di Lina

U focu i Natali


C‘è ancora potrebbero dire i lettori ed è vero. 


Si fa in piazza Vescovado e alla Motta, ma non è più quello di una volta.


Il fuoco di Natale tempo fa  occupava uno spazio importante durante le festività natalizie, tanto che la raccolta della legna necessaria ad accenderlo,  iniziava già molti giorni prima della Vigilia.


Anticamente, nei giorni prossimi al Natale, ai ragazzi si affiancavano gli adulti e gli anziani, che utilizzavano i carretti a due ruote spinti a mano o carri trainati dagli asini,  per trasportare radici di piante, tronchi, rami e frasche raccolti nei campi.


La legna per il fuoco della Motta, si racconta, era in gran parte offerto da Giuseppe De Tursi, che lo trasportava con il carro.


Sia  i ragazzini che gli adulti andavano anche casa per casa a chiedere legna per il fuoco in onore del Bambino Gesù, che nasceva al freddo.


Si gareggiava a chi riusciva a racimolare più legna, che, per non ingombrare le piazze tempo prima dell’utilizzo, veniva ammucchiata nei magazzini oppure   sistemata sotto le volte e i portoni delle case delle vie secondarie.