AVE MARIA DI SCHUBERT, TRA COMPROMESSO ED ABUSO
di Daniela Malinverno
AVE MARIA DI SCHUBERT, TRA COMPROMESSO ED ABUSO
di Daniela Malinverno
Ellens dritter Gesang, più nota come Ave Maria di Schubert ha origini insolite. Nel 1810, Sir Walter Scott scrisse il poema narrativo The Lady of the Lake, ispirato alle saghe scozzesi nel quale l'eroina Ellen Douglas, che vive in esilio con suo padre in una grotta nelle Highlands scozzesi, per sfuggire ai pericoli canta un inno alla Vergine. Philip Adam Storck tradusse il poema in tedesco nel 1819, e la traduzione divenne il libretto della raccolta di lieder di Franz Schubert Liederzyklus vom Fräulein vom See, pubblicata nel 1825; essa include sette lieder basati su testi di Walter Scott. Le tre canzoni di Ellen furono scritte per voce femminile, mentre le altre canzoni del ciclo furono composte per baritono, coro maschile e coro femminile: l'inno alla Vergine divenne Ellens dritter Gesang (Terza canzone di Ellen).
L'anno seguente, il ciclo fu ripubblicato con il titolo Sieben Gesänge aus Walter Scotts Fräulein vom See op. 52, includendo sia il testo tedesco di Storck che l'originale inglese di Scott; la melodia del terzo lieder, concepita per voce femminile, divenne famosissima grazie all'interpretazione del baritono Johann Michael Vogl. L'incipit Ave Maria non ha alcun rapporto con l'omonima preghiera cattolica, i testi in latino e in italiano furono utilizzati per permetterne l'esecuzione in ambito liturgico ma ne viene compromessa la metrica originale; inoltre è invalso l'uso (o abuso) di contrazioni e dilatazioni ritmiche con allargando e stringendo che si allontanano dal pensiero creativo di Schubert che invece esige un flusso agogico continuo.
In conclusione, Ave Maria di Schubert non è un inno alla Madonna, ma un lied ispirato al poema di Scott. La bellezza della melodia ha contribuito a creare un alone di mistero intorno al brano, portando a interpretazioni errate del suo significato originale.
Ave Maria! Jungfrau mild,
Erhöre einer Jungfrau Flehen,
Aus diesem Felsen starr und wild
Soll mein Gebet zu dir hin wehen.
Wir schlafen sicher bis zum Morgen,
Ob Menschen noch so grausam sind.
O Jungfrau, sich der Jungfrau Sorgen,
O Mutter, hör ein bittend Kind!
Ave Maria unbefleckt!
Wenn wir auf diesen Fels hinsinken
Zum Schlaf, und uns dein Schutz bedeckt,
Wird weich der harte Fels uns dünken.
Du lächelst, Rosendüfte wehen
In dieser dumpfen Felsenkluft.
O Mutter, höre Kindes Flehen,
O Jungfrau, eine Jungfrau ruft!
Ave Maria! Reine Magd!
Der Erde und der Luft Dämonen,
Von deines Augen Huld verjagt,
Sie können hier nicht bei uns wohnen.
Wir woll'n uns still dem Schicksal beugen
Da uns dein heil'ger Trost anweht:
Der Jungfrau wolle hold dich neigen,
Dem Kind, das für den Vater fleht!
Ave Maria! Vergine benigna,
Ascolta la preghiera di una vergine,
Da questa roccia aspra e selvaggia
Sia il mio pregare a te diretto.
Dormiamo al sicuro fino al mattino,
Anche se gli uomini sono così crudeli.
O Vergine, angosciata per una vergine,
O Madre, ascolta il bambino che ti supplica!
Ave Maria immacolata!
Quando ci addormentiamo su questa roccia
per dormire, e il tuo sguardo ci protegge,
La dura roccia ci sembrerà morbida.
Tu sorridi, effluvi di rose aleggiano
In questa cupa fenditura rocciosa.
O Madre, ascolta la supplica di un bambino,
O Vergine, una vergine ti invoca!
Ave Maria! Vergine pura!
I demoni della terra e dell'aria,
Scacciati dalla grazia dei tuoi occhi,
Non possono qui dimorare con noi.
Vogliamo sottometterci in silenzio al destino
Poiché il tuo santo conforto ci avvolge:
Sii propizia alla vergine,
Al bambino che prega per il padre!