Un progetto partecipativo di Eleonora Gugliotta
nell’ambito di Gentle Streets and Squares – Design Week Milano 2025
Ma in questo caso, l’intento principale non è completare l’opera, bensì offrire uno spazio in cui ogni individuo possa archiviare il proprio passaggio, il proprio sguardo o la propria fragilità.
Come se la città, attraverso queste caselle, potesse parlare attraverso i suoi abitanti.
Il progetto nasce nell’ambito della Milano Design Week 2025, nel quartiere NoLo, un’area urbana densa di energia, creatività ma anche contraddizioni. Il mio intervento si propone di occupare poeticamente lo spazio pubblico, attraverso una serie di azioni leggere, materiali poveri e partecipazione diretta.
L’installazione prevede la collocazione in alcuni punti strategici del quartiere, individuati su una mappa di NoLo, di “caselle gentili”: pannelli o box installativi, pensati come bacheche urbane interattive.
Queste superfici invitano chiunque le incontri a lasciare una traccia del proprio passaggio: un pensiero, un frammento di memoria, un oggetto quotidiano, un gesto. Si tratta di micro-spazi di espressione libera, aperti al tempo e alla trasformazione, che si attivano grazie all’interazione spontanea delle persone.
Ogni casella presenta una o più modalità di partecipazione:
Domande scritte che stimolano l’intervento:
Superfici adesive o biadesive dove incollare oggetti, biglietti, immagini.
Post-it, foglietti, materiali da prendere o lasciare.
Piccoli spazi vuoti da riempire con ciò che si ha in tasca, in mente, tra le dita.
Una delle caselle principali sarà certamente posizionata davanti al Liceo Artistico Caravaggio di via Prinetti, in prossimità dello Spazio SC3, per coinvolgere direttamente la comunità studentesca – giovane, creativa, sensibile – che spesso ha molto da dire ma pochi luoghi dove farlo.
Altre caselle saranno installate in zone del quartiere. Da quelle più animate a quelle dove è presente una maggiore fragilità sociale, come esperimenti relazionali e poetici, per osservare cosa succede, come cambia il contenuto, quali tracce resistono e quali vengono rimosse o vandalizzate. Anche l’eventuale deterioramento è parte dell’opera e viene accolto come linguaggio della città.
Il progetto prevede la possibilità di integrare una componente digitale e interattiva per intervenire su una versione digitale delle caselle stesse. Un esperimento visivo collettivo, con una bacheca online modificabile dal pubblico.
Un sistema di moderazione automatico basato su IA impedirebbe la pubblicazione di contenuti offensivi o violenti, lasciando però aperta la possibilità di costruire un archivio corale, mutevole, vivo.
Il progetto ve curato da STARBASE. Clicca qui per leggere di più.
Durante la mostra presso lo SPAZIO CULTUALE SC3 MILANO, è visibile un prototipo fisico, realizzato con materiali di recupero raccolti durante un sopralluogo esplorativo nel quartiere.
Nel corso di questa esplorazione è stato girato un video, in cui frammenti visivi e materiali vengono prelevati con nastro adesivo, in modo da “impressionare” la superficie urbana come si farebbe con una pellicola.
Questo nastro trasparente, arrotolato su se stesso, diventa una sorta di film muto: una narrazione materica del quartiere NoLo, una traccia fragile ma concreta della realtà.