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Azienda Agricola di Elisa Polito

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MIELE DI ACACIA

Molto apprezzato, prodotto naturale, molto amato anche dai bambini. Il suo sapore delicato lo rende perfetto come dolcificante naturale, ma non solo: ecco cosa sapere sul miele di acacia.

Il miele è noto da sempre per le sue peculiari caratteristiche che riescono a donare benessere non solo all’organismo, mangiandolo magari a colazione o per uno spuntino energetico, ma anche come alleato di bellezza. Non esiste un solo tipo di miele, ma anzi è possibile scegliere tra i tanti sapori; l’Italia è il Paese che produce più varietà di miele nel mondo, più di 50 tipologie diverse, quindi non avremo mai problemi a sperimentare gusti nuovi! Ma il tipo di miele che contraddistingue il territorio della nostra montagna è il miele di acacia e castagno. Ha ottime qualità energizzanti per tutto l’organismo, vanta potere depuranti per il fegato (così vuole anche la tradizione!) e risulta di facile assimilazione. Ha un gusto molto dolce e delicato, quasi di confetto, simile al miele di sulla, per questo è molto apprezzato dai bambini ed è perfetto per zuccherare le bevande, dal tè al latte, fino alle tisane, perché il suo gusto gentile non altera troppo il sapore delle bevande che dolcifica. È da sempre noto come un antibatterico naturale, in grado di proteggere dai malanni stagionali, un vero e proprio antibiotico presente in natura. Il miele di acacia, come detto, dona una sferzata di energia a tutto l’organismo, sia per quanto riguarda l’energia fisica che mentale; aiuta dunque se state vivendo un momento debilitante dal punto di vista psicologico oppure se durante la giornata avete molte cose faticose da fare e necessitate di uno sprint in più. Ha un’azione detox per il fegato, specie se usato per dolcificare delle tisane depurative, e ha anche blandi effetti lassativi. Ha qualità dolcificanti maggiori del normale zucchero da tavola e mantiene costante i livelli di glicemia, dunque non crea quelle improvvise voglie di abbuffate che scatenano di norma i prodotti dolci.

Il miele di acacia è un concentrato di vitamine, oligoelementi, zuccheri di facile assimilazione antiossidanti; per questo, introdurlo nel regime alimentare è consigliabile. Contiene un alto valore di fruttosio, dunque le calorie per 100 grammi di prodotto non sono poche: sono circa 300. C’è di buono che 100 grammi di miele sono davvero molti e nessuno ne mangia così tanto! In media, se ne consumano circa due/quattro cucchiaini al giorno, valutabili in 20/40 grammi di prodotto per 60/120 calorie circa. È un dolcificante da prediligere perché contiene rame, ferro, iodio, manganese, le vitamine A, C, E, K, nonché alcune del gruppo B.



MIELE DI CASTAGNO


E’ rappresentato da una sola specie, (Castanea Sativa, della famiglia delle fagacee) ed è una pianta che può raggiungere in alcune condizioni ambientali i 30 metri di altezza, nel nostro appennino pistoiese le selve da frutto, raggiungono i 10/12 metri. formando selve appunto oppure bosco ceduo. Dà il nome a un tipo di zona forestale, il "castanetum", detto castagneto e l’intervento dell’uomo l’ha portato a uscire dalla sua area di distribuzione tipica. Il castagneto da frutto rappresenta una vera e propria coltivazione agricola per la cura costante e dispendio di risorse da parte del proprietario. Oggi però la castanicoltura è in netto regresso, sia perché è venuta meno la sua importanza di nutrimento povero per le popolazioni montanare, sia per la comparsa di due funghi parassiti: il cancro del castagno e il mal dell'inchiostro, senza dimenticare il male maggiore degli ultimi anni la vespa cinese del castagno. Il parassita cinipide galligeno sono visibili quando ormai è troppo tardi. In primis si nota lo sviluppo delle galle. Le galle ostacolano lo sviluppo dei germogli e dei fiori determinando un consistente calo della produzione di castagne e, indirettamente, anche di miele. Si può dire che il cinipide della castagna danneggia anche l’apicoltura!

Questi tre fenomeni hanno portato alla rinaturalizzazione di molti castagneti da frutto, con la formazione di un bosco prevalentemente ceduo, per ricavare pali per l’agricoltura. Il castagno fiorisce a giugno e luglio.

Il miele di castagno tende a rimanere liquido, a causa della forte componente di fruttosio. L’eventuale cristallizzazione è molto lenta, non sempre regolare. Il colore è ambrato scuro, con tonalità rossiccio-verdastre nel miele liquido; se cristallizzato, assume un colore marrone. Sia l’odore che l’aroma sono intensi,con una nota amarognola molto persistente. Le caratteristiche di maggior nota sono; aromatico, pungente,acre, verde, vegetale/erbaceo, di legno, di tannino, fenolico, amaro.

Spesso si presenta misto a quello di tiglio (in questo caso viene familiarmente chiamato “castiglio”), a causa della sovrapposizione delle fioriture. Prende allora una nota medicinale, mentolata, profumata. Se misto a melata, il colore è più scuro, il sapore meno amaro rispetto a quando è totalmente di nettare.

Il miele di castagno è una delle principali produzioni nazionali, ma ha fatto fatica ad affermarsi nei gusti di chi acquista il miele, sia per il colore scuro, sia per l’aroma forte e amaro. Solo dagli anni ’80 ha cominciato ad avere un suo mercato. Prima molti apicoltori praticavano addirittura una transumanza “di fuga” per evitare di produrlo. Oggi apprezzato anche nell'industria dolciaria.

E’oggi uno dei mieli più utilizzati in cucina e in abbinamento con formaggi soprattutto stagionati (pecorini, caprini), ma anche con ricotta.