di Giovanna Perlina
Elia e i libri magici
C'era una volta, in un piccolo villaggio adagiato ai piedi di maestose montagne, un bambino di nome Elia.
Fin da piccolissimo, Elia amava leggere. Mentre gli altri bambini rincorrevano farfalle o costruivano fortezze di fango, Elia era spesso immerso nelle pagine di un libro, viaggiando con la mente in mondi lontani, popolati da draghi, cavalieri e creature fatate.
La sua stanza era una vera e propria biblioteca in miniatura, con pile di volumi che arrivavano quasi al soffitto.
Un giorno, una strana afflizione colpì il villaggio. Le acque del ruscello che lo attraversava, fonte di vita per campi e bestiame, iniziarono a prosciugarsi.
I contadini erano disperati, le piante appassivano e gli animali soffrivano la sete. Ogni tentativo di trovare la causa e una soluzione falliva. Gli anziani del villaggio, saggi e rispettati, provarono ogni tipo di rito e preghiera, ma nulla sembrava funzionare. La tristezza e la preoccupazione avvolgevano il villaggio come una fitta nebbia.
Elia, pur essendo giovane, sentiva il peso di quella disperazione. Mentre tutti cercavano risposte nel presente, lui ripensava a tutte le storie che aveva letto.
Ricordava un'antica leggenda, narrata in un vecchio tomo impolverato che aveva trovato nella soffitta della nonna, che parlava di un "Cuore di Cristallo" nascosto nel Bosco Frusciante, la foresta che abbracciava il villaggio.
Si diceva che questo Cuore fosse la fonte di tutte le acque, ma che potesse essere trovato solo da chi conosceva i "sussurri del vento".