di Gianni LeRose


Maggio: tra giardini fioriti e chiesette di campagna

Maggio, a Strongoli, non è semplicemente un mese sul calendario; è un'atmosfera, un risveglio dei sensi, un ritorno a casa. Chiunque si trovi a percorrere le strade che salgono verso il borgo in questo periodo si ritrova immerso in uno spettacolo della natura che toglie il fiato.
La terra si accende di un verde brillante e, soprattutto, del rosa intenso e del rosso della sulla, il fiore simbolo delle nostre campagne, che colora i colli come una tela impressionista, profumando l’aria di primavera autentica. In questo scenario di giardini in fiore, lo sguardo viene inevitabilmente rapito dalle antiche chiese di campagna, custodi silenziose di una fede antica e di una bellezza rurale intatta. 

Tra queste, il pensiero e il cuore dei strongolesi volano immediatamente al Santuario della Madonna di Vergadoro.
Adagiato sulla collina, a pochi passi dal mare, questo luogo sacro è il fulcro pulsante della devozione mariana della nostra comunità. Il pellegrinaggio verso Vergadoro, tra i sentieri fiancheggiati dai fiori, rappresenta da generazioni il legame indissolubile tra la sacralità della terra e la spiritualità profonda di un popolo.
Il Santuario non è solo un monumento in pietra, ma il custode delle nostre speranze, delle preghiere sussurrate al vento di maggio e delle domeniche passate in famiglia, dove la fede si mescola alla bellezza del paesaggio.

Ma maggio, a Strongoli, evoca anche una dolce nostalgia per un passato recente che ha saputo valorizzare questa immensa eredità.
Impossibile non ricordare il "Maggio Culturale", la straordinaria rassegna organizzata dalla parrocchia negli anni passati.
Un cartellone di eventi che sapeva trasformare il mese della Madonna in un laboratorio a cielo aperto di divertimento, cultura e aggregazione.
Oggi, mentre i fiori continuano a sbocciare con la stessa immutata meraviglia e il Santuario di Vergadoro attende i suoi fedeli sotto il cielo limpido di primavera, quel ricordo deve farsi stimolo. Il trionfo di maggio a Strongoli non è solo una cartolina naturalistica, ma un invito a far rifiorire, insieme alla terra, anche quel profondo senso di comunità, di festa e di cultura che ha sempre reso unico il nostro paese.

 È in questo perfetto accordo tra il profumo dei petali e il silenzio delle pietre antiche che si nasconde il vero miracolo della primavera.
Le chiese, anche quelle di campagna,  avvolte dall'abbraccio dei giardini in fiore, smettono di essere semplici monumenti del passato per diventare bussole del presente. Ci ricordano che la bellezza, quella vera, ha bisogno di tempo, di cura e di radici profonde.
E mentre il sole tramonta dietro un campanile solitario, accendendo i colori dei prati, si respira la certezza che finché un fiore saprà sbocciare accanto a quelle vecchie mura, ci sarà sempre un luogo sacro in cui ritrovare noi stessi.