Cronache del Tempo Segreto Libro 1 Capitolo 2

RICORDI

La notte era all'alba del suo dominio nel cielo. Non c'era luna, tanto meno le stelle. Ma, comunque sia, non avrei potuto ammirarne lo splendore : dormivo. Dormivo -non che si possa dire beatamente, intendiamoci- sotto una quercia, dimora di scoiattoli e piccoli uccelli stupiti tanto quanto me che mi trovassi in quel posto. E addormentata per giunta.

Ma, svegliarmi, fu più facile del previsto. Assalita da incubi – di cui la mia memoria non è in grado di rievocarne i significati- e in preda a vampate di paura, mi svegliai di colpo.

-Dove sono?- ripetevo tra me e me- Dove mi trovo? Oh..ma..ma…ma chi sono io?

Oddio..aiuto..Aiuto!!!- così dicendo mi alzai, facendo fatica, ma l’ adrenalina prevalse. Feci un passo indietro..-crac!- Mi girai e alzai il piede. Una freccia..avevo rotto a metà una freccia.

Girando lo sguardo notai un arco con tanto di frecce, finemente lavorato, probabilmente di fattura drow. Evidentemente non tutta la mia memoria mi aveva abbandonato…

Lo raccolsi e provai a scoccarne una. Mirai a un corvo che passava lì per caso; lo presi in pieno petto. -Mmm..non male, non male!- dissi fra me. Chissà..magari ero un'abile tiratrice..oppure un ranger mercenario…Bah..finora tutto quello che sapevo è che ero donna. E su questo non ci piove!

Ma..mi accorsi delle mie mani. Nere, nere come la pece…Avevo unghie lunghe laccate di nero e riflessi violacei, dita lunghe e sottili. Così come d'istinto mi strappai un capello. Lungo e bianco…

Tutto ad un tratto scorsi un bagliore – come un luccichio- con la coda dell'occhio destro. Una spada… Un'arma preziosa, curata nei minimi dettagli. Mi specchiai. Il mio viso era nero, gli occhi verde smeraldo e lunghi capelli bianchi. Sfiorai gli zigomi con le unghie e mi graffiai; scese una goccia di sangue sulla spada, e cosi facendo più attenzione scorsi due lettere incise sulla spada. DJ…

-Probabilmente le mie iniziali- pensai. E cosi, seduta sotto la quercia dove mi ero risvegliata, cercai di capire il mio nome. -Di..De..Del..Des..Dele…Deleni ..ewen! Mmm. Non male…Deleni sta per distrutto, no? Ed ewen è il passato! Deleniewen! Poi…Ju..jo..jos..joos! Joosevis!!! Joos è ricercatrice…evis sono i ricordi! Deleniewen Joosevis..d'ora in poi questo sarà il mio nome. E giuro

su questa spada che lo onorerò per sempre.- .

Trascorsi una settimana in quel posto, cibandomi della selvaggina che trovavo.

Un giorno tutto cambiò quando conobbi Golden, una giovane chierica che mi portò in città, mi accudì fin quando non dovette andare in un altro paese.

-Eccoci arrivati!- mi condusse davanti a una locanda. -Qui troverai vitto e

alloggio. Ti tratteranno bene, sono brave persone.- Detto questo mi salutò.

Entrai. Un ‘aria di festa mi avvolse…c'era odore di alcool.

Appena entrai, mi sentii gli sguardi come incollati addosso, principalmente da parte di un paladino, alto, capelli neri e naso importante. -Lascia che ti presenti questo valoroso guerriero- disse Golden:-Zladav Von Zarovich, ed è disposto ad allenarsi con te, facendoti apprendere le arti guerriere.-.

Zladav sorrise e mi porse la mano.-Ci stai?-. Strinsi la mano: - laie!- -

Che ha detto?-. Si rivolse a Golden. -Ha detto “sì”. Parla in drow quando insulta, si agita o solo per fare scena!-. -Ah, capisco!-. Mi misi a ridere. Da quel giorno io e Zladav fummo inseparabili.

Una mattina, uscita dalla taverna, vidi Golden che correva verso di me. -Delen, Delen! Ho bisogno di un favore!-. -Dimmi tutto Goldy!-. -Ho bisogno di andare ad Hommlet. Devo sbrigare degli affari clericali, le solite cose insomma. Però stavolta il viaggio è lungo e ho bisogno di guardie del corpo. Ho già reclutato il mago Derrik e il guerriero Filippo oltre al paladino Zladav, i quali abitano poco distanti da qua. Mi piacerebbe che tu venissi con me.-

L'ora arrivò. Eravamo tutti lì, io Golden e Zladav davanti alla locanda. Saremmo passati a prendere il mago e il guerriero per poi recarci ad Hommlet.