Maschere nude in cammino: suonare per raccontare
Pubblicato il 12/07/2025 da Lisa

Maschere Nude non è solo un progetto musicale, è un atto d’Amore verso la Sicilia, una terra che vive, parla e canta attraverso chi la sa guardare con cuore e curiosità.


Ogni volta che partiamo per un nuovo concerto con la nostra musica, riscopriamo posti conosciuti come se fosse la prima volta; questo perchè la Sicilia come amo scrivere sempre, non è mai la stessa, è come...


"a maga Circe... Tra scogghi e ventu camina silinziusa

cu l’occhi culuri dò mari e antiche magarìe,

cu ascuta u so’ cantu senti ca trasi ntà lu cori

comu na malìa ca resta appinnuta, prima 'nta l’aria

e appoi dintra l’anima" (*)


Cambia luce, profumi e accenti: il suono del parlare diventa quasi irriconoscibile quando un paese è distante da un altro e ad ogni sguardo della gente che incontri puoi ritrovare la raffinatezza araba, la maestosità greca, la fierezza sicana, l'ecletticita' normanna, il calore della Spagna... 

L'idioma diventa galloitalico, neogreco, albanese arcaico, arabo, francese e spagnolo, restando sempre pura musica, quasi uno scioglilingua che diventa dolce o tagliente in base alla gente, alle occasioni...
Scriveva il sicilianissimo Sciascia: “Credo nel mistero delle parole, e che le parole possano diventare vita, destino; così come diventano bellezza”.


Girare tra i paesi siciliani non è solo un’occasione per fare conoscere il nostro progetto, è un modo per ascoltare e soprattutto un' esigenza di documentare PER amore e CON amore, le mille voci di questa terra: ogni borgo ha una storia da raccontare, una leggenda, "un cuntu e un canto", un modo di dire che resiste al tempo.

 

E noi siamo lì, pronti a catturare tutto rendendolo memoria viva in musica. 

Le atmosfere jazz si mescolano al canto e diventano performance uniche e irreplicabili. Ogni brano è un racconto, ogni performance è un incontro, anzi un' unione intima tra i silenzi sospesi dei paesaggi siciliani. La nostra musica da quel momento, appartiene a chi ci ascolta, a chi ci accoglie nei suoi spazi, perchè noi siamo questo: una terra che non smette mai di cantare.


Che sia p'amuri, pi duluri o " pi raggia".