Fin dalle prime pagine, traspare la volontà di Spinelli di presentarci Paolo Soleri, non come architetto ordinario, ma come grande sperimentatore e innovatore del proprio secolo. Dall’intreccio costante del racconto tra i principali fatti della vita personale e quelli della vita formativa e lavorativa, Spinelli lascia al lettore la libertà di cogliere e interpretare tutte le sfaccettature proprie della poliedricità di Soleri.
Soleri nasce e si forma a Torino, ma il suo animo di sperimentatore controcorrente lo porta presto a spingersi oltre oceano, dove intraprende un percorso di formazione sotto la guida F.L. Wright. Questa sarà un’esperienza che terminerà in breve tempo, per la sostanziale divergenza di opinioni tra i due, ma nella vita di Soleri rappresenterà un momento cruciale: è proprio il contrasto con il maestro, infatti, che gli permetterà di capire la sua vocazione e intraprendere così la propria strada.
Quello che lo separava da Wright era principalmente il modo diverso di concepire e abitare la città: Broadcare City rappresentava, infatti, ciò che Soleri combatteva, uno spazio metropolitano, infinito e individualista, a cui lui rispose con gli esperimenti urbani prima di Cosanti e poi di Arcosanti, in cui materializza la sua filosofia di città ideale scaturita dai principi dell’arcologia (connubio architettura-ecologia). Arcosanti rappresenta un nuovo mondo fatto di architetture organiche, materiche, legate al suolo da un forte rapporto, studiate per ottenere soluzioni bioclimatiche ed ecologiche; un luogo per favorire l’interazione sociale, tra le persone e l’ambiente e tra architettura e natura, tutto inserito in uno scenario ancestrale e futuristico allo stesso tempo.
Dal libro si comprende che la grandezza di Soleri è stata quella di aver introdotto la possibilità di un nuovo modo di pensare l’architettura e soprattutto di concretizzarlo matericamente in realtà urbana e non relegarlo al mondo delle utopie. È chiaro che Arrosanti, cosi come Cosanti, sono la prova che in lui la visione non è mai utopia, ma concretezza, ed è per questo che entrambe rappresentano non solo un innovativo progetto urbanistico di città nuova, ma un vero esperimento sociale, urbanistico e architettonico in cui trovano compimento e maturazione tutte le teorie di Soleri.
In conclusione, condivido un aspetto che ritengo interessante per comprendere Soleri come uomo oltre che come architetto. Nel libro è molto spesso affrontato il tema del lavoro: prima in riferimento all'attività di componenti elettrici in ceramica del padre, poi al lavoro come studio e ricerca durante la fase di formazione, poi Cosanti come uno studio e fabbrica di ceramiche per finanziare le iniziative progettuali e in fine la costruzione della fabbrica di ceramiche di Solimene a Vietri sul mare, riconosciuto come suo grande capolavoro. Il tema del lavoro, quindi sembra quasi un filo conduttore nell'esistenza di Soleri. Sotto svariate sfaccettature, ma specialmente legato all'artigianato della ceramica, il lavoro diventa un motivo costante che accompagna Soleri in tutte le fasi della sua vita, quasi come se in lui albergasse una forte volontà di mantenere sempre acceso e costante il legame con suo padre, con le sue radici e con l’Italia.
Paolo Soleri - 1970
George Lucas - 1977