Il film Mia pulsa di vita vera, non si può che seguire la storia di Mia con il fiato
sospeso, in un crescendo di ansia e preoccupazione verso una ragazza per cui è
impossibile non parteggiare: perché Mia è una di noi, una figlia, una sorella o
un’amica che non possiamo lasciare sola, neanche nei momenti più bui.
Mi sono messo nei suoi panni e ho vissuto con lei il suo innamoramento, la perdita
progressiva del suo sorriso, il comportamento sempre più soffocante di lui, le
violenze psicologiche, l’autoisolamento di lei, l’allontanamento dai genitori, la
perdita della verginità non per amore ma con una violenza, la delusione, la
depressione e poi, mentre sembra iniziare la rinascita, il revenge porn e la fine di
tutto. Al suo posto avrei tentato di trovare il coraggio di raccontare tutto ai genitori,
a un famigliare, a un’amica o anche ad un insegnante pur di non arrivare a perdere
la vita!
Ho cercato di capire anche i sentimenti dei genitori; il film è potente e colpisce duro
perché affronta una tematica che terrorizza ogni genitore: l’amore tossico della figlia
che la porta al gesto estremo. Come possono i genitori proteggere i figli da simili
situazioni? Come si può resistere ad un dolore così forte? E noi, come possiamo
salvarci?
GABRIELE NAPOLEONI classe 1 N – aprile 2024