Continuando a parlare di moda etica e sostenibile, analizziamo un caso molto famoso
e, come definiscono i media, oscuro: “Shein”.
Shein è un’azienda con sede in Cina, che originariamente nel 2008, vendeva abiti da sposa.
Solo dopo il 2019, ha preso fama mondiale ed è diventato un negozio online di
abbigliamento trendy, a prezzi stracciati. Specialmente dopo la pandemia, ha raggiunto
maggiore successo tramite le influencer sui social, e ha superato le maggiori catene Fast
Fashion del mondo come Zara, Primark e H&M.
Perché vende articoli a prezzi così ridotti?
Nel 2022, sono state avviate delle inchieste per verificare la legittimità di questo brand, e si
è trovata la risposta: principalmente paga pochissimo i suoi sarti. Un altro motivo è la
produzione industriale di abiti, non solo marchiata Shein: gli stessi identici prodotti
vengono poi smerciati con un'altra etichetta.
Le fabbriche di vestiti in realtà sono sempre le stesse, cambia solo il nome del brand.
Zara, per esempio, vende gli stessi capi.
Gli abiti presenti sul sito sono realizzati a mano, con macchine da cucire individuali. Una
singola persona esegue le cuciture su centinaia di pezzi al giorno, tutti i giorni. Questa
attività sfrutta molto gli uiguri, un'etnia turcofona di religione islamica che vive nel nord-
ovest della Cina. Essi lavorano 18 ore al giorno tutta la settimana, con un giorno di ferie al
mese, e vengono pagati tre centesimi a capo di abbigliamento (nel caso facessero un solo
errore non gli verrebbero dati i ⅔ della paga giornaliera).
Ricapitolando…
Shein non è eco sostenibile perché:
- Shein utilizza materiali vergini: i tessuti utilizzati per i vestiti sono tutti a base di
petrolio: poliestere, nylon e altre fibre sintetiche;
- Non utilizza materiali riciclati o a basso impatto ambientale;
- Shein non informa gli acquirenti sulle norme internazionali sull’inquinamento
ambientale, l’utilizzo e lo spreco di acqua, l’impiego di materiali e colorazioni sicure
per la salute;
- Promuove l’acquisto massiccio: grazie ai prezzi bassi e alle sponsorizzazioni da parte
delle influencer e strategie di marketing.
Shein non è etico perché:
- sfrutta i suoi lavoratori, che lavorano 18 ore al giorno per avere uno stipendio che
permetta loro di vivere; sono ricattati e puniti per ogni errore, tutto perché noi possiamo
indossare un vestito da pochi euro.
Comprare da questi brand significa appoggiare e finanziare questo sfruttamento.
Per concludere, nei rapporti di sostenibilità pubblicati dalle aziende, nel 2022 il brand
cinese Shein ha dichiarato più di nove milioni di tonnellate tra emissioni dirette e indirette
di Co2. E ricorda, più economico è per te, più costa al pianeta in termini di risorse,
inquinamento e sfruttamento umano.