Una su Tre
Do la solita mandata prima di posare le buste. Il palmo della mano puzza di ferro. Non
accendo neanche la luce. Mi spoglio nel buio. La serranda alzata. Conto i fischi ricevuti
oggi. Uno meno di ieri. Progresso. Sulla metro un signore si accarezzava sotto la cinta
cercando il mio sguardo. A fianco a me una donna con bambino. Dovrei contarlo come
doppio fischio? Ormai i pantaloni sono a terra con le mele, la maglietta con le carote e la
giacca con le pesche. Il fruttivendolo mi ha fatto i complimenti per la scelta delle zucchine.
Il vecchio dietro di me ha riso sguaiatamente e mi ha intimato di fare lo stesso. Lancio le
scarpe in direzione della cucina. Poi le porterò fuori.
Spalanco la finestra di camera mia. Il davanzale mi regge i gomiti, ma non i pensieri. Il
telefono trilla. Un profilo sconosciuto mi ha mandato una foto. L'immagine profilo è nera e il
nome anonimo. Apro il messaggio. L'inquadratura è bassa. Le vene spesse. Poco vicino
c'è un deodorante. Chiudo la finestra. Le coperte mi danno il benvenuto. Segnalo il profilo.
Domani mi vestirò degli stessi abiti. Magari non mi stuprano.