Piano Nazionale della scuola digitale

il Piano Nazionale della Scuola Digitale, analizzato in modo attento ed approfondito.

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Piano Nazionale della scuola digitale

Un ringraziamento alla Dr.ssa Carlotta Balena che ha analizzato, in modo chiaro ed efficace, il Piano Nazionale della Scuola Digitale e da questa analisi prendo spunti per la mia disamina.

Il PNSD èpensato per guidare le scuole in un percorso di innovazione e digitalizzazione, come previsto nella riforma della Scuola contenuta nella legge 107/2015 – La Buona Scuola.

Il documento ha funzione di indirizzo; punta a introdurre le nuove tecnologie nelle scuole, a diffondere l’idea di apprendimento permanente (life-long learning) ed estendere il concetto di scuola dal luogo fisico a spazi di apprendimento virtuali.

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Aspetti positivi e negativi del Piano Nazionale della Scuola Digitale.

Approfondisci il tema attraverso alcune riflessioni mie e di autorevoli esperti

PNSD: le #azioni

Connettività con fibra ottica e wi-fi sicuro e distribuito

Fibra

Ogni scuola deve essere raggiunta da fibra ottica, o comunque da una connessione in banda larga o ultra-larga, sufficientemente veloce per permettere, ad esempio, l’uso di soluzioni cloud per la didattica e l’uso di contenuti di apprendimento multimediali.

Gli interventi proseguiranno fino al 2020: l’obiettivo è che entro questa data tutte le scuole saranno raggiunte dalla fibra ottica in via prioritaria rispetto agli altri interventi del Piano Nazionale Banda Ultra Larga, e tutte le scuole potranno ricevere dai diversi operatori un’offerta di connettività in banda larga o ultra larga.

Cablaggio

Le strutture interne alla scuola saranno in grado di fornire, attraverso cablaggio LAN o wireless, un accesso diffuso, in ogni aula, laboratorio, corridoio e spazio comune.

Rivoluzionare lo spazio: ambienti virtuali, nuovi laboratori e la possibilità di portare il proprio tablet a scuola

AMBIENTI PER LA DIDATTICA DIGITALE

L’intento di questa azione è mettere al centro la didattica laboratoriale, come punto d’incontro tra sapere e saper fare.

Al centro di questa visione è l’innovazione degli ambienti di apprendimento.

Questo significa che l’aula deve diventare un “luogo abilitante e aperto”, dotata di ambienti flessibili pienamente adeguati all’uso del digitale.

Questo significa: aule “aumentate”, cioè con postazioni per la fruizione individuale e collettiva del web e dei contenuti; spazi alternativi per l’apprendimento, cioè aule più grandi, in grado di accogliere più classi, o gruppi-classe in plenaria; laboratori mobili, ovvero dispositivi in carrelli e box mobili a disposizione di tutta la scuola.

CHALLENGE PRIZE PER LA SCUOLA

I “Challenge Prizes” sono sfide con premi in denaro per chi riesce rispondere a un problema (la sfida) in maniera particolarmente innovativa.

Un challenge prize si sviluppa secondo diverse fasi.

Si definisce una sfida tecnologica o sociale, e si mette in palio un premio per la realizzazione di una soluzione.

POLITICHE ATTIVE DI BYOD (BRING YOUR OWN DEVICE)

Si attueranno politiche per aprire le scuole al cosiddetto BYOD (Bring Your Own Device), cioè l’utilizzo di dispositivi elettronici personali durante le attività didattiche.

Il Miur, in collaborazione con Agid e il Garante per la Privacy, svilupperà apposite linee guida per promuovere il BYOD identificando i possibili usi misti dei dispositivi privati nelle attività scolastiche.

PIANO PER I LABORATORI

L’idea è quella di creare laboratori che non siano solo contenitori di tecnologia, ma piuttosto “luoghi di innovazione”: finora le pratiche laboratoriali sono state relegate alle ore extra-scolastiche, mentre a riforma le vuole mettere al centro dell’attività didattica curriculare.

  • atelier creativi per le scuole del primo ciclo: vengono definiti come “scenari didattici costruiti attorno a robotica ed elettronica educativa, logica e pensiero computazionale, artefatti manuali e digitali, serious play e storytelling”.
  • Gli istituti superiori verranno “rafforzati” in chiave digitale. In quest’ottica, un istituto a indirizzo moda potrebbe, ad esempio, aggiornare la propria pratica didattica attraverso la stampa 3D dei modelli; un liceo artistico (o classico), potrebbe aggiornare i propri percorsi formativi integrandoli con elementi di creatività digitale e multimediale.
  • Laboratori per i Neet, o “laboratori territoriali per l’occupabilità”: spazi a disposizione delle scuole del territorio, dove i ragazzi che non studiano e non lavorano possono realizzare i loro progetti creativi.
  • Laboratori “School-friendly”: mappatura dei laboratori aperti alle scuole o disponibili all’apertura alle scuole presenti nel territorio, presso musei, enti di ricerca, parchi tecnologici, fondazioni, associazioni e altri spazi come ad esempio i Fab Lab. Gli enti locali possono certificare i laboratori sul proprio territorio.

