LA STORIA
Il Caffè Rosso è un locale storico veneziano. La sua nascita risale alla fine del ottocento ed è citata all'interno del libro Osterie Veneziane (Elio Zorzi, Filippi Editore – Venezia). La storia del Caffè Rosso comincia parallelamente e si intreccia con la storia dell'osteria Al Capon, situata sempre in Campo Santa Margherita di fronte al Caffè Rosso.
Parti sono tratte dal libro Osterie Veneziane - per informazioni vedere la sezione libri:
Un marinaio di Pellestrina, Giuseppe Scarpa detto Capon, dopo venticinque anni di navigazione penso di mettere al sicuro la pelle e i pochi soldi che aveva raggranellato, aprendo un osteria. Grazie ad Angello Vianello, detto Pastassuta, che si dedicava all'organizzazione dei scaricatori del Porto e dei loro banchetti da Capon il locale ebbe molto successo e l'osteria risuonava dalla mattina alla sera di infiammate discussioni politiche. Nel 1911 partecipo a uno di questi banchetti anche Luigi Luzzatti, allora Presidente del Consiglio dei Ministri. Due anni dopo si fondava da Capon la “Repubblica di S. Margherita”.
Era un'accolta di allegri compari che faceva rivivere, in forma parodistica, tradizioni e ricordi dell'antica Serenissima, allo scopo di passare il tempo. Eleggevano anche un capo con il titolo di Doge, poi ci furono anche ambasciatori, avogadori, e altri personaggi arrivando perfino al boia.
Lo stato nemico invece si concentrava nel Caffè di S. Margherita (ovvero il Caffè Rosso), ed era costituito da un nucleo di secessionisti di Capon. Cosi Campo S. Margherita divenne teatro di lotte incruente tra “caponiani” e “caffetiani”.
Nella storia più recente il Caffè Rosso divento un punto di passaggio importante per veneziani, artisti, studenti, e turisti. Nel 2002 il Caffè Rosso ha cominciato a vendere merchandising e devolvere i profitti per operazioni benefiche.
Attualmente la macchina del caffè è la dipendente più vecchia del Caffè Rosso.
Nel corso dei anni il logo del Caffè Rosso ha subito molte evoluzioni, cambiando completamente anche a distanza di un'anno o due, questa era un altra delle sue particolarità. I loghi erano sempre creativi e spiritosi e le magliette con essi diventavano sempre più richieste.
Le magliette con questi loghi diversi da anno in anno diventavano in certi casi oggetti da collezione e venivano richieste non solo da parte dei cittadini veneziani ma anche da clienti provenienti da tutte le parti del mondo. L'offerta era libera anche se era stato fissato un importo minimo stabilito. Questo perché il 100% dei ricavati raccolti durante l'anno attraverso la vendita di queste magliette veniva devoluto in beneficenza di opere concrete. Ogni anno infatti, nel bar veniva appeso il bollettino del versamento dove si poteva vedere a chi era stato destinato. Tra alcuni dei progetti più famosi ci sono la ricostruzione di un asilo per bambini in Jamaica, e la donazione per i cittadini colpiti dall'incidente della centrale di Fukushima in Giappone.
Il suo ultimo logo, quello attuale che rappresenta una bottiglia con delle mammelle e stato disegnato dal Hstudio, il suo successo fu tale da aumentare la richiesta di magliette, in questo caso vennero stampate anche in diverse taglie, modelli e colori, era disponibile anche la taglia bambino, come anche borse di stoffa, felpe, etc,...
Cosi alla fine si decise di rendere il logo definitivo.