A PRALORMO e AL VITTORIALE

Fra le varietà più particolari selezionate e introdotte quest’anno: il gruppo dei Viridiflora, caratterizzati da petali a tinta unita rosa, rossi o bianchi con una fiammatura di colore verde, come se le foglie proseguissero sui petali; il tulipano nero Queen of night, protagonista di racconti incredibili, che eveca sempre fascino e mistero; il tulipano Mata Hari, bianco screziato di rosa alto quasi 70 centimetri; il gruppo dei tulipani Famiglietta la cui particolarità è la fioritura a mazzetti, il tulipano Pappagallo dai petali movimentati; il tulipano Pink impression, molto alto con grandi foglie e con un calice rosa all’esterno e rosso all’interno; il tulipano Shirley, che sboccia color avorio poi si tinge di color violetto sul bordo dei petali e infine diventa completamente viola.

L’arte dei giardini, è stato detto, somiglia straordinariamente alla poesia, il poeta fa con le parole ciò che il giardiniere fa con le piante, i cespugli, i fiori, le acque, le statue. Il pensiero corre subito al Vittoriale degli Italiani, la cittadella di Gardone Riviera ove Gabriele d’Annunzio approda nel 1921 per poi stabilirvi la sua ultima dimora, che concepisce come un mausoleo della propria prodigiosa avventura di artista e di eroe. Ed è proprio al parco e ai giardini del Vittoriale degli Italiani che quest'anno viene assegnato l’importante riconoscimento di Parco Più Bello d'Italia 2012. La giuria dell’ormai famoso Premio di Parchi e Giardini, giunto quest’anno alla decima edizione, si è infatti riunita ed ha eletto il Parco del Vittoriale degli Italiani vincitore dell’edizione 2012 del concorso perché la “Santa Fabbrica” del Vittoriale è una creazione poetica - che si fa architettura, giardino, paesaggio - da annoverare fra le creazioni letterarie di d’Annunzio; una composizione dove al linguaggio simbolico delle parole corrisponde quello delle pietre, delle specie botaniche, dei cimeli, delle acque. È un luogo dove il committente è al tempo stesso il progettista, dove il Genio del presente dialoga con i Geni del passato. È una città-giardino, eremo e fortezza inespugnabile. È un percorso iniziatico; un luogo di memorie, sacro e al tempo stesso profano.Il Vittoriale è un giardino polimaterico di piante ma anche di parole scritte sulle pietre. È una quintessenza di luoghi teatrali, di emergenze e di massi erratici; dove anche le acque si fanno poesia.È giardino di più giardini, che a sua volta evoca altri giardini. È un giardino dei fiori e dei frutti simbolici. Il Vittoriale, infine, è giardino della vita e della morte.”