EDILIZIA SCOLASTICA INNOVATIVA

Il fondo unico per l’edilizia scolastica per il periodo dal 2015-2017 consentirà da un lato di mettere a norma e in sicurezza gli edifici già esistenti, e dall’altro di costruire nuove scuole innovative dal punto di vista architettonico, tecnologico, dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e antisismica.

Carta d’identità digitale per ogni studente e docente

SISTEMA DI IDENTIFICAZIONE UNICA (SINGLE SING-ON)

Effettiva razionalizzazione degli accessi e delle autenticazioni alle piattaforme Miur

ID DIGITALE STUDENTE

La Buona scuola prevede che ogni studente abbia una identità digitale.

Finora è stata attivata solo la Carta dello Studente “IoStudio”, una tessera nominativa attestante lo status di studente frequentante con cui il ragazzo può accedere a un’area personale online dove può accedere a servizi e informazioni varie.

Sono 2.7 milioni le “Carte dello Studente” attive in circolazione (e 8 milioni quelle distribuite negli anni), sulle quali sono state attivate 47 mila convenzioni con partner pubblici e privati.

La Carta dello Studente è stata finora attribuita nella forma di tessera nominativa a cui si sono associati un profilo digitale, e un borsellino elettronico, opzionale.

ID DIGITALE DOCENTE

La “Carta del Docente” è un profilo personale del docente che conterrà le molteplici informazioni e interazioni amministrative (fascicolo del docente), oltre che quelle relative alla crescita professionale.

Digitalizzare la burocrazia: il registro elettronico in tutte le scuole e open data

DIGITALIZZAZIONE AMMINISTRATIVA DELLA SCUOLA

L’amministrazione digitale della scuola consiste:

  1. nella fatturazione e pagamenti elettronici;
  2. nella procedura di dematerializzazione dei contratti del personale (supplenze brevi);
  3. nell’estensione alla formazione professionale (delle Regioni interessate) già a partire dall’anno scolastico 2015-2016.

REGISTRO ELETTRONICO

Pur essendo "quasi" obbligatorio (DL 95/2012), non tutte le scuole lo hanno adottato. L’obiettivo è estenderlo al 100% delle classi.

STRATEGIA “DATI DELLA SCUOLA”

A partire da settembre 2016 si procederà con la pubblicazione online dei dati relativi a:

  • i bilanci delle scuole;
  • i dati pubblici afferenti al Sistema nazionale di valutazione, l’Anagrafe dell’edilizia scolastica;
  • i dati in forma aggregata dell’Anagrafe degli studenti;
  • i provvedimenti di incarico di docenza;
  • i piani dell’offerta formativa;
  • i dati dell’Osservatorio tecnologico;
  • i materiali didattici e le opere autoprodotte dagli istituti scolastici e rilasciati in formato aperto.

Passare dalle materie alle competenze

FRAMEWORK COMUNE PER LE COMPETENZE DIGITALI

Il tavolo tecnico per le linee guida sarà avviato a novembre 2015.

La definizione delle competenze verrà fatta a partire da esperienze di mappatura come il framework Web Literacy curato da Mozilla Foundation e il lavoro effettuato da Media Smarts per il Governo Canadese.

Ad ulteriore sostegno per la costruzione di un modello concettuale, esistono framework come DIGICOMP (A framework for developing and understanding digital competence in Europe, 2013) che individua una lista di 21 competenze descritte per conoscenze, abilità e atteggiamenti, comprese in 5 aree: Informazione, Comunicazione, Creazione di contenuti, Sicurezza e Problem solving.

Tali framework sono la cornice che verrà usata per realizzare le linee guida.

SCENARI INNOVATIVI PER LO SVILUPPO DI COMPETENZE DIGITALI APPLICATE

Quanto alle competenze degli studenti, l’Italia è 25ma in Europa per numero di utenti Internet (59%) e 23ma per competenze digitali di base (47%).

Questo divario è visibile anche nel caso delle competenze specialistiche sull’ICT (Italia 17ma) e nel numero di laureati in discipline Scientifiche o Tecnologiche (STEM), per cui l’Italia è 22ma, con 13 cittadini ogni 1.000.

L’obiettivo di questa azione è creare e certificare almeno 20 format di percorsi didattici a cui i docenti possano attingere e utilizzare in classe. I percorsi saranno su: l’economia digitale; la comunicazione e l’interazione digitale; le dinamiche di generazione, analisi, rappresentazione e riuso dei dati (aperti e grandi); il making, la robotica educativa, l’internet delle cose; l’arte digitale, la gestione digitale del cultural heritage; la lettura e la scrittura in ambienti digitali e misti, il digital storytelling, la creatività digitale.

