Don Ignazio Zambito
In memoria di Don Giuseppe Traina
Gli eventi dolorosi che stiamo attraversando non ci permettono di celebrare nel modo dovuto il 20° anniversario della morte di Don Giuseppe Traina morto a Roma il 5 Dicembre 2000 dopo una lunga malattia.
La sua persona e la sua opera sono degne di memoria e di ricordo per il tanto bene che ha fatto alla chiesa agrigentina e nel nostro paese come credente e come sacerdote. Richiamarlo alla memoria a quanti lo hanno conosciuto o con lui hanno lavorato nella chiesa locale non solo è doveroso ma può servire a ravvivare fede, ideali, operosità e far conoscere alla nuove generazioni come essere e vivere da cittadini e da credenti in questa società tecnologica e secolarizzata.
Per la sua intelligenza conosceva e preveniva i tempi, per la sua cultura e capacità tecnologica riusciva perfino ad andare a passo con i tempi, per la sua fede e il senso del servizio pastorale conduceva le anime nella vie del vangelo e di una autentica spiritualità dando della chiesa una immagine materna e un ambiente vivibile pur nei tempi mutevoli e difficili della postmodernità e del dopo Concilio: una fede capace di far vivere nel mondo con la volontà e l’impegno di migliorare la società.
La preparazione teologica e pastorale gli ha permesso di fare esperienze di servizio al Seminario come docente, alle chiesa di Ravanusa e di S.Giovanni Gemini come arciprete e poi presso la Curia Arcivescovile come Cancelliere e Archivista. Esperienze che si sono imposte per la loro validità, innovazione ed efficacia. Basta pensare alla catechesi, alla direzione spirituale delle persone consacrate, alla scuola, alla pastorale giovanile, al giornale Il Carro, alla Radio Gemini, alla computerizzazione dei servizi pastorali. La sua capacità di iniziativa si è anche concretizzata nelle costruzioni della Canonica, del nuovo Oratorio Festivo, del pavimento, del coro e dei banchi della Chiesa Madre.
Per gli ideali di giustizia e la formazione cristiana – seguendo in questo la tradizione sacerdotale del nostro paese, incomprensioni e difficoltà comprese – ha voluto e saputo incidere nella vita socio-politica con solo animando la cultura e l’opinione pubblica con l’annuncio, la predicazione, la stampa e media ma anche incoraggiando e promuovendo l’azione politica dei cittadini e degli stessi politici per il bene e il progresso del popolo in tempi di cambiamento e di crisi esistenziali e di valori.
Vorrei ridestare in quanti lo hanno conosciuto e con lui operato speranza, impegno e servizio; nelle nuove generazioni il desiderio conoscere chi ha cercato e fatto di tutto per vivere con competenza, creatività e fede profonda in questo nostro mondo così fatto.
Vorrei ravvivare in tutta la comunità civile e religiosa e in tutti i cittadini e i cristiani l’impegno a vivere secondo ideali, principi e comportamenti coerenti con il Vangelo di Gesù nel quale diciamo di credere e nella chiesa come comunità cristiana dove non solo Lo incontriamo nella Parola e nei sacramenti ma anche da Cui attingere la forza necessaria per vivere da autentici credenti testimoniando così la nostra fede in una società che sta diventando sempre più pagana.
Dal cielo dove crediamo e speriamo si trovi interceda per noi e ci liberi da questo male che oggi ci insidia e conceda a ciascuno di noi, alle famiglie, alla comunità una vita serena.
asso con i tempi, per la sua fede e il senso del servizio pastorale conduceva le anime nella vie del vangelo e di una autentica spiritualità dando della chiesa una immagine materna e un ambiente vivibile pur nei tempi mutevoli e difficili della postmodernità e del dopo Concilio: una fede capace di far vivere nel mondo con la volontà e l’impegno di migliorare la società.
La preparazione teologica e pastorale gli ha permesso di fare esperienze di servizio al Seminario come docente, alle chiesa di Ravanusa e di S.Giovanni Gemini come arciprete e poi presso la Curia Arcivescovile come Cancelliere e Archivista. Esperienze che si sono imposte per la loro validità, innovazione ed efficacia. Basta pensare alla catechesi, alla direzione spirituale delle persone consacrate, alla scuola, alla pastorale giovanile, al giornale Il Carro, alla Radio Gemini, alla computerizzazione dei servizi pastorali. La sua capacità di iniziativa si è anche concretizzata nelle costruzioni della Canonica, del nuovo Oratorio Festivo, del pavimento, del coro e dei banchi della Chiesa Madre.
Per gli ideali di giustizia e la formazione cristiana – seguendo in questo la tradizione sacerdotale del nostro paese, incomprensioni e difficoltà comprese – ha voluto e saputo incidere nella vita socio-politica con solo animando la cultura e l’opinione pubblica con l’annuncio, la predicazione, la stampa e media ma anche incoraggiando e promuovendo l’azione politica dei cittadini e degli stessi politici per il bene e il progresso del popolo in tempi di cambiamento e di crisi esistenziali e di valori.
Vorrei ridestare in quanti lo hanno conosciuto e con lui operato speranza, impegno e servizio; nelle nuove generazioni il desiderio conoscere chi ha cercato e fatto di tutto per vivere con competenza, creatività e fede profonda in questo nostro mondo così fatto.
Vorrei ravvivare in tutta la comunità civile e religiosa e in tutti i cittadini e i cristiani l’impegno a vivere secondo ideali, principi e comportamenti coerenti con il Vangelo di Gesù nel quale diciamo di credere e nella chiesa come comunità cristiana dove non solo Lo incontriamo nella Parola e nei sacramenti ma anche da Cui attingere la forza necessaria per vivere da autentici credenti testimoniando così la nostra fede in una società che sta diventando sempre più pagana.
Dal cielo dove crediamo e speriamo si trovi interceda per noi e ci liberi da questo male che oggi ci insidia e conceda a ciascuno di noi, alle famiglie, alla comunità una vita serena.