi (stidda), lacrima che brucia
( perchè la "lumìa", il limone, brucia quando una goccia arriva dentro gli occhi e, lumia
non è forse un nome arcaico che Pirandello uso' nella sua novella "Lumie di Sicilia")
Io sono ormai con il cuore impuro, disonesto quasi (di fangu)
Da un amore malato non fuggi, non scappi,
ti raggrinza il cuore, ti aggroviglia le vene,
e lentamente si infiltra e cammina tra le pieghe della pelle
fino a corrompere i sensi, e addio innocenza
(chi ne ha avuta ne ha avuta… cu n'appi n'appi)
E tu che fosti la mia vita ,Io sono un' anima sperduta
E tu uno sguardo che sporca, che rovina ( mascarìa da mascariare : sporcare - non a caso mia nonna
quando facevo le marachelle mi chiamava "mascarata" )
Io ho l' anima messa sotto sopra ( da questo malamore)
come un' Onda coperta di alghe ( allippusa : melmosa, piena di alghe di "lippu")
sei come la Schiuma che solletica ( attigghia) la rabbia del mare
Che ti culla, ti afferra
ti Affonda, ti solleva per poi lasciarti affogare
Ascolta il richiamo della conchiglia ( la "brogna" è una grossa conchiglia la "Triton nodifer"
usata dai pescatori come corno per richiamare l'attenzione o comunicare a distanza)
perchè il suo suono fa nascondere la vergogna
mentre io divento impronta della tua impronta
Tu sei un oltraggio alla parola amore ( bistemia d' amuri)
questo è un gioco malvagio che svia e allontana dalla ragione,
Sei malattia, ossessione, distruzione ( vinnitta d'amuri)
E tu che hai voluto me per portarmi In quella strada senza via di uscita
E io che a mia volta ormai, nonostante tutto ti ho voluto
Con la mia anima corrotta.
Riascoltate con orecchie nuove questo meraviglioso brano:
https://www.youtube.com/watch?v=BATXLhKhQbY
Nel seguente link, un libro edizioni Sellerio che vi invito a leggere:
https://www.sellerio.it/it/catalogo/Maruzza-Musumeci/Camilleri/844
*sapevi che in Sicilia il capitano Grasso suona ancora la brogna?
leggi l'articolo e vedi la foto nel link giu' in basso:
https://www.unictmagazine.unict.it/suoni-dalluniverso