Esperienze del genere già sono state avviate: un esempio è il recente programma di “Generazioni Connesse” per un uso consapevole e sicuro dei nuovi media, oppure l’iniziativa “A Scuola di OpenCoesione”, in cui gli studenti sono chiamati a competere attraverso un progetto di monitoraggio civico e data-journalism.

UNA RESEARCH UNIT PER LE COMPETENZE DEL 21MO SECOLO

Il programma è chiedere la collaborazione di ricercatori ed esperti, per la costruzione di progetti di ricerca, anche nell’ottica di valorizzare iniziative già esistenti, per diffondere le competenze del 21esimo secolo.

Si tratta soprattutto di competenze trasversali e della capacità di muoversi nell’ambiente digitale: alfabetizzazione informativa e digitale (information literacy e digital literacy). Per competenze trasversali si intendono: problem solving, il pensiero laterale e la capacità di apprendere.

PORTARE IL PENSIERO COMPUTAZIONALE NELLA SCUOLA PRIMARIA

Già da un anno è attiva l’iniziativa congiunta Miur-Cini “Programma il Futuro”, per l’introduzione del pensiero computazionale nella scuola. Nell’anno scolastico 2014-2015, il progetto ha coinvolto oltre 305 mila studenti in 16 mila classi e oltre 2 mila scuole.

AGGIORNARE IL CURRICOLO DI TECNOLOGIA NELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

L’insegnamento di Tecnologia nelle scuole medie deve essere aggiornato per includere nel curricolo le tecniche e applicazioni digitali.

Diffondere l’imprenditorialità, colmare il divario di genere nei settori tech e promuovere le carriere digitali

UN CURRICOLO PER L’IMPRENDITORIALITÀ’ (DIGITALE)

In ogni scuola verranno creati curricoli brevi per praticare l’imprenditorialità tra i banchi, sviluppati in collaborazione con imprese vere. Inoltre verranno promosse su base nazionale le “olimpiadi dell’imprenditorialità”. Ispirate ad esperienze già condotte dal Ministero, come ad esempio l’H-ack School, il primo hackathon completamente dedicato al mondo della scuola.

Il Ministero ha già condotto sperimentazioni per promuovere l’imprenditorialità tra gli studenti: è il caso dei Contamination Lab, creati in seguito allo stanziamento di un milione di euro con il Decreto Direttoriale n. 436 del 13 marzo 2013.

GIRLS IN TECH & SCIENCE

Azioni specifiche per colmare il “divario di consapevolezza” tra ragazzi e ragazze sulle proprie possibilità in ambito scientifico-tecnologico.

PIANO CARRIERE DIGITALI

Politiche per avvicinare gli studenti alle carriere in ambito del digitale, con collaborazioni con gli attori dell’ecosistema dell’innovazione, sul modello americano dell’iniziativa “Tech Hire”.

Portare la scuola fuori dalle aule: alternanza scuola-lavoro e collaborazioni con le aziende

STANDARD MINIMI E INTEROPERABILITA’ DEGLI AMBIENTI ONLINE PER LA DIDATTICA

A partire da dicembre 2015 è previsto l’insediamento di un tavolo tecnico in collaborazione con Agid per la definizione di linee guida per l’utilizzo delle piattaforme tecnologiche in ambito didattico. I requisiti minimi sono tesi ad evitare discriminazioni di ogni genere e in particolare quelle dovute a diversa disponibilità economica da parte delle famiglie, o di particolari bisogni educativi degli studenti (BES e individui disabili).

PROMOZIONE DELLE RISORSE EDUCATIVE APERTE (OER) E LINEE GUIDA SU AUTOPRODUZIONE DEI CONTENUTI DIDATTICI

Da dicembre 2015 a marzo 2016 sarà strutturato un tavolo di confronto per definire una guida che distingua le varie tipologie di risorse digitali disponibili, i criteri e le possibili forme del loro uso, in particolare per quanto riguarda l’autoproduzione di contenuti.

BIBLIOTECHE SCOLASTICHE COME AMBIENTI DI ALFABETIZZAZIONE ALL’USO DELLE RISORSE INFORMATIVE DIGITALI

A partire da febbraio 2016 ci sarà un’azione di riqualificazione degli ambienti di apprendimento e un potenziamento della missione delle biblioteche scolastiche. Al liceo il 35% usa per la maggior parte del tempo il libro cartaceo, il 63,9% lo integra con il libro digitale. Solo l’1,1% utilizza esclusivamente materiali digitali.

Formare i docenti (e mandarli a studiare all’estero)

FORMAZIONE IN SERVIZIO PER L’INNOVAZIONE DIDATTICA E ORGANIZZATIVA

La Buona Scuola ha introdotto per la prima volta la formazione obbligatoria in servizio per il personale docente. La formazione è rivolta a docenti, dirigenti scolastici e direttore dei servizi generali. E’ previsto lo sviluppo di una rete di almeno 300 “snodi formativi” (le sedi dove avverrà la formazione) che dovranno assicurare la copertura territoriale.

I dati dell’indagine OCSE TALIS 2013 vedono l’Italia al primo posto per necessità di formazione ICT dei propri docenti: almeno il 36% ha infatti dichiarato di non essere sufficientemente preparato per la didattica digitale, a fronte di una media del 17%. L’Italia è inoltre il primo Paese dell’OCSE, con distanza rispetto agli altri, per percentuale di docenti oltre i 50 anni – il 62%, rispetto a una media OCSE del 35% nella scuola secondaria (Fonte: OECD Education at a glance, 2014).

Dall’estate 2016 è previsto per 1.000 docenti con forte propensione all’innovazione e alla cultura digitale un’esperienza di formazione digitale all’estero presso i migliori centri e università del mondo.

ASSISTENZA TECNICA PER LE SCUOLE DEL PRIMO CICLO

Da marzo 2016 il Ministero finanzierà la creazione di “Presìdi di Pronto Soccorso Tecnico”, formati tra scuole del primo ciclo e scuole secondarie, con lo scopo di gestire piccoli interventi di assistenza tecnica per le scuole. A ciascuna delle 5709 istituzioni scolastiche primarie sarà erogata una quota di 1.000 euro.

Tale quota potrà essere utilizzata dalle scuole, individualmente o in rete, per coprire parte dei costi di assistenza tecnica.

RAFFORZARE LA FORMAZIONE INIZIALE SULL’INNOVAZIONE DIDATTICA

Rafforzare le iniziative di formazione per sviluppare soprattutto quelle che sono le “competenze di innovazione e sperimentazione didattica”.

Dall’animatore digitale negli istituti agli ‘azionisti’ della scuola: così verrà attuato (e monitorato) il Piano Nazionale per la Scuola Digitale

UN ANIMATORE DIGITALE IN OGNI SCUOLA

L’animatore digitale è un docente che, insieme al dirigente scolastico e al direttore amministrativo, ha un ruolo strategico nella diffusione dell’innovazione a scuola. Ad ogni scuola saranno assegnati 1.000 euro all’anno, che saranno vincolati alle attività dell’animatore nell’ambito della formazione interna del personale, del coinvolgimento della comunità scolastica e nella creazione di soluzioni innovative.

ACCORDI TERRITORIALI

STAKEHOLDERS’ CLUB PER LA SCUOLA DIGITALE

Associata a una idea di life-long learning, cioè di un apprendimento permanente, che avviene nell’arco di tutta la vita, c’è anche l’idea che la scuola debba estendersi al di fuori delle aule ed aprirsi ad attori esterni. Lo Stakeholders’ Club ideato dentro il PNSD comprende, quindi, tutte le collaborazioni del Miur con l’esterno, dall’impresa alla società civile.

Un esempio di queste collaborazioni è la piattaforma “Protocolli in rete”, un canale dove si possono stipulare accordi operativi tra aziende e il mondo dell’istruzione.

UNA GALLERIA PER LA RACCOLTA DI PRATICHE

Il PNSD avrà un sito dove si potranno trovare tutti i dati relativi all’attuazione del Piano stesso, corredato da una galleria di esempi.

DARE ALLE RETI INNOVATIVE UN ASCOLTO PERMANENTE

Le reti innovative saranno censite e mappate, per formare la “Rete per l’innovazione nella scuola”, che verrà formalizzata attraverso una chiamata pubblica aperta a tutte quelle organizzazioni che fanno dell’innovazione e della scuola digitale la loro ragion d’essere.

OSSERVATORIO PER LA SCUOLA DIGITALE

Il nuovo Osservatorio per la Scuola Digitale raccoglierà l’eredità del vecchio Osservatorio Tecnologico, e servirà per misurare il grado di innovazione digitale nella scuola. I dati che raccoglierà serviranno a capire come si muoveranno le scuole e come verrà attuato il Piano.

UN COMITATO SCIENTIFICO CHE ALLINEI IL PIANO ALLE PRATICHE INTERNAZIONALI

Il Piano avrà un comitato scientifico che servirà come “organo di garanzia” sulla sua attuazione. Verrà nominato entro la fine del 2015 e sarà convocato almeno 2 volte all’anno, con lo scopo di: monitorare l’andamento dei Piano, proporre modifiche, e allineare l’azione del Miur alle pratiche internazionali nella sfera educativa.

IL MONITORAGGIO DELL’INTERO PIANO