L'opera, su cui la restauratrice ha lavorato con passione e maestria, attualmente è chiara, sfolgorante di bellezza per cui si possono fare osservazioni più approfondite:
Soggetto del Dipinto: L'opera raffigura l'"Ultima Cena", l'ultimo pasto consumato da Gesù con i suoi dodici apostoli prima della sua crocifissione.
È uno dei temi più rappresentati nell'arte cristiana.
Composizione e Dettagli:
Gesù e gli Apostoli: Gesù è al centro della tavola, sul lato opposto rispetto all'osservatore, riconoscibile per l'aureola o la luce che ne circonda il capo.
Gli apostoli sono distribuiti attorno alla lunga tavola rettangolare, coperta da una tovaglia bianca.
Sono raffigurati in diverse pose e atteggiamenti, suggerendo il momento drammatico dell'annuncio del tradimento e dell'istituzione dell'Eucaristia.
Le loro espressioni e gesti comunicano sorpresa.
Figura in Primo Piano: Un elemento interessante è la figura maschile seminuda inginocchiata in primo piano a sinistra, vista di schiena, che sembra interagire con qualcosa o qualcuno ai piedi della tavola (forse una brocca o un bacile, anche se non chiaramente visibili).
Potrebbe essere un servitore, o una figura simbolica, o un riferimento all'episodio della lavanda dei piedi, talvolta iconograficamente collegato all'Ultima Cena.
Ambientazione e Stile: La scena è ambientata in un interno scarsamente illuminato, tipico dello stile chiaroscurale, probabilmente barocco, che accentua la drammaticità dell'evento attraverso forti contrasti di luce e ombra. La tavola è imbandita con pane, piatti e forse calici.
Lo stile mostra un certo realismo nella raffigurazione delle figure e delle loro emozioni, seppur contenute. La composizione, pur seguendo l'iconografia tradizionale, presenta elementi particolari come la figura in primo piano.
Confronto ed unicità
L'opera più famosa, Il Cenacolo di Leonardo, cattura il momento drammatico dell'annuncio del tradimento, studiando le diverse reazioni emotive degli apostoli, raggruppati in terzetti, e utilizzando una rigorosa prospettiva centrale.
L'Ultima Cena di Strongoli, più raccolta sembra meno focalizzata su quel singolo istante di tensione; la disposizione degli apostoli è più tradizionale e meno dinamica.
L'elemento più distintivo è la figura in primo piano; assente nell'opera di Leonardo e in molte altre Cene, introduce un tema diverso (penitenza, servizio, adorazione?) all'interno della scena principale.
Jacopo Tintoretto (San Giorgio Maggiore, Venezia): Tintoretto offre una visione drammatica e visionaria, con una tavola diagonale, forti contrasti di luce e ombra e figure dinamiche, quasi soprannaturali.
L'opera di Strongoli ha un'atmosfera più calma e terrena.
Altri Rinascimentali (es. Ghirlandaio, Castagno): Molte Cene rinascimentali (come quelle di Ghirlandaio o Andrea del Castagno) presentano una disposizione lineare degli apostoli e un'ambientazione dettagliata.
L'opera di Strongoli si differenzia per la sua composizione più raccolta e, soprattutto, per l'enigmatica figura in primo piano, la cui interpretazione
non è immediata e si discosta dalla scena dall'iconografia più diffusa, focalizzata sull'istituzione dell'Eucaristia o sull'annuncio del tradimento.
Questa figura inginocchia aggiunge un livello di lettura devozionale o narrativa particolare all'opera.
Cornice e Contesto: Il dipinto è inserito in una sontuosa cornice architettonica fissa dell'altare Maggiore privilegiato che si trova nella Cappella laterale del Sacramento.
La cornice, probabilmente in marmo o stucco decorato, presenta modanature elaborate, volute laterali e un cartiglio nella parte superiore sotto il timpano spezzato.