di Maria Greco


L’aggressività è l’anticamera dello scontro:  impedisce il dialogo

Il termine aggressività riveste una pluralità di significati e include fenomeni molto diversi l’uno dall’altro, quali comportamenti, risposte emotive e processi cognitivi. Esso deriva dal latino adgredior che letteralmente significa «avvicinarsi», ma che può anche essere inteso come «assalire», «accusare», «intraprendere», «cominciare». 

 

Essa è una componente innata dell’essere umano, un meccanismo di difesa che può trasformarsi in comportamenti distruttivi per sé e per gli altri.
Spesso i termini aggressività e rabbia vengono confusi. La differenza principale è che la rabbia è un'emozione, un sentimento interiore, mentre l'aggressività è un comportamento che può manifestarsi a seguito di tale emozione.

 

 La rabbia è una risposta emotiva a un ostacolo o a una frustrazione, mentre l'aggressività è l'azione (fisica o verbale) che si compie per rimuovere quell'ostacolo, e non sempre è necessaria per reagire. Le cause dell'aggressività sono molteplici e possono includere fattori psicologici, biologici, sociali e ambientali.

Dal punto di vista psicologico la frustrazione ovvero il mancato raggiungimento di obiettivi e non veder realizzati i propri desideri, la bassa autostima e l’insicurezza, esperienze traumatiche durante l’infanzia e stati emotivi e di ansia possono scatenare reazioni aggressive.

 

Ci sono soggetti che possono essere predisposti all’aggressività per fattori genetici come la proteina MAOA o perché hanno disfunzioni come lesioni celebrali, epilessia, demenza e altre alterazioni organiche e altri perché hanno disfunzioni ormonali che possono influenzare i normali comportamenti.

  In molti casi l'aggressività può dipendere dallo stile relazionale in famiglia, dall’ambiente sociale e in modo particolare dall’imitazione di comportamenti violenti e in casi molto meno gestibili può derivare da disturbi psichiatrici, dipendenze o malattie fisiche.

 

L'aggressività è diretta quando si manifesta con insulti verbali, minacce, urla e comportamenti fisici come spingere o colpire. Esempi di aggressività indiretta includono pettegolezzi, procrastinazione, sabotaggio o l'uso del silenzio punitivo.
Si può distinguere anche tra aggressività reattiva quando è causata da una provocazione e proattiva quando serve al fine di ottenere un obiettivo.