Amica e Nemica al tempo stesso: semplicemente l’ansia
Dolori addominali, nausea, aumento della pressione sanguigna, difficoltà respiratorie, palpitazioni, sudorazione, aumento della frequenza cardiaca. Per alcuni di voi starò esagerando, per altri forse no. Che voi le sentiate o meno, questi sono i sintomi dell’ansia. L’ansia. Cos’è l’ansia?. La parola ansia viene dal latino “Anxia” e deriva dal verbo “Ango” che significa stringere, soffocare. In medicina e in psicologia, quando parliamo di ansia l’associamo a uno stato di agitazione, ad un particolare stato di incertezza e di timore rispetto ad uno specifico oggetto, o evento. Nel linguaggio di tutti i giorni, quante volte diciamo: ”Che ansia!”, rispetto ad un esame, una verifica, un’interrogazione, un colloquio di lavoro oppure alle situazioni normali della vita, dalle quali, in quel preciso momento, vorremmo scappare. Ma non parlerò di questo. Parlerò di noi. Parlerò di noi studenti. Cercherò di farvi comprendere cosa sia veramente l’ansia grazie a degli studi specifici, di come affrontarla e di come tenerla per mano nella vita. Non solo in ambito scolastico, ma in tutti gli ambiti della nostra bellissima vita. Perché l’ansia non se ne andrà, ma possiamo imparare a gestirla.
The Vision (una nuova testata online che parla alla nuova generazione) afferma che gli studenti italiani sono tra i più ansiosi, stressati e depressi d’Europa. Siamo noi il problema?, sono i nostri sentimenti il problema?, è la scuola italiana il problema?, sono i professori che mettono ansia?, siamo noi che ci creiamo da soli l’ansia sopravvalutando le interrogazioni che invece sono più facili di quanto noi pensiamo?, abbiamo paura di deludere i nostri genitori?, abbiamo paura di non ricevere i soldi che ci avevano promesso in caso della sufficienza? . Non lo so. Penso neanche voi lo sappiate. E pensare che ci sono anche stati suicidi proprio a causa di questa bastarda nemica. La causa di morte del 12% degli studenti universitari, tra i 20 e i 34 anni, è proprio legata all’ansia. Passiamo a scuola una media di 6 ore, cinque giorni su sette, e quando torniamo a casa, la maggior parte di noi, studia dalle 2 alle 4 ore. Ci troviamo ogni giorno seduti a una scrivania, in mano una penna o un evidenziatore e gli occhi fissi sul libro. I professori ci dicono di ripetere ad un amico, ai genitori, davanti allo specchio. Ma sappiamo tutti che non sarà la stessa cosa il giorno dopo. Ti alzi la mattina, senti già l’ansia che sale, ripassi in metro o a scuola e prima di quell’interrogazione o di quella verifica, senti come dei brividi. Io li ho sentiti, o almeno una volta li ho percepiti. I denti che “vibrano”, che si ”agitano”, non so se avete presente. È come stare in montagna, con il gelo e tutto il vostro corpo che trema, compresi appunto i denti. E poi arriva il momento. O vai volontario perché il giorno precedente hai avuto un’illuminazione, oppure il professore ti chiama a sorpresa. Ma è proprio nei momenti prima, che tu vada volontario, o che tu venga chiamato all’interrogazione, che senti l’ansia salire. Abbiamo paura a parlare davanti ai nostri compagni di classe oppure davanti a quel professore che ci sembra che abbia lo sguardo sempre contro di noi?. Di che cosa abbiamo paura?, perché l’ansia non viene se non hai paura di qualcosa. È importante scoprirlo, i nostri sentimenti, il nostro corpo va ascoltato, dobbiamo trattarlo al meglio, dobbiamo cercare di gestire l’ansia. Certo non è facile, e non lo sarà. Ripeto, non solo nell’ambito scolastico, ma in tutta la nostra vita. Vi ricordate il periodo pandemia? Come scordarlo. Il Covid entrò nelle nostre vite il 21 Febbraio 2020, con i primi casi di trasmissione del virus. Tra le varie ripercussioni che il lockdown ha avuto sulla mente dei giovani, c’è stato il bisogno di assunzione di farmaci proprio per gestire l’ansia scolastica. Ragazzi come Marco, un quindicenne che frequenta Scienze Umane al Rousseau di Roma, hanno assunto benzodiazepine. In pratica sarebbero delle sostanze sintetiche che agiscono come depressori sul sistema nervoso centrale. In parole povere, sono utilizzate per la cura dell’ansia e dell’insonnia. Rita, una studentessa maggiorenne, ha iniziato ad assumere gocce di fiori di Bach, anch’essi aiutanti nell’ambito dell’ansia. Tutto questo per dire, al di la della pandemia che sicuramente ha aumentato l’assunzione di tali farmaci, come l’ansia costringa certi studenti a fare uso di droghe. Non vi sto dicendo tutto ciò per incentivarvi a fare uso di queste sostanze, ma per farvi capire e anche per renderci conto di come la scuola sia così stressante a volte. Alla fine se ci pensiamo siamo ansiosi per una cavolata. Quell’interrogazione o quella verifica che dura un’ora, ci cambierà la vita?. Quel voto ci dirà la nostra vera identità?. Non dico che non bisogna impegnarsi, bisogna sempre dare il massimo. Ma non sarà quell’interrogazione a stravolgerci la vita. Dobbiamo cercare di prendere queste cose con più leggerezza. Noi dall’ansia possiamo solo che imparare. Possiamo capire meglio noi stessi. Perché bisogna studiare ma anche appassionarsi, farsi domande, imparare a pensare al di fuori della materia stessa. Tutto ciò gestendo l’ansia. Come possiamo fare?. Ci sono alcuni consigli di alcune riviste scientifiche che vi illustrerò per chiudere il nostro discorso, ma sta a noi cercare di fare nostre quelle “possibili soluzioni” che ci rendono meno ansiosi. Una delle prime indicazioni è utilizzare tecniche di rilassamento, come per esempio l’esercizio della respirazione. È la tecnica che io personalmente utilizzo di più, e devo dire che non mi aiuta del tutto, ma quel che basta per non farmi sovrastare dalla mia peggior nemica. La camminata, o la corsa sono altre due importanti indicazioni. La seconda potrebbe essere un’opzione interessante. A volte ti libera la mente. Ma anche semplicemente andare all’interrogazione con dei compagni, con degli amici, vi può dare fiducia. Spero di avervi fatto riflettere. Quello che vi dico, e dico a me stesso, è questo: ascoltiamo noi stessi, impariamo a gestire l’ansia, troviamo dei metodi per alleggerirla. Non so se sto esagerando o no con questo articolo, ma sentivo il bisogno di parlarne. Impariamo a controllarla, perché “l’ansia non ci sottrae il dolore di domani, ma ci priva della felicità di oggi”(Leo Buscaglia).
Tommaso Crescimbene