Cronache del Tempo Segreto Libro 1 Capitolo 3

FRATELLO E SORELLA

Hornfels sorrise. Nove anni. Nove anni erano già passati delle battaglia sulla piana Emiry, in cui le gloriose forze dell'Impero e di Greyhawk avevano marciato, con ritrovata alleanza, contro le orde di orchi di Iuz.

Nove anni prima, proprio in quel punto, vi era stata la battaglia finale. All'epoca, il paladino non era ancora tale, ma era un semplice esule della nazione elfica che, rispondendo ad un qualche richiamo insito nella propria natura, aveva abbandonato le terre elfiche per schierarsi con gli eserciti degli

umani in una guerra ben lontana dalle proprie terre.

In quel punto, il 7 Giugno di nove anni prima, il generale dell'esercito di Greyhawk, Lord Robilar Steel, combattente di chiara fama, lo aveva svegliato all'improvviso, in piena notte.

L'esercito degli orchi era schierato e l'indomani ci sarebbe stata la battaglia. Non per Robilar e venti dei suoi: sarebbero partiti la notte ed avrebbero attaccato il Tempio del Male Elementale, la roccaforte di Iuz, nel momento in cui questa era sguarnita.

L'elfo ricordava bene la cavalcata, la battaglia, la carneficina di uomini ed orchi. Ma, più di ogni altra cosa, ricordava di come Robilar, dopo aver preso la fortezza, invece di condurre i suoi nei meandri dei sotterranei per liberare i prigionieri, riceveva un ordine dall'arcimago Otiluke, membro del Circolo Degli Otto: quello di sigillare gli ingressi della fortezza per sempre.

Quanti prigionieri, sicuri oramai della salvezza, erano stati traditi in quel modo, abbandonati al loro destino mentre le pesanti porte di bronzo venivano chiuse e sigillate?

Hornfels aveva protestato, ma gli ordini erano ordini…

Su una roccia dinanzi al tempio, Lord Robilar fece incidere:

Qui si ferma la potenza di Lord Robilar e dei suoi venti compagni.

Dei venti ne caddero dodici.

Di nemici decine.

Ma Uno di Otto bastò a condannarne centinaia.

Al suo ritorno a Greyhawk, Hornfels decise di lasciare l'esercito e divenire un Paladino, mai più un innocente avrebbe dovuto essere abbandonato.

A fianco al paladino, immerso nei ricordi, una giovane elfa osservava quella che per lei era una semplice piana. Era la prima volta che Myrnafrost lasciava la Nazione Elfica, per raggiungere suo fratello. Lei era una giovane maga, appena uscita dall'accademia. Suo fratello era pensoso. Troppo.

Al suo arrivo a Greyhawk, Hornfels aveva richiesto il permesso, al capo del suo ordine, di potersi recare in pellegrinaggio presso il Tempio di Hommlet. Una scusa, o quasi: avrebbe infatti approfittato di quel viaggio per mostrare a sua sorella quel luogo terribile.

Ma non ci riusciva. Non riusciva a tornare laggiù.

Il paladino sospirò, si riassestò la spada, come se il contatto con il metallo potesse dargli coraggio, si voltò verso la sorella e disse: “Torniamo al villaggio”

Avrebbe mai trovato il coraggio di tornare laggiù, nel luogo che ogni notte sognava, con nelle orecchie le voci di centinaia di persone, che lo pregavano di non abbandonarli?