La Redazione


 Lo Spassetto: Un respiro della memoria

"Lo Spassetto", un nome che forse strappa un sorriso, ma che nel cuore degli anziani risuona con il timbro caldo di un tempo andato.
Non un semplice luogo, ma una tessitura di ricordi, uno spazio che fu battuto e vissuto con fervore.

Affacciato come un occhio vigile sul Corso Biagio Miraglia, era il ritrovo abituale degli uomini, il loro salotto a cielo aperto.

Ma non lo frequentavano solo gli uomini: poggiati al muretto che lo cinge come un abbraccio di pietra,  donne, uomini, vecchi e bambini, hanno visto scorrere il fiume della vita: la solennità delle processioni, il mesto passo dei funerali, la gioia nuziale, il chiasso delle feste e l'eco di ogni manifestazione, sacra e profana.

La sua posizione è la chiave che raccorda il borgo alla sua parte più recente un punto strategico, che  si allunga verso Spera di sole, si insinua nei viottoli segreti del centro storico,, lambisce la Piazza Vinci e guarda dritto verso la Cioppa.

Proprio di fronte, dove oggi è ubicato il Circolo degli anziani, un tempo palpitava il vecchio mercato del pesce.
All'alba, quando l'aria era ancora fresca di rugiada, la voci di Loviggio La vopa e  di Ciccio Babbo -in tempi diversi-  gli antichi banditori del paese, si levavano alte.
Era il loro,  un canto  rauco ed attesoi, che decantava i doni del mare, esposti sulle carte poste sulle loro mani e con cura in cassette dietro le sbarre di ferro, che ancora oggi sono la muta testimonianza di un mercato una volta molto animato..

Infatti, la strada s'inondava di un brulichio vitale, un’onda di persone dirette al lavoro, al mercato della frutta, alla farmacia, al caffè di Rorò,  all'eleganza della gioielleria Gallo, a tutti i negozi lungo il corso.
Un coro di voci, le grida del banditore che danzavano con quelle degli acquirenti.
Era l'aurora di ogni giorno, e lo Spassetto si trasformava nel Belvedere del paese, il pulpito da cui osservare il mondo.