Fabiano Pittiglio è un cantautore da ritmi lenti e toni scuri. Afflitto da una insaziabile fame di letteratura e ispirato dal cantautorato e dai grandi poeti del '900, costruisce un linguaggio fondato sul suono caldo di una chitarra acustica, articolato nella mescolanza di suoni antichi e voci proiettate in avanti. Sintetizzatori, organetto, flauti, strumenti acustici ed elettronici si incontrano nella ricerca di una grammatica intima e profonda.
Le voci roche del blues, i suoni duri e potenti del rock anglosassone, le ballate del folk americano, i labirinti dell'elettronica europea, le rotture dell'industrial tedesca, le architetture liriche del cantautorato italiano. Tutti pezzi che nel corso di un decennio hanno composto l'intricato mosaico di un'identità artistica che sente l'invincibile necessità di esprimersi, e che arriva infine a una produzione inedita in cui far confluire le esperienze vissute un chilometro alla volta, sull'alfalto e nei locali della provincia.
Nel 2019 esce Cane randagio, 9 canzoni che esplorano il difficile rapporto dell'uomo con la definizione della sua identità attraverso l'esperienza e il pensiero, e la necessità di identificare le proprie radici e il proprio posto nel mondo.
Nel 2022 esce Itaca, un Ep di 4 canzoni. Itaca è la stella polare sulla via del ritorno. È lo stimolo, l'impulso, il principio. È ciò che rende ognuno di noi un viaggiatore che consuma chilometri e anni di vita, raccogliendo relazioni ed esperienze come infiniti pezzi del mosaico che compone la nostra identità.
Nel 2023 esce Symposio Session, un live registrato presso il Symposio Context Cafè e filmato da Tiresia Film, un set di circa venti minuti in cui Fabiano Pittiglio accompagnato dalla sua immancabile chitarra, da Leumann ai sintetizzatori e alla drum machine e Angelo Di Bello all'organetto cromatico; ci propone alcuni suoi brani rivisitati per l'occasione.
ASCOLTA ORA "SYMPOSIO SESSION"
ALBUM
Itaca, il nuovo lavoro del cantautore cassinate Fabiano Pittiglio, un Ep contenente 4 tracce, un concept album uscito nel 2022 che racconta dell’approdo, del ritorno a casa dopo aver viaggiato a lungo.
Un lavoro collettivo nato come conseguenza naturale di “Cane Randagio” il primo album inedito che il cantautore pubblica nel 2019.
“Itaca è un approdo sicuro, una certezza. Ma ogni certezza ci consente di alzare la testa e guardarci intorno, e guardarci intorno comporta nuove domande. Ogni nuovo orizzonte scorto vuole essere raggiunto, e così ci incamminiamo per una destinazione sempre più lontana, senza avere una chiara idea di cosa ci sia davvero laggiù né di come arrivarci. La nostra vita è sostanzialmente un procedere a tentoni mossi da un’intuizione.”
A collaborare con lui alla creazione di “Itaca” ci sono Alfonso Delicato alla Batteria, Angelo Di Bello all’Organetto Cromatico, Francesco Cardillo al Banjo, Franco De Benedictis ai Flauti, “Leumann” Manuel Parisella ai sintetizzatori e Raffaele Bove al Basso. L’intero album è stato registrato presso il Salotto Orwell di Cassino, con il mixing a cura di Leumann e il mastering del VDSS Recording Studio.
La copertina dell’album è uno splendido quadro di David Duszynski, mentre la copertina di “Radici” il singolo che ha anticipato l’uscita dell’album è di Francesco Torrice.
"Cane Randagio è il debut album del cantautore cassinate Fabiano Pittiglio. Un esordio intimista e con un deciso piglio da menestrello, dopo anni di songwriting vagabondo. Il tema centrale dell’intero lavoro è, come il titolo stesso suggerisce, proprio questo senso di nomadismo e randagismo emotivo, esistenziale, musicale.
Se mai esiste un porto sicuro cui un’anima sensibile e un po’ tormentata possa approdare questo è di sicuro l’Arte e la Musica. E deve saperlo bene il nostro cantautore. Negli anni di live fatti di cover del miglior cantautorato italiano ed americano ha sviluppato la sua vena creativa componendo brani in cui racconta la sua vita e la vita. All’ascolto mi sono divertita a pensare quanto di ognuno dei suoi miti e riferimenti musicali sia entrato nei suoi pezzi.
La musica è sempre citazione e il cantautorato è tramandare una tradizione, senza la pretesa di inventare nulla ex novo bensì di plasmare emozioni e storie di sempre in una veste nuova e perfettamente calzante per chi parla in prima persona. Il carattere confessionale di questo album è lampante e coraggioso. Io ammiro profondamente l’esporsi così, il condividere il proprio mondo e i propri sentimenti con un pubblico, con una platea. Chi imbraccia una chitarra e scrive, canta e suona i suoi pezzi ha per me la grandissima dignità di uno scrittore che ci conduce per mano dentro il romanzo della sua vita. I 9 brani di Cane Randagio sono le tappe del suo peregrinare mentale e fisico, un percorso mai del tutto lineare, fatto di cortocircuiti temporali, di intoppi ed accelerazioni narrate con toni di volta in volta delicati, ironici, beffardi. Dalla profondità (quella vera, quella abissale) ci si salva solo con la leggerezza dell’ironia, con il porsi fuori di sé, guardarsi da lontano e ridere un po’ del proprio vissuto. Un mix perfetto di intimismo, sentimento, distacco, sorriso e forza di reazione. Questo è il filo rosso dell’intero album che nel passaggio da un registro stilistico all’altro (c’è del blues italico, del folk, del pop) mantiene la sua coerenza interna. Un album compatto, estremamente piacevole e scorrevole all’ascolto. Sorretto dalla timbrica notevole del cantautore. Toni bassi e profondi, ideali per le riflessioni agro dolci che il disco ci ispira. Nel passare dagli episodi più arguti e ironici (Confessioni Al Caro Silvestro, Pagine, Esprimere Un’Idea) a quelli più intimi e delicati (Notturno, Un Passo Di Lato) avvertiamo il senso della narrazione e dove l’autore voglia andare a parare.
Siamo esseri umani che si muovono per cercare un equilibrio di cui difettiamo, perché ci è stato strappato in qualche modo, perché ce ne siamo liberati per insofferenza. E il luogo fisico ed ideale cui giungiamo non è altro che la possibilità di raccontarlo, di raccontarci, di mettere in comune la nostra esperienza, di appartenere. Mai meta definitiva, ma punto di inizio di un nuovo viaggio che intraprendiamo non senza aver prima rassicurato e nutrito la nostra natura di esseri sociali, bisognosi di contatto."
(Sarah Fabrizi)
L'album è suonato da Fabiano Pittiglio alla voce e alle chitarre, Manuel Parisella "Leumann" ai sintetizzatori, Angelo Di Bello all'Organetto Cromatico, Alfonso Delicato alla Batteria e alle percussioni, Franco De Benedictis ai flauti.
L’intero album è stato registrato presso il Salotto Orwell di Cassino, con il mixing a cura di Leumann e il mastering del VDSS Recording Studio.
VIDEOCLIP